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L’Esports World Cup 2026, in corso a Parigi da circa quattro settimane, ha finora archiviato le prime 10 competizioni su un totale di 25.

Dopo l’apertura in “modalità sparatutto“, il successivo ingresso dei MOBA – penalizzato dal “caso PlayTime” – e l’emozionante World Championship di FC Pro 26 che ha regalato la sorpresa finora più bella, negli ultimi due giorni sono terminati altri eventi esportivi.

Il primo è stato quello di Teamfight Tactics (21-25/07), l‘auto battler strategico legato al mondo di League of Legends e prodotto da Riot Games.

Al torneo hanno preso parte 16 team provenienti da quattro macro aree geografiche (Asia, Oceania, Europa e Nordamerica) ma con una netta maggioranza di formazioni del Far East.

La Cina ha fatto la parte del leone con tre organizzazioni al via (Weibo Gaming, Aurora Gaming e JD Gaming) e altre due formate esclusivamente da giocatori cinesi, pur appartenendo ad altri Paesi (Team Vision e All Gamers). A seguire due sudcoreane (T1 e NSRedforce), una giapponese (ZETA Division) e una di Taiwan (Flash Wolves). Nel conto rientra anche Virtus.pro, organizzazione ex-russa ora armena, affidata però a quattro esporters vietnamiti.

Questa distribuzione non sorprende, perché in buona parte ricalca lo scenario competitivo di LoL. Il resto è formato da organizzazioni europee (Team Vitality, Fnatic, MOUZ e GoldLike Esports, quest’ultima con nel roster l’italiano “Ryko”) e la nordamericana Team Nemesis.

Tuttavia, alla fine del Group Stage – due gironi con sfide in modalità Double-Elimination – solo GoldLike Esports è riuscita a rappresentare l’Ovest nei Playoffs.

I GoldLike Esports hanno perso 0-2 nel primo round del Playoffs contro All Gamers, a loro volta eliminati in semifinale da Aurora Gaming. Nella parte alta del tabellone si è invece fatto largo il Team Vision che nella finale per il titolo ha schiantato 3-0 Aurora Gaming, al termine di un derby tra 7 giocatori cinesi e un taiwanese, MoGG. Con questo risultato, la Cina ha replicato la vittoria ottenuta all’EWC 2025.

Team Vision ha incassato $150.000 di premio e 1.000 punti per la classifica delle organizzazioni esportive.

Il 26 luglio si è invece concluso il torneo di PUBG: Battlegrounds, sparatutto in stile battle royale. 24 i team presenti, in rappresentanza di cinque continenti.

16 hanno superato lo scoglio del Group Stage (12 sfide incrociate per ogni squadra) per dare vita al Grand Finals. Alla fine si è imposta Virtus.pro, questa volta con una formazione di 4 esporters europei, davanti a The Vicious (Arabia Saudita, team vietnamita), all’organizzazione ucraina Natus Vincere e al saudita Team Falcon (esporters nordamericani).

La vittoria di Virtus.pro è stata ripagata con 660mila dollari, mentre The Vicious ne ha ricevuti 305.000. Tutte le formazioni classificate dal primo all’ottavo posto hanno conquistato punti importanti per l’EWC Club Championship. Ecco la classifica aggiornata:

Immagine di testa: Team Vision di TFT (credits Esports World Cup)

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