A Parigi, la terza edizione dell’Esports World Cup ha già archiviato sette tornei.
Dopo i tre della prima settimana, nei successivi sette giorni si sono svolto quelli di League of Legends, Free Fire, Mobile Legends: Bang Bang e Dota 2. Tuttavia, proprio quest’ultimo ha gettato un’ombra non solo sulla kermesse mondiale ma sull’intero mondo degli eSports.
Vediamo di cosa si tratta.

IL CASO PTime
Il team PlayTime è stato escluso dalla competizione dopo che la Esports Integrity Commission (ESIC) ha disposto la sospensione provvisoria del coach Juan “Vintage” Angulo e del giocatore Gonzalo “DarkMago” Herrera, entrambi coinvolti in un’indagine per presunte violazioni del codice anticorruzione e del codice di condotta.
La decisione è arrivata poco prima del match contro Vici Gaming, Round 1 della fase eliminatoria Survival alla quale prendono parte i 12 team posizionati dal 2° al 4° posto dopo il Group Stage. La gara è stata inizialmente sospesa dagli organizzatori per un problema legato all’integrità competitiva. In seguito alla sospensione dei due tesserati, PlayTime ha rinunciato all’incontro e la Esports World Cup Foundation ha confermato l’esclusione dell’intera squadra dal torneo. Vici Gaming ha così ottenuto la vittoria a tavolino e l’accesso al turno successivo.
Al momento ESIC non ha reso noti i dettagli delle presunte violazioni, limitandosi a spiegare che le sospensioni sono state adottate in via cautelare durante le indagini. PlayTime, organizzazione filippina nata quest’anno e legata a un marchio di scommesse, aveva recentemente ingaggiato diversi giocatori peruviani – tra cui proprio Vintage e DarkMago – per competere nell’area Sud America di Dota 2. L’organizzazione ha dichiarato di non essere a conoscenza dei fatti contestati e di aver avviato un’indagine interna.
Il torneo di Dota 2 si è concluso con la vittoria del team PARAVISION (PVISION e TEAM VISION), organizzazione serbo-russa con giocatori serbi, russi e ucraini guidata dal super veterano estone Clement “Puppey” Ivanov. PVISION ha dominato il proprio girone (24 team, 4 gironi da 6), qualificandosi direttamente ai Playoffs. A quel punto ha concesso solo due game agli avversari, per poi chiudere 3-1 contro l’organizzazione russa BetBoom Team.

Passiamo dal primo MOBA competitivo per nascita a quello attualmente più in voga: League of Legends.
L’evento dell’EWC 2026 ha preso il via con 16 team distribuiti su quattro gruppi con formula double-elimination format (GSL): chi vince due partite va avanti, chi ne perde due è out, le restanti spareggiano.
Da lì sono emerse le 8 finaliste. Quattro sudcoreane (Hawnha Life, i campioni del mondo T1, Gen.G e Dplus Kia), tre cinesi (Biliblili Gaming, JD Gaming, Anyone’s Legend) e una europea (Karmine Corporation).
Nella fase ad eliminazione diretta, tre sudcoreane su quattro hanno superato il primo round. Solo il team Hawna Life non ci è riuscito, eliminato nel “derby” contro T1. La quarta semifinalista è stata Karmine Corporation, un po’ a sorpresa anche se il trio Caliste-Yike-Canna è di altissimo livello.
In semifinale, l’organizzazione europea ha fatto il secondo miracolo, ancora più grande battendo T1. La finale, però, è stata a senso unico: 3-0 a favore dei sorprendenti Dplus Kia, che hanno incassato $600.000.

Gli ultimi due eventi della week 2, hanno registrato le vittorie del team Vitality sui NaVi nel torneo femminile di Mobile Legends: Bang Bang; e dei sudamericani LYON (ex Movistar R7) sui cino-tailandesi All Gamers Global nel torneo del battle-royale Garena Free Fire.
Grazie a un primo e un secondo posto, l’organizzazione NaVi si trova attualmente al comando nella classifica del Club Championship. In palio c’è un montepremi da75 milioni di dollari, 7 dei quali ad appannaggio dell’organizzazione prima classificata alla fine dell’EWC 2026.
Immagine di testa credits Esports World Cup