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Dopo il mezzo spavento che ci ha provocato Jannik Sinner, vincitore solo al quinto contro Kecmanovic, il torneo di Wimbledon 2026 vive il suo day 2 con i primi turni della parte bassa del tabellone del singolare maschile e di quello femminile. Sei gli azzurri in campo, ma l’attrazione della giornata è un’altra…

Il ritorno di Serena Williams è destinato a essere uno degli eventi più seguiti degli ultimi tempi, con la campionessa che ci riprova a quasi 45 anni.

Vediamo allora i dettagli dell’Italia del tennis in campo oggi all’All England Lawn Tennis & Croquet Club.

Wimbledon 2026: gli italiani in campo nel day 2

Partiamo subito con i dettagli in grafica, per capire cosa ci attende:

INCONTROCAMPOORARIO
Katie Boulter – Tyra GrantCampo n.312:00
Jasmine Paolini – Robin MontgomeryCampo n.1212:00
Quentin Halys – Matteo ArnaldiCampo n.414:00
Lorenzo Sonego – Tomas Martin EtcheverryCampo n.416:00
Stan Wawrinka – Matteo BerrettiniCampo n.118:00
Mariano Navone – Flavio CobolliCampo n.218:00

Katie Boulter-Tyra Grant

Primo match in carriera nel tabellone principale di Wimbledon, per Tyra Caterina Grant. L’azzurra si è guadagnata il traguardo tramite le qualificazioni, tre partite che erano anche le sue prime in carriera su questa superficie.

L’avversaria non è uno spauracchio, ma Katie Boulter è pur sempre una top 60 molto esperta e gioca letteralmente in casa, essendo nata a neanche 150 km da Wimbledon. Questo fattore, tuttavia, potrebbe anche giocare in favore di Tyra, che non ha assolutamente nulla da perdere.

Jasmine Paolini-Robin Montgomery

Qui bisogna fare molta attenzione, e non solo per i problemi al piede di Jasmine Paolini, che speriamo siano nel frattempo risolti. E neanche per la crisi di fiducia della tennista azzurra. A complicare le cose si mette il sorteggio, con un’avversaria più giovane e con molta meno esperienza, ma con un gioco decisamente adatto alla superficie. Sull’erba, Robin Montgomery vanta un record di 27 vinte e 7 perse, con la forma recente certificata dal successo finale di S’ Hertogenbosch, seppure senza giocare la finale per ritiro di Krejcikova.

L’insidia è dunque palpabile. E ci vorrà una Jasmine vera.Qui bisogna fare molta attenzione, e non solo per i problemi al piede di Jasmine Paolini, che speriamo siano nel frattempo risolti. E neanche per la crisi di fiducia della tennista azzurra. A complicare le cose si mette il sorteggio, con un’avversaria più giovane e con molta meno esperienza, ma con un gioco decisamente adatto alla superficie. Sull’erba, Robin Montgomery vanta un record di 27 vinte e 7 perse, con la forma recente certificata dal successo finale di S’ Hertogenbosch, seppure senza giocare la finale per ritiro di Krejcikova.

L’insidia è dunque palpabile. E ci vorrà una Jasmine vera.

Quentin Halys-Matteo Arnaldi

Halys è un po’ un “cavallo pazzo” del tennis. Il francese è colui che rifiutò una wild card al Roland Garros 2018 perché non si sentiva all’altezza e preferì giocare le qualificazioni, ma anche quello del punto incredibile vinto da terra a Gstaad. Capace di tutto e il contrario di tutto, un po’ come ha dimostrato Matteo Arnaldi nella prima parte della sua carriera. Attenzione, però: il sanremese ha scarsi risultati su erba (6 vinte e 7 perse) soprattutto perché ci ha giocato davvero poco. Il suo tennis istintivo e i suoi frequenti cambi di ritmo si possono adattare alla perfezione ai prati di Wimbledon. Molto dipende dalla condizione atletica dell’azzurro, che comunque va elogiato per aver giocato le qualificazioni a Eastbourne nonostante fosse n.35 ATP. L’umiltà non gli è mai mancata, questo è sicuro. E se sarà ancora in fiducia simil-Roland Garros, potrebbe farci divertire anche qui.

Lorenzo Sonego-Tomas Martin Etcheverry

Un Sonego vicino ai suoi standard di qualche anno fa, non avrebbe avuto particolari difficoltà a superare un terraiolo come Tomas Martin Etcheverry. Ma l’argentino è un terraiolo “evoluto”, che sta gradualmente imparando a essere competitivo anche lontano dal rosso. Il Sonego odierno, purtroppo, tra infortuni e scadimento di forma, non dà molte garanzie. Ma potrebbe sempre farcela.

Stan Wawrinka-Matteo Berrettini

Il match più evocativo e romantico tra tutti quelli di oggi, ma anche forse il più povero di spunti reali. L’attuale Wawrinka non dovrebbe vedere boccia, contro un Matteo Berrettini in condizioni decenti. Vista la sua storia di infortuni, e soprattutto lo sfortunatissimo epilogo del Roland Garros, qualche apprensione c’è. Ecco, non per qualche particolare insidia che possa essere rappresentata dall’avversario. Wawrinka non è mai stato un giocatore dal rendimento particolarmente brillante su erba o a Wimbledon: solo due quarti di finale nel 2014 e 2015, poi più nulla.

Mariano Navone-Flavio Cobolli

Chiudiamo con un altro italiano che affronta un altro terraiolo argentino. In questo caso, Navone appare un profilo più “integralista”, rispetto a Etcheverry. Oltre a ciò, vanno considerate tre cose: Flavio Cobolli è un giocatore in piena esplosione, contrariamente a Sonego che l’apice l’ha invece raggiunto qualche anno fa. Inoltre, Cobolli ha già battuto Navone sul terreno preferito dall’argentino, ovvero la terra battuta. Last but not least, Flavio difende un quarto di finale, raggiunto nella sorpresa generale lo scorso anno.

Gli altri match da non perdere

La seconda giornata di Wimbledon ci offrirà anche molto altro, come da prassi per ogni Slam che si rispetti. Ne prendiamo una particolarmente degna d’interesse:

INCONTROCAMPOORARIO
Serena Williams-Maya JointCampo Centraledalle 19:00

Serena Williams-Maya Joint

Serena è tornata e avrà nuovamente tutti gli occhi addosso. quasi 45 anni, a 10 dall’ultimo dei sette Wimbledon conquistati, polemiche mai mancate anche per i farmaci usati per il dimagrimento. Insomma, Serena Williams è tornata con tutti e due i piedi nell’agone dello sport di cui ha scritto pagine indelebili. Gli stati d’animo di tifosi e addetti ai lavori sono contrastanti: se dovesse andare avanti nel torneo, sarebbe bello per la narrazione, ma devastante per lo stato di salute del tennis femminile. Immaginiamo infatti che Serena arrivi al terzo turno e faccia un figurone contro Iga Swiatek, la campionessa in carica. Come ne uscirebbe il tennis? C’è anche l’ipotesi contraria, perché di ex campioni che scendono nuovamente in pista a distanza di anni dal ritiro ne abbiamo avuti. E i risultati non sono mai stati memorabili, vedi Bjorn Borg.