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Dopo un Giro d’Italia tendenzialmente anonimo, salvo rare eccezioni, anche al Tour de France 2026 sarà presente una nutrita pattuglia italiana.

Quale sarà il ruolo di questi corridori? Hanno ambizioni di vittoria di tappa o addirittura di classifica generale?

Andiamo ad analizzare le varie situazioni dei ciclisti azzurri alla prossima Grande Boucle, in partenza il prossimo 4 luglio da Barcellona. Il panorama a dire il vero non sembra florido.

Italiani al Tour de France 2026, Tiberi per la generale?

Corridore passato decisamente in secondo piano negli ultimi mesi, Antonio Tiberi si affaccia alla Grande Boucle con i galloni da capitano della Bahrain, una squadra che nel corso degli anni ha perso importanza nel gruppo.

Il laziale non ha partecipato al Giro d’Italia, l’ultima sua esibizione è stata, in una grande corsa a tappe, alla Vuelta del 2025: 41° posto. Debutta quest’anno al Tour.

Situazione particolare la sua, in realtà non abbiamo ancora capito bene se abbia la stoffa per stare tra i grandi o se gli manchi quella continuità necessaria per rimanere al top.

Buon passista, buon interprete delle cronometro, Tiberi non brilla per presenza di spirito. Il rischio è che vada fuori classifica già sulle prime rampe pirenaiche; in caso contrario, prendendo fiducia, può ambire ad entrare se non nella top-10 della generale almeno nella top-20.

Voi direte che è un po’ poco, ma l’ultimo italiano ad aver sfiorato la top-10 della generale al Tour de France è stato Giulio Ciccone, undicesimo nel 2024.

Gregariato di lusso: Piganzoli e Cattaneo

Tra le conferme più a sorpresa di questo Tour de France 2026 troviamo Davide Piganzoli. Non perché non lo meritasse, ma perché il corridore lombardo arriva da un Giro d’Italia a tutta, al servizio di Jonas Vingegaard.

Ottavo posto per lui, migliore degli azzurri, e chiamata “alle armi” anche per la Grande Boucle, dove la concorrenza sarà foltissima e il lavoro da fare ancora di più.

Ultimo appoggio di Vingegaard nelle tappe di montagna, Piganzoli un giorno forse correrà un Giro magari da capitano, ma per adesso deve accontentarsi di stare al vento per il danese e per la Visma.

Una Visma azzoppata non poco dall’assenza di Van Aert, ma in cui dopo la prima punta Vingegaard il secondo leader sarà lo statunitense Matteo Jorgenson.

Da vedere, a proposito di italiani, se Edoardo Affini riuscirà ad arrivare in tempo, nel senso di sano, dopo la brutta caduta ai campionati italiani a cronometro.

Rimanendo alla cronometro, occhio a Mattia Cattaneo, che sarà invece uno dei gregari di Evenepoel e Lipowitz alla RedBull, che punta fortissimo a indossare la prima Maglia Gialla, con la cronosquadre di Barcellona del 4 luglio.

Italiani a caccia di tappe al Tour de France 2026

Per il resto ai corridori azzurri non rimane che aggrapparsi a qualche tappa favorevole, per mettere il muso davanti a tutti.

Non c’è Jonathan Milan, quindi uno dei favoriti per la Maglia Verde, quella a punti. L’altro nostro grande specialista è Filippo Ganna, uno dei migliori al mondo nelle cronometro, vincitore al Giro d’Italia di quest’anno della Viareggio-Massa.

Se la dovrà vedere con Evenepoel, Pogacar e Vingegaard, restando solo ai top. Il titolo di campione italiano della specialità potrebbe spingerlo, nella tappa 16, la crono di 30 chilometri tra Evian e Thonon-Les-Bains.

Ciccone invece lo abbiamo già citato come ultimo italiano spendibile nella classifica generale, in passato Maglia a Pois, quindi miglior scalatore. L’abruzzese cercherà senza dubbio di entrare in qualche fuga buona nelle tappe di montagna, magari non in quelle decisive.

Fughe buone anche per Matteo Trentin della Tudor, uno che potrebbe infilarsi anche nelle poche volate in programma.

Qualche chance secondo noi ce l’ha anche Lorenzo Fortunato, del Team Astana, risparmiato al Giro d’Italia per puntare tutto sul Tour de France 2026. Una squadra, la sua, che in quanto a intraprendenza non è seconda a nessuno.