C’è vita, oltre Jannik Sinner e Lorenzo Musetti? Ovviamente sì, poiché il movimento del tennis italiano non ha mai goduto di questa salute. Ma cosa c’è all’orizzonte? proviamo a capirlo insieme.
Il tennis italiano e la sindrome da pancia piena
Il 2026 del tennis italiano è iniziato bene ma non benissimo. O meglio, non era mai successo di avere due giocatori tra i primi 5 al mondo, e aver mancato una semifinale tutta italiana per pura sfortuna, è qualcosa che nemmeno nei più reconditi sogni avremmo immaginato, fino a qualche anno fa. Eppure, oggi a qualcuno sembra routine, nonostante sappiamo bene che così non è.
A costo di essere ripetitivo, ricordo a chi esagera in critiche i periodi in cui l’Italia era regolarmente assente dopo il secondo turno nei tornei del Grande Slam,
Lo stato di salute della nostra top 100
N.20 – Flavio Cobolli
Cobbo ha avuto un 2025 eccellente, in cui ha vinto due tornei ed è approdato per la prima volta in top 20. Il 2026 è iniziato con qualche difficoltà fisica e la conseguente delusione di un’uscita al primo turno dall’Australian Open. Una volta che sarà di nuovo a posto fisicamente, da lui ci si attende un salto di qualità, che significa un miglioramento nei 1000 e negli Slam.
N.22 – Luciano Darderi
Gli ottavi all’Australian Open sono il giusto riconoscimento per un talento sottovalutato, o meglio collocato forse un po’ frettolosamente come giocatore da terra battuta. In questo tennis moderno che tende ad appiattire le differenze tra le superici, tuttavia, Luciano può ritagliarsi uno spazio importante. E, nonostante non sia più “solo” un bel giocatore da terra, ci attendiamo da lui una grande stagione sulla terra.
N.57 – Matteo Berrettini
A quasi 30 anni e con almeno gli ultimi tre devastati da infortuni vari, sembrerebbe che il meglio sia già passato, per il martello italiano. Eppure, quando sta bene, è ancora un tennista da top 10. Sarebbe bello vederlo senza problemi fisici per almeno 12 mesi continuativi.
N.63 – Lorenzo Sonego
Anche lui sembra aver superato da tempo il suo apice, ma Sonny è sempre capace di colpi di coda clamorosi come i quarti di finale in Australia nel 2025.
N.83 – Matteo Arnaldi
Il tennista italiano che più ha deluso nel 2025 e, pertanto, uno di quelli con i margini migliori per l’anno da poco iniziato. Deve però tranquillizzarsi.
N.92 – Luca Nardi
Vale in parte quanto detto per Arnaldi, ma con quasi tre anni in meno. Vale soprattutto per la tranquillità apparentemente persa.
Dietro a questi c’è Mattia Bellucci, che è appena uscito dalla top 100 per i punti persi della semifinale di Rotterdam 2025. Il lombardo può sicuramente ripetere quanto di bello ha già fatto vedere l’anno scorso e avrebbe le carte in regola per entrare in top 50.
Dietro si registra la bella sorpresa di Francesco Maestrelli. Il pisano può sfruttare il bel percorso australiano per ritagliarsi una bella classifica e una buona carriera da pro, è ancora presto per dire a quale livello, ma se chiudesse l’anno in top 100 sarebbe grasso che cola.
E poi ci sono loro, i due predestinati o quasi.
Parliamo di Federico Cinà e Jacopo Vasamì. O meglio, di Cinà avevamo già parlato più volte l’anno scorso, mentre Vasamì è una scoperta ancora più recente, anche per ragioni anagrafiche.
Federico Cinà: crescere senza troppi confronti
L’ultima volta che abbiamo scritto di lui, Cinà era fresco di primo match giocato e vinto in un Masters 1000, contro Francisco Comesana. Dopo l’argentino, allora n.67 ATP, Federico non ha più battuto avversari dentro la top 100. Ma non era – e non poteva realisticamente essere – quello, l’obiettivo del suo 2025. Ciò che più conta è che nello scorso anno solare, il palermitano è salito da oltre il n.500 a lambire la top 200 del ranking.
Dopo essersi affacciato sui grandi tornei come il già citato Masters 1000 Miami, ma anche Madrid e Roma dove aveva ricevuto Wild Card, Cinà è tornato a fare legna nel circuito Challenger, facendo comunque una stagione positiva da 24 vittorie e 16 sconfitte. Qualcuna più evitabile di altre, certo, ma parliamo pur sempre di un ragazzo che deve ancora compiere 19 anni. I confronti con Sinner ci sono stati e ci saranno, lui deve essere abbastanza bravo da riuscire a ignorarli. Per il 2026, Federico si è dato come obiettivo l’ingresso in top 100. Non sarà semplice, ma è certo alla sua portata.
Jacopo Vasamì, lo manda il Bonfiglio
Nel 2025, il mancino romano ha fatto un salto di qualità clamoroso, e il fatto di essere passato dal n.1619 al n.667 del ranking ATP ne è solo la traduzione in numeri.
Vasamì, che molti hanno sentito nominare la prima volta solo quando Jannik Sinner ha scelto proprio lui, per allenarsi in vista dei quarti di finale di Wimbledon contro un altro mancino come Ben Shelton, si è imposto come uno dei migliori under 18 al mondo, arrivando al n.2 del ranking e chiudendo il 2025 da quinto.
In mezzo, i successi nel J300 di Casablanca e nei J500 del Cairo e soprattutto di Milano. Battendo in finale Luna Vujovic, Jacopo Vasamì è diventato il 12° italiano a vincere il “Bonfiglio”, storico torneo giovanile che si disputa dal 1959 al TC Bonacossa del capoluogo lombardo. Un torneo, il Bonfiglio, che ha lanciato grandissimi campioni, da Adriano Panatta e Corrado Barazzutti a Ivan Lendl, Jim Courier, Goran Ivanisevic, Evgenij Kafelnikov, Guillermo Coria, Sascha Zverev e Stefanos Tsitsipas.
Il periodo trascorso alla Rafa Nadal Academy lo ha aiutato moltissimo a solidificare il suo tennis molto aggressivo da fondocampo, ma il repertorio di Vasamì è un cantiere aperto che deve ancora raccontare quasi tutta la sua storia.

