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Jannik Sinner non è mai stato il classico specialista della terra battuta, superficie nella quale è probabilmente meno impostato tecnicamente del suo rivale di sempre, Carlos Alcaraz, eppure, per diventare un giocatore a tutto tondo e competere con lo spagnolo per rimanere in testa alla classifica ATP, si è dovuto adattare ed è sensibilmente migliorato anche in questo contesto.

Rosso paradosso

Se ci pensiamo bene, però, è proprio questo tipo di gap da recuperare sul nativo di Murcia che rappresenta la chiave di volta utilizzata per rimanere attaccato agli strappi di Alcaraz.

Sul duro, per caratteristiche naturali, Jannik ha potuto imporsi molto presto con anticipo, pressione, pulizia di palla e soprattutto ritmo, anche se i problemi fisici del giocatore di San Candido, vesciche su tutte, hanno ritardato lo sviluppo a tutto tondo di Sinner.

Sulla terra, invece, ha dovuto aggiungere strati: più pazienza, migliore gestione degli scambi lunghi, più tolleranza alla fatica, più letture tattiche, più capacità di costruire il punto senza volerlo sempre chiudere subito.

Come ogni anno la vigilia della stagione sul “clay“, porta con sé speranze, illusioni, carichi di esperienza sempre maggiori, calendario da affrontare.

Nel 2025 Sinner ha dovuto fare i conti con l’uscita dalla mini squalifica per doping che tanti problemi gli ha causato, primo tra tutti l’entrata in scena tardiva, proprio nel torneo di casa agli Internazionali di Roma, peraltro battuto solo in finale da Alcaraz.

Il rientro a Roma nel 2025

Ma senza andare in fondo a quelle che sono le dinamiche che differenziano le varie superfici e per le quali la terra toglie per forza di cose qualcosa alla velocità istintiva del suo tennis e obbliga a mostrare tutto il resto, come la qualità degli appoggi laterali, la capacità di rallentare gli scambi quando è necessario farlo abbinata alla disponibilità a giocare un colpo in più per non sbagliare timing di chiusura, andiamo a vedere un po’ di risultati.

Sinner non ha mai vinto nemmeno una prova del Roland Garros a Parigi e già questo la potrebbe dire lunga sull’attitudine dell’azzurro sulla superficie del mattone tritato, a differenza degli altri Slam che Sinner ha vinto in più occasioni, nel 2024 a New York, nel 2025 a Wimbledon e, in entrambi questi anni, in relazione alla fantastica doppietta di Melbourne.

A Parigi Sinner ha messo le mani sulla finale dell’anno scorso, il 2025, quando fu ancora una volta Alcaraz a rovinargli il sogno di sollevare la Coupe des Mousquetairs, battendo l’azzurro al super tie break del quinto set, che si concluse 10-2.

Jannik Sinner: 26 titoli e uno solo sulla terra

Sono stati in tutto 26 i titoli conquistati da Sinner durante questo scorcio iniziale della sua carriera e, suddivisi per anni, quelli, anzi quello, sulla terra battuta occorre cercarlo con il lumicino.

A partire dal 2020, il sito ufficiale dell’ATP TOUR, ci mostra come il primo e unico acuto sulla terra rossa da parte del nostro connazionale, sia arrivato a Umago nel 2022, quando riuscì nell’impresa di rimontare un set ad Alcaraz e finì per sconfiggerlo 6-7 / 6-1 / 6-1.

Prima di passare al confronto con i suoi omologhi, va dunque sottolineato il fatto che sulla terra non sono arrivati i medesimi risultati che Sinner ha prodotto soprattutto sul cemento ( sarebbe meglio parlare di superficie dura ).

Se volete avanzare ulteriori dubbi sulle prestazioni di Sinner sul rosso, vi lasciamo il prospetto delle tre finali complessive su terra giocate da Sinner da quando è passato professionista e che abbiamo già menzionato nei precedenti paragrafi:

ANNOTORNEOAVVERSARIOPUNTEGGIO
2022UMAGOALCARAZ2-1
2025ROMAALCARAZ0-2
2025ROLAND GARROSALCARAZ2-3

Sinner e gli altri sull'”argilla”

Nel bilancio ufficiale ATP, Jannik Sinner presenta sulla terra battuta un record di 65 vittorie e 24 sconfitte, pari al 73% di successi dal 2020 ad oggi ed è un dato da tener presente se si vuole provare a fare un minimo paragone con gli altri mostri sacri del tennis moderno.

Ovviamente il pensiero va subito al signore della terra ancora in attività e, siamo facili profeti, colui il quale ci regalerà epici scontri da qui ad un’altra, almeno, dozzina di anni.

Il confronto con il giocatore iberico, tenetevi forte, è abbastanza impietoso, ma è anche vero che il numero delle partite giocate da “Carlitos” è influenzato dal fatto che, oltre ad un percorso più costante e profondo nei tornei su terra, Alcaraz non manca ad un appuntamento sul clay appena può averne l’occasione.

Detto questo l’attuale numero 1 del mondo ha ottenuto in carriera un totale di 103 vinte e 19 perse per un 84,4% di vittorie sulla terra rossa.

Questo il prospetto dei primi 5 della classifica ATP in relazione alle partite e ai tornei vinti sulla superficie rossa:

GIOCATOREVINTEPERSE% VITTORIETITOLI
CALROS ALCARAZ1031984%11
JANNIK SINNER652473%1
ALEXANDER ZVEREV1696273%9
NOVAK DJOKOVIC2957280%21
LORENZO MUSETTI774066%1

L’importanza delle percentuali

Vogliamo concludere il pezzo mettendo l’accento su quelle che sono le percentuali delle vittorie rispetto agli incontri sulla erra battuta, anche perché un giocatore che può essere ritenuto piuttosto forte su tale superficie come Alex Zverev, nonostante un’età più avanzata rispetto a primi due del mondo, continua a mantenere una percentuale di vittorie sulla terra molto alta.

Il tedesco, che il 20 aprile compirà il suo 29° anno di età, fa valere un 73% davvero niente male, non tanto come valore assoluto, quanto perché le partite giocate rispetto a Sinner ed Alcaraz sono notevolmente di più.

Per cui occhio a valutare in maniera ancora più oculata la carriera di Djokovic, che con il suo 80% di vittorie e una carriera ventennale, a quasi 39 anni continua a spiegarla alla stragrande maggioranza dei colleghi.

E per finire, sappiamo già a cosa state pensando: Rafa Nadal ha vinto 63 titoli sulla terra, ha conquistato 484 vittorie a fronte di un totale di 51 sconfitte.

La percentuale? Il 90,5%!