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Al via il day 3 del Cincinnati Open 2026, in cui si parte con i match di secondo turno ed entrano in campo i grossi calibri italiani.

Sono ben cinque gli azzurri in campo in questo ferragosto rovente: nell’ordine Flavio Cobolli, Matteo Arnaldi, Mattia Bellucci, Luciano Darderi e Matteo Berrettini.

Cincinnati Open 2026: gli italiani in campo nel day 3

Dopo un day 2 con i positivi esordi di Berrettini e Sonego e il derby femminile rimasto a metà per il ritiro di Cocciaretto con semaforo verde per Stefanini, ecco un day 3 davvero pieno di partite da non perdere.

Vediamo subito nel dettaglio cosa ci attende nel calendario odierno:

INCONTROCAMPOORARIO
Miomir Kecmanovic-Flavio CobolliGrandstand17:00 🇮🇹
Martin Landaluce-Matteo ArnaldiCampo n.1017:00 🇮🇹
Mattia Bellucci-Jakub MensikChampions Courtdalle 18:30 🇮🇹
Luciani Darderi-Rinky HijikataCampo n.4dalle 19:20 🇮🇹
Jiri Lehecka-Matteo BerrettiniTony Trabert Stadiumdalle 20:30 🇮🇹

Kecmanovic-Cobolli

Esordio non morbidissimo per Flavio Cobolli, che ha sì battuto Kecmanovic due volte su tre e soprattutto nelle due volte in cui se lo è ritrovato di fronte nel 2026, ma sempre soffrendo molto: 7-6 3-6 6-4 in semifinale di Acapulco, 3-6 6-3 6-4 al 2° turno di Indian Wells.

Il serbo ha mostrato un’ottima condizione atletica anche ultimamente, con due match finiti al terzo a Montreal e un primo turno vinto abbastanza in ciabatte contro Carabelli, 6-3 6-3 in neanche un’ora e mezza.

Flavio ha due KO consecutivi da dimenticare, a Umag contro Burruchaga e a Montreal da Hanfmann. Attenzione, perché sono entrambe sconfitte che ci stavano: sulla terra contro Burruchaga dopo le fatiche di Wimbledon, sul cemento in due tie-break contro un big server come Hanfmann.

Landaluce-Arnaldi

Interessante secondo turno tra due giocatori che devono ancora capire cosa faranno da grandi. Comprensibile da parte del ventenne Landaluce, mentre la storia di Arnaldi non ha ancora permesso di capirne in pieno i limiti. Lo spagnolo ha guadagnato ulteriore credibilità battendo Draper al primo turno, performance che aumenta le chance di vedere un match combattutissimo tra due giocatori che spesso ingaggiano maratone con i rispettivi avversari.

Bellucci-Mensik

Nettamente l’impegno più duro di oggi, tra i match che vedono italiani coinvolti. Jakub Mensik è un potenziale top 5 e per giunta anche in crescendo di forma. A Montreal ha perso solo da uno Shelton in missione e il cemento americano è pur sempre quello che lo ha lanciato ormai un anno e mezzo fa, con l’exploit nel Masters 1000 di Miami.

Bellucci viene da un ottimo primo turno, vinto 7-6 7-6 contro Svajda, ottimo soprattutto perch ha confermato che i problemi al ginocchio del varesino sono definitivamente alle spalle. Per battere Mensik, tuttavia, servirebbe un miracolo. O un ceco in giornataccia, cosa questa che capita ancora un po’ troppo spesso.

Darderi-Hijikata

Il “nippo-australiano” Hijikata è un folletto con mobilità eccezionale e un gioco d’attacco che fa quasi a pugni con le sue dimensioni ridotte, ma alla fine anche il calabrone vola pur senza poterlo fare, o almeno così si dice.

Darderi sta invece imparando il tennis sul duro, e anche molto bene, come dimostra il primo quarto di finale centrato in carriera su questa superficie, a livello Masters 1000. Per pesantezza di palla e generali rapporti di forza non ci sarebbe partita, ma Hijikata ha più volte dimostrato di saper approfittare di ogni défaillance del rivale di turno.

Lehecka-Berrettini

L’ultimo azzurro a scendere in campo è Matteo Berrettini, una sorta di fratello per gli italiani appassionati di tennis, con la sua storia di ascese e cadute, ma soprattutto di dolorosi infortuni che ci hanno fatto tanto empatizzare con lui.

A trent’anni, Matteo è reduce dal primo quarto di finale al Roland Garros in carriera, traguardo accompagnato dall’ennesimo infortunio, come purtroppo da copione. Dopo il buon Wimbledon, che lo ha visto battere Wawrinka e Fils prima di cedere a un Dimitrov in versione “prime”, c’è stata una breve vacanza, con inevitabile codazzo gossipparo, e il ritorno in campo, con sconfitta da Navone all’esordio di Montreal e inevitabile codazzo di insulti dai soliti troll.

Nel frattempo, Matteo è venuto avanti di condizione, ha sconfitto in rimonta Droguet al primo turno qui a Cincy e c’è da guardare con fiducia a un match pure durissimo come quello che lo vedrà opposto a Jiri Lehecka. Il ceco è sempre “tra color che son sospesi”, lascia intravedere potenzialità enormi ma poi si spegne, a volte autoannullandosi dietro a qualche difetto di personalità. A Montreal ha battuto Kopriva e Blockx, prima di cedere a un ingiocabile Jodar. Qui prova a guadagnarsi la gloria in una parte bassa del tabellone che lo potrebbe vedere sfidare nell’ordine Fils, de Minaur, Djokovic e Zverev. Ma prima c’è da superare “The Italian Hammer”. E, se Matteo sta bene, non è affatto impresa da poco.