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ATP Finals: Sinner un trionfo, Djokovic cerca la qualificazione

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Il forfait definitivo di Matteo Berrettini è arrivato soltanto nel tardo pomeriggio di ieri, quando l’italiano ha dovuto alzare bandiera bianca e cedere il testimone all’altro azzurro in “waiting list”, Jannik Sinner. Si è ovviamente concentrata su questa l’attenzione per la giornata di gare delle ATP Finals di Torino, ma a parte quello che si è poi rivelato il trionfo serale per Jannik, in precedenza si era però giocata la sfida forse più importante del gruppo, quella tra il russo Medvedev e il tedesco Zverev. Vediamo allora com’è andata e cosa invece ci aspetta nei match in programma oggi.

In e Out: gioie e dolori di Sinner e Berrettini

L’attesa è durata praticamente per tutto il giorno, con Matteo Berrettini che dopo l’enorme delusione del ritiro contro Zverev provava in tutti i modi a testare i suoi muscoli per vedere gli effetti dell’infortunio agli addominali. Un primo leggero allenamento in mattinata, con qualche scambio e un paio di servizi non troppo forzati. Una labile speranza che filtrava tanto da tenere tutti sulle spine (Sinner in primis) fino al tardo pomeriggio, quando si sarebbe dovuto svolgere un altro allenamento magari aumentando i carichi e la velocità degli scambi.

Ma invece di racchette e palline, Berrettini si è presentato con un comunicato in cui dichiarava il suo definitivo abbandono, utile per non rischiare di compromettere ulteriormente il suo fisico, comunque non in grado di poter gestire un match di quella importanza. Siamo intorno alle diciotto circa, giusto il tempo per Jannik Sinner di infilarsi le scarpette e accelerare la preparazione per la sfida contro Hurkacz. Forse non l’avversario più difficile al mondo, ma comunque tra i top dieci del ranking.

Sarà stata l’attesa, sarà stata la voglia di spaccare tutto per non essersi qualificato con i suoi mezzi per le finals, o forse anche solo il desiderio di “vendicare” l’amico Berrettini, ma fatto sta che la partita contro il polacco non ha avuto storia.

Al di là del secco 2-0 con cui l’italiano si è portato a casa il punto per la classifica, i numeri raccontano di una partita a senso unico. 6-2, 6-2 il parziale, nessun servizio perso (nonostante cinque palle break salvate e una prima di servizio solo al 57%), ma soprattutto un 51% di punti vinti in risposta con quattro break su otto a favore.

C’è spazio quindi per un momento di sana gioia in casa Italia, dopo la delusione per Matteo. La situazione ora non è comunque delle migliori per la qualificazione, visto che aver giocato una partita in meno pone Sinner con un’unica doppia condizione per il passaggio del turno: passa SOLO SE batte Medvedev e al contempo Zverev perde contro Hurkacz (finissero tutti a due punti infatti, l’italiano sarebbe escluso a prescindere per non aver giocato la prima gara). Non esattamente la combinazione più facile. Ma forse la cosa importante per un ragazzo della sua età, è semplicemente esserci e giocarsela fino alla fine.

Medvedev vince la battaglia

L’euforia mista a delusione per le vicende dei due italiani, ci hanno forse distolto da quello che era il big match della giornata, la sfida tra Medvedev e Zverev. Il vincitore infatti, si sarebbe aggiudicato con una giornata di anticipo il passaggio alle semifinali. E ci sono voluti tre combattutissimi set per scoprirlo.

Parte benissimo il russo, che si porta a casa con un 6-3 il primo, vincendo l’unica palla break concessa da Zverev nella prima frazione. Sarà anche l’unico servizio perso tra tutti e due in tutto il match, dopo che entrambi hanno concesso solo 4 palle break (tutte vinte per il russo, solo una persa per il tedesco). Una differenza minima che però è valsa di fatto l’incontro.

Che il turno di battuta fosse determinante lo si poteva facilmente intuire, ma certo in questo caso più che mai è stato determinante visto che i numeri per il resto sono piuttosto vicini. Qualche colpo vincente in più per il tedesco (48 contro 36), qualche punto in risposta in più per il russo (31% contro 27%). Inezie, visto che alla fine tutto si è risolto per una semplice palla break di differenza.

Le sfide di oggi: Djokovic cerca la qualificazione diretta, Tsitsipas si ritira

Intanto nell’altro gruppo oggi si giocano la qualificazione i due vincenti del primo match, Djokovic e Rublev. Il serbo parte ovviamente da super favorito, anche se di fatto è una sfida totalmente inedita e chissà che il giovane numero cinque del mondo non possa creare qualche difficoltà al numero uno del mondo.

Nello scontro contro Tsitsipas ha impressionato la sua sicurezza al servizio (zero palle break concesse all’avversario), ma questa volta avrà di fronte uno dei più forti di sempre proprio sulle risposte, per cui l’impresa è tutt’altro che facile. Determinante sarà l’inizio del match, solitamente con il serbo che parte un po’ in sordina prendendo poi campo man mano che il match prosegue. La chiave per il russo sarà prendersi subito quel piccolo vantaggio, sperando che possa bastare contro un giocatore come Djokovic.

Nell’altro match invece assistiamo ad un altro cambio in corsa dopo quello di ieri, a causa del ritiro di Tsitsipas. Durante l’allenamento il giocatore greco ha interrotto la sessione accusando ancora fastidi al gomito che già ne aveva messo in dubbio la presenza nei giorni precedenti alle finals.

Pertanto alle 21.00 sarà la volta di Cameron Norrie, per sfidare Casper Ruud e provare ad emulare Sinner per mantenere vive le flebili speranze di qualificazione. Visto lo stato di forma recente di Tsitsipas (tre sconfitte consecutive per lui) forse questa non è una notizia meravigliosa per Ruud che poteva sperare di trovare un avversario non al meglio con cui in questa stagione aveva già vinto con un secco 2-0 sulla terra rossa a Madrid.

Il programma di giornata

  • Ore 14:00 N.Djokovic vs A.Rublev
  • Ore 21:00 C.Norrie vs C.Ruud

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