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La tappa a Barcellona dell’European Poker Tour 2026 si è conclusa ormai da oltre due giorni, precisamente il 30 giugno, con la vittoria di Manuel Ferrari. Il giocatore di Caldonazzo (TN) ha conquistato il titolo più importante, portando a 4 le vittorie italiane in un EPT Main Event (5 con quella di Raffaele Sorrentino nella versione 2017 ribrandizzata PS Championship)

I giocatori italiani si sono tuttavia distinti anche nei tornei collaterali, trasformando la spedizione in Catalogna in una delle migliori di sempre per il poker “azzurro”. Diamo allora uno sguardo ai risultati più significativi dei Side Event, cioè i tornei secondari della kermesse.

La giocatrice americana Tiffany Michelle, vincitrice del Women’s Event (credits RIHL)

Cominciamo dai numeri. I tornei che hanno consegnato il trofeo, l’intramontabile “picca”, sono stati 52 in tutto. 23 sono invece i Paesi che ne hanno conquistato almeno uno.

I più vincenti sono stati l’Italia, la Spagna e gli Stati Uniti con 5 vittorie a testa. L’Italia ha catturato il torneo più importante, il già citato Main Event EPT, accompagnandolo con 4 vittorie nei secondari. La Spagna ha brillato proprio nei Side, mentre gli USA ne hanno collezionati 4 più la vittoria nel PS Open Main Event, grazie a Jason Wheeler.

Seguono con 4 trofei messi in bacheca la Finlandia e con 3 l’Austria (doppietta del top player Klemens Roiter negli High Roller 25k e 10k) e il Regno Unito. Per Sua Maestà britannica spiccano i nomi di Scott Margereson, vincitore dell’€2.700 Second Chance EPT davanti a Natasha Mercier (6a nel ME WSOPP 2025), e di Jamie Dwan, reduce dal braccialetto WSOP 2026, che si è imposto in un side ad alto buy-in e in quello di chiusura. Niente picca invece per l’eccezionale variantista britannico Benny Glaser, due volte runner-up nei Side.

A quota 2 vittorie c’è una lista che comprende Paesi Bassi, Svezia, Svizzera, Francia, Grecia, Germania, Brasile e Norvegia. Un solo Side Event invece per Danimarca, Portogallo, Cina, Argentina, Polonia, Lituania, Bulgaria, Estonia (Ottomar Ladva) e Ucraina.

Jamie Dwan (credits RIHL)

Veniamo all’Italia. I giocatori del Belpaese hanno esordito con la vittoria di Youness Barakat (italiano ma residente in UK), della quale abbiamo parlato in un precedente articolo. Poi c’è stata una fase di attesa prima di assistere al secondo successo, lunga sei giorni.

A interromperla è stato Federico Donnini, primo nell’evento #40, €2.100 NLH Hyper Turbo Freezeout, al quale hanno partecipato in 166. Nella sfida per il titolo, Donnini ha superato lo slovacco Lukas Pazma ma solo per la picca, perché i due finalisti si sono accordati con un deal da 60.550 euro a testa.

Da due Side Event vinti a quattro (non calcoliamo qui il Main Event di Ferrari) ci sono voluti altri sei giorni.

Il primo porta il nome di Eros Calderone, vincitore nel torneo #75, €1.050 NLH Hyper Turbo Freezeout da 136 iscritti. La sfida per questo titolo è stata tutta italiana. Calderone ha infatti superato il connazionale Alessio Di Cesare, in un final table che conta anche il 4° posto di Luca Stevanato: €32.490 al vincitore e 20.290 al runner-up. Si tratta del secondo Side Event EPT vinto da Eros Calderone dopo quello conquistato a Malta nel 2025. A questi va aggiunto un titolo PS Live 2.200 euro HR al Belgian Poker Challenge di Namur nel 2023.

Eros Calderone con la compagna (credits RiHL)

L’ultimo acuto italiano è stato anche uno degli ultimi tre che hanno messo la parola fine sull’EPT di Barcellona 2026. L’€3.150 NLH 6-Handed Unlimited Re-Entry (evento #77) ha portato alle casse 126 entry e 92 giocatori unici. Cristiano Guerra li ha messi in fila tutti, battendo in heads-up l’olandese Tom Talboom, per un payout di €78.800 corretto dal deal. Talboom ha incassato 75.650 euro.

L’Italia ha poi raccolto “argenti” e “bronzi” qua e là. Riportiamo solo i nomi di coloro che sono andati sul podio virtuale: Marcello Miniucchi, Claudio Di Giacomo, Alessio Di Cesare, Filippo Lazzaretto, Gianluca Roggi, Enrico Camosci, Francesco Diprofio e Simone Demasi.

Tutti questi piazzamenti valgono punti utili per la PS Live League 2026.

Cristiano Guerra al centro (credits RIHL)

La classifica a punti costruita sui risultati ottenuti negli eventi EPT, PS Open e Irish Open ha raggiunto la fase decisiva. Ci sono ancora soltanto due appuntamenti utili per andare a premio: il PS Open Aix-en-Provence (1-8/11/2026) e l’EPT di Praga (2-13/12/2026).

Nessun giocatore può permettersi svarioni. Vale anche per i quattro italiani che in questo momento si trovano nelle parti altissime delle tre leaderboard.

Enrico Camosci è infatti secondo nel Tier High, cioè la classifica dei tornei con buy-in che vanno da da €/£/$4.900 in su. L’azzurro, con 5.092 punti, insegue Klemens Roiters il quale però ha vantaggio ampio, 6.774 punti ottenuti grazie anche alle due vittorie di Barcellona. La terza posizione è occupata dallo spagnolo Juan Pardo con 5.056 punti.

Il successo di Manuel Ferrari nel Main Event EPT di Barcellona ha proiettato il player italiano al terzo posto del Tier Medium (buy-in da €/£/$1.000 a €/£/$5.500). Ferrari adesso ha 3.612 punti ed è preceduto da Jason Wheeler (3.874) e dall’inglese Andrew Hulme (3.896). Qui le distanze sono più ridotte rispetto al Tier High e tutte le posizioni sono a rischio, anche perché l’irlandese Conor O’Driscoll (3.599, 4°) e Julien Sitbon (3.473, 6°) sono avversari molto temibili. In mezzo c’è anche il canadese Alexandre Fournier che però potrebbe non partecipare all’EPT di Praga per la vicinanza alle finali WPT.

Meglio di tutti gli italiani sta Danilo Donnini, primo nel Tier Low (buy-in da €/£/$1.200 in giù) a quota 1.705 punti. Lo seguono Andrew Hulme (1.532) e Conor O’Driscoll (1.442). Quarta piazza temporanea di Luca Bernardi, con 1.142 punti.

La race è ancora tutta da vivere. Ricordiamo che in palio ci sono 50.000 euro per ciascun vincitore di una leaderboard. Inoltre, i migliori 30 giocatori di ciascun Tier potranno partecipare a un torneo freeroll durante la prima tappa dell’European Poker Tour (EPT) del 2027, con in palio €100.000 di montepremi.

Immagine di testa: Federico Donnini (credits RIHL)

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