Lo European Poker Tour di Montecarlo 2026 è alle spalle ormai da quasi due settimane, con i 47 trofei assegnati, le vittorie a sorpresa ma non senza merito (Roman Stoica docet), i grandi ritorni (Leon Sturm e Raul Mestre su tutti) e il fascino di una location che, nonostante le 19 presenze EPT, non smette di affascinare anche il mondo del poker. E poi ci sono le giocate d’autore.
Il Main Event ne ha offerte molte, soprattutto nelle fasi di avvicinamento al final table. Il Day 3, giornata di transizione verso le parti alte del payout, non è tuttavia stato da meno: ci sono due azioni di quella giornata che vale la pena rivedere.
La prima è uno scoppio clamoroso, verificatosi durante il livello 17 (3,000/6,000/6,000). L’azione è 3-handed preflop con il ceco Sergiu Sirghi (Big Blind e shortstack)), lo specialista ungherese di tornei High Roller Andras Nemeth (hijack) e il pro inglese Ben Heath (Bottone) – 2° nell’Aussie Millions ME 2017 e vincitore di un braccialetto WSOP nel 2019 – tutti già all-in.
Allo showdown arriva il mega-cooler. A♦K♦ per Sirghi che è già quasi sotto un punto perché Nemeth lo domina con A♠A♣. Anche Heath è messo male: i suoi ganci J♠J♥ possono solo sperare nel terzo Jack per chiudere set. In termini di probabilità: Sirghi ha il 10%, Nemeth domina con il 70,5%, Heath rimane aggrappato al 18,5%.
Il flop è però di altro avviso: 6♦5♦8♦, colore nuts per il player della Repubblica Ceca che passa avanti 95,5% contro il 2,2% circa degli altri due! Il turn 5♣ apre qualche chance ai giocatori che hanno coppia, nel caso al river scendesse un altro 5 oppure un Asso per Nemeth (7% ca.), o solo un Jack per Heath (5% ca.): entrambi chiuderebbero un fullhouse. Il 7♠ al river consegna invece il monster pot a Sirghi. Nemeth si aggiudica il side, mentre Heath scende in zona rossa, con solo 20bb rimasti.

La seconda azione è decisamente più interessante dal punto di vista tecnico. Comincia con l’apertura preflop del canadese Gianluca Cedolia (utg) a 8.000, seguita dalla tribet fino a 24.000 chip del francese Hugo Blaison che agisce da cutoff. Il pro bielorusso Artsiom Lasouski non ci sta e, in posizione di Bottone, forbetta 51.000. Cedolia abbandona la compagnia. Blaison invece alza la posta fino a 95.000 gettoni, ottenendo il call di Lasouski.
Flop: 4♣5♠2♣. Il francese prosegue bettando 27.000 chip. Il bielorusso, però, non si schioda. Arriva la quarta carta del board, un 9♦ sul quale Blaison piazza la seconda barellata da 102k. Il 6♣ completa il board. E’ una carta insidiosa perché potrebbe aver chiuso colore per il giocatore transalpino. Blaison infatti mette tutte le chip in mezzo, mettendo a rischio eliminazione il suo avvearsario.
Artsiom Lasouski entra nel “pensatoio” e ci resta per un paio di minuti, terminati i quali lancia in mezzo al tavolo una chip per indicare il call. Allo showdown, Hugo Blaison è costretto a mostrare A♠10♣: un bluff muscolare che però si sgonfia davanti alla coppia 8♥8♦ del bielorusso.
Un grande call da parte di Artsiom Lasouski, giocatore senza dubbio di alto livello. Ma dove ha trovato la lettura su un avversario che ha fivebettato preflop e shovato al river su un board molto connesso? La sensazione è che avesse colto lo stile di gioco aggressivo del francese.
Cosa ne pensate?
Immagine di testa: Artsiom Lasouski (credits RIHL)