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Chi ha seguito il mondo del poker negli anni d’oro, ovvero quelli che più o meno vanno dal 2005 al 2012, ricorderà probabilmente il nome di Ramzi Jelassi.

In particolare gli appassionati italiani, perché il giocatore svedese è stato il terzo vincitore di un evento Italian Poker Tour. Nell’agosto del 2009 Jelassi si è aggiudicato l’IPT di Sanremo battendo in heads-up Andrea Sapere, per un primo premio di 170.000 euro.

E non si tratta di un caso isolato, il proverbiale colpo “di fortuna”, perché Ramzi Jelassi in quegli anni ha davvero imperversato sulla scena torneistica live. Prima ancora di quell’IPT, lo svedese aveva già vinto un side event all’EPT di Praga e ottenuto altri 6 piazzamenti di valore nel principale tour europeo.

Poi è arrivato un “bronzo” alle WSOPE 2011 nell’evento €5.300 PL Omaha e, un anno più tardi, il player nordico si è imposto nell’EPT di Praga. In quella occasione Jelassi si è lasciato alle spalle un field di 834 entry per un payout da 835.000 euro.

Ramzi Jelassi (credits PokerNews)

Tra il 2005 – anno del suo primo ITM ufficiale – e il 2013 Ramzi Jelassi è andato a premio 44 volte, per un incasso complessivo che supera i 2,5 milioni di dollari. Senza contare le perfomance online, ambito che sempre in quegli anni gli ha fornito ottimi profit.

Parliamo però di un percorso che si è interrotto quasi 10 anni fa. Davvero tanti. Dopo il 2013 di Ramzi Jelassi non si è più sentito parlare, salvo una sporadica apparizione alle WSOP 2019 dove he realizzato tre in the money.

Lo svedese è stato quindi una delle tante meteore del poker? Ci sembra difficile definirlo tale. Piuttosto, dietro al suo stop c’è una ragione ben precisa.

Ramzi Jelassi alle WSOP 2019 (credits PokerNews)

In maniera sintetica, questa ragione si chiama voglia di cambiare, un desiderio che spesso dipende dalla perdita di stimoli.

Quando giochi per così tanto tempo, il divertimento si trasforma in un lavoro come tanti“, ha spiegato Ramzi Jelassi in un’intervista per PokerNews. “Diventi abulico, passivo. Ti lasci trasportare dalla routine.

Per evitare di vivere il gioco in maniera apatica, lo svedese comincia a maturare l’idea di dare una svolta alla propria vita. Il pensiero di terminare la carriera da professionista comincia a farsi strada nel 2011, quando alle spalle ha già un buon bankroll realizzato con i tornei. Non ha però alcuna esperienza lavorativa alle spalle, né una professionalità specifica. E’ consapevole di avere solo abilità per il poker e questo lo fa esitare.

A toglierlo dall’imbarazzo arriva l’EPT di Praga 2012. “L’idea di lasciare il poker professionistico era già presente, ma stavo giocando molto bene e con buon profitto. Così, quando ho vinto il Main Event EPT, ho subito pensato che quello forse il momento perfetto per chiudere.

In realtà il pensiero gli esce pure di bocca, in una battuta post-vittoria che ha spiazzato molti tra i presenti: “Che bello, finalmente posso smettere!

Un giovane Ramzi Jelassi vittorioso nell’IPT di Sanremo nel 2009 (credits italiapokerclub.com)

Con il poker alle spalle, Ramzi Jelassi sceglie di tornare a studiare nella sua Stoccolma. Segue due corsi di laurea: in psicologia e in economia. Il primo lo porta a termine; il secondo si interrompe poco prima della laurea, perché nel frattempo gli è arrivata la prima offerta di lavoro. Viene assunto da una piccola start-up che cerca qualcuno che si occupi delle vendite.

Consapevole dell’importanza di essere versatile, l’ormai ex-poker pro accetta. Lavora come “sales guy” fino al 2018, anno in cui avvia la propria start-up: una piattaforma di servizi psicologici via video e chat, Din Psykolog. Verrebbe da definirla una scelta di grande tempismo, alla luce del successivo biennio pandemico. E infatti la start-up è oggi una società perfettamente operante in tutta la Svezia.

Ramzi Jelassi sembra quindi aver imboccato definitivamente la sua nuova strada. Ma come si giustificano quei tre ITM alle WSOP 2019? Nostalgia dei tempi andati?

Assolutamente no, solo un’occasione per rivedere qualche amico di allora durante una vacanza negli States. Anche perché Ramzi Jelassi è un ex-giocatore consapevole che il tempo lascia il segno, anche quando si tratta di poker.

Ad essere onesto non sono più abile nel gioco come un tempo, neanche lontanamente. In certi spot non so cosa fare. E questo mi imbarazza. Preferisco giocare qualche piccolo torneo locale perché se sbaglio, almeno è per cifre contenute. Non voglio partecipare a un EPT e magari trovarmi in un situazione che può spostare centinaia di migliaia di dollari senza avere idea della giocata corretta.

Immagine di testa: Ramzi Jelassi (credits PokerNews)