Motivazione, pianificazione e meditazione: il poker firmato Stephen Chidwick

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Quando si parla di giocatori che interpretano il poker quasi come una scienza, il nome di Stephen Chidwick non può mancare.

Il 33enne originario del Kent (UK) – ma amante del ben più caldo Messico dove risiede – possiede una inclinazione naturale per questo gioco, grazie al quale ha vinto moltissimo.

Chidwick occupa in questo momento il 4° posto nella All Time Money List del poker, con più di 44 milioni di dollari ammassati in 15 anni di carriera da professionista. Come è facile intuire, è il player britannico più vincente di sempre.

Nel suo “curriculum” pokeristico ci sono 258 in the money, di cui 15 sono final table WSOP e uno è il braccialetto conquistato nel 2019 con l’evento $25k PLO High Roller. In effetti, dal 2016 l’inglese ha spostato la propria azione verso i tornei di Texas Hold’em ad alto/altissimo buy-in, cioè gli high roller e i super high roller. Ed è ovviamente con questi che ha realizzato le vincite più importanti. Ciononostante, Chidwick è in grado di primeggiare anche nelle varianti, Omaha e Stud in particolare.

Stephen Chidwick (credits PokerGO)

Le doti naturali, però, non sarebbero sufficienti a giustificare vincite così importanti, se non fossero supportate da una mente da vero e proprio studioso. Stephen Chidwick è infatti un analista del poker equipaggiato con una grande forza mentale, alla quale dedica il giusto tipo di palestra.

In un’intervista di un paio d’anni fa, il britannico ha dichiarato di dedicarsi alla meditazione “…tutti i giorni, per mantenere il focus… e perché, come confermano diversi studi, ha tanti effetti positivi. Contribuisce persino a modellare la struttura fisica del cervello. Nel poker, dove è necessario mantenere la concentrazione per lunghe sessioni di gioco, anche di 15 ore, è davvero utile“.

Ma c’è solo la testa nel poker di Chidwick: “Fortunatamente ho un team di supporto incredibile, la famiglia e gli amici, che mi ha sostenuto anche quando le cose non stavano andando poi così bene”. Il professionista ha infatti spiegato che “…ci sono stati periodi in cui ero poco motivato e giocavo male. Ma questo mondo è così competitivo che ti porta a reagire. Lo devi fare se vuoi rimanere davanti agli altri. In questo momento non ho più problemi di motivazione, sia quando gioco, sia quando mi dedico allo studio. Imparare, analizzare le azioni al tavolo, parlare con altri giocatori, fare simulazioni, tutto questo mi cattura e mi esalta“.

I risultati sono quelli che vi abbiamo già elencato. Poi ci sono le giocate spettacolari e anche in questo campo Chidwick vanta un buon curriculum. Ma la verità è che le qualità tecniche e mentali di un grande campione si vedono soprattutto nelle azioni “normali” di un torneo. Ecco un esempio.

Stephen Chidwick impegnato agli Australian Poker Open (credits PokerNews)

L’azione di svolge durante un evento da 10mila dollari di buy-in della PokerGO Cup edizione 2021. Il livello è 20k/40k bb ante 40k quando il giovane pro americano Dylan Destefano (stack 2.090.000) punta 80.000 da bottone. In mano ha Q♥9♣. Lo SB folda e passa l’action a Stephen Chidwick (stack 2.970.000) posizionato sul BB. L’inglese, nonostante un modestissimo 6♣4♥, decide di chiamare.

Il flop è 10♣2♠3♥, sul quale Chidwick opta per un check-call da 85.000 chips con la speranza di completare la scala a incastro al turn. Non solo, perché c’è anche la consapevolezza di poter inventare qualcosa nelle street successive.

E in effetti, quando al turn si materializza un 8♦, il pro inglese esce bettando 40.000. E’ una puntata strana, molto bassa (solo 1/9 del pot) che però confonde l’avversario. Destefano infatti si limita al call, sperando negli out ancora a disposizione (i Jack per chiudere il gutshot e le Donne come overcard).

Il river 2♦ non è però nessuno di questi. Chidwick ha già previsto lo scenario ed è pronto all’azione: esce puntando il piatto (470.000) e ottiene l’instant fold dell’avversario! Un buon bluff al river che funziona grazie alla capacità di pianificazione dell’inglese.

Immagine di testa: Stephen Chidwick (credits PokerNews)

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