Vai al contenuto

L’Italia del poker ha finalmente interrotto il digiuno. Dopo un’edizione 2026 delle WSOP Europe terminata senza vittorie (non succedeva dal 2019!), anche le World Series Of Poker di Las Vegas sembravano finora stregate: solo tre final table (Sammartino, Isaia e Treccarichi) e zero braccialetti nell’arco di 90 tornei. Il #91 ha spezzato il sortilegio.

Il primo braccialetto italiano alle WSOP 2026 è arrivato grazie a Sergio Benso, vincitore dell’evento $1.500 Pick-Your PLO, cioè un Dealer’s Choice in versione esclusivamente Omaha: four o five-card PLO Hi (single o double board), Hi/Lo e Big O (Hi/Lo). Al termine di tre giornate, il genovese ha messo in fila 856 entry (857 il totale lui compreso) per un primo premio di $196.431 e un braccialetto WSOP che impreziosisce il suo già consolidato percorso nei tornei di poker.

Benso marca risultati dal lontano 2007: 160, per un un totale di €934.000 prima di ieri. Ha iniziato, come quasi tutti, giocando a Texas Hold’em. Un po’ alla volta, però, ha dato spazio alle varianti che oggi sono diventate il suo main game, l’Omaha in particolare. Nel suo palmares brillano due picche EPT (Barcellona e Cipro, entrambe nel 2024) e un anello WSOP Circuit (Rotterdam 2022), ai quali si aggiunge adesso un traguardo ancora più importante: il 24° braccialetto WSOP/WSOPE vinto da un italiano!

Sergio Benso (credits WSOP via PokerNews)

Sergio Benso si è lasciato alle spalle un field ricco di campioni: Robert Mizrachi (5 titoli WSOP), Jon Kyte, Bryce Yockey (3), Benny Glaser (9), Mike Matusow (4), Eli Elezra (5), John Racener (3).

Il torneo è iniziato con la chiplead dell’americano Farhad Jamasi, inseguito proprio dall’azzurro. I due hanno però perso una parte dei rispetti stack nel corso della fase a 10 giocatori (due tavoli da 5), trovando comunque la via per l’ultimo atto.

Al final table 8-handed il giocatore del Belpaese è arrivato con solo 20bb (sesto stack). Ha prontamente raddoppiato sul pro americano Justin Liberto, due volte vincitore di un braccialetto, chiudendo colore di picche in un’action di PLO Double Borad.

Benso ha poi eliminato Jon Turner e lo stesso Liberto, presentandosi così all’heads-up contro Jamasi, anche lui in recupero. Il “lupo solitario” italiano è partito con un vantaggio di circa 12 milioni vs 9 in chip (circa 3:2 il rapporto tra gli stack). Progressivamente ha incrementando il divario fino a un massimo di 5,5:1. Dopo un livello e mezzo, l’heads-up è arrivato al capolinea con un mano di Big O.

Jamasi apre 750.00 (3x), Benso chiama. Al flop scendono 3♠4♥10♦: il giocatore USA va all-in, l’italiano snappa. Showdown: K♥10♠10♣7♦6♥ vs J♥8♠7♥5♣2♦. Farhad Jamasi ha settato i 10, ma Sergio Benso ha straight draw (punto high) per superarlo ed è in vantaggio sul fronte low. Le ultime due carte sono 6♦J♦ che consegnano all’italiano scala e 6-low per realizzare lo scoop vincente!

Nei primi due giorni ho commesso parecchi errori, come capita a tutti,” ha raccontato Benso a PokerNews. “La differenza la fa chi ne commette meno, e nelle ultime sei ore non ne ho fatto nemmeno uno. È per questo che ho vinto. Il lupo solitario ce l’ha fatta.

Infine, ha chiarito il significato del suo nickname. “Mi considero un lupo solitario. Non perché non mi piaccia stare con gli altri, ma perché quando gioco voglio restare completamente concentrato. È questo il mio modo di affrontare il poker.

Immagine di testa: Sergio Benso (credits WSOP via PokerNews)

Related Posts

None found