Il power poker di Benny Spindler

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L’arrivo dell’online è stata una vera e propria rivoluzione per il Texas Hold’em. Non solo perché ha reso questo gioco un fenomeno globale, ma anche perché ha portato una ventata di novità a livello tecnico.

La fase preflop in particolare ha subito grossi cambiamenti. I player cresciuti con il poker online conoscono l’importanza di comandare il gioco prima che scendano le carte del board. E infatti aprono più spesso, anche con mani marginali, e hanno meno esitazioni quando si tratta di tribettare. O 4-bettare. Qualche rara volta capita di assistere a una fivebet.

E c’è anche chi si è spinto oltre. Assurdo? Forse, ma quando si parla di Benny Spindler tutto diventa possibile.

Coloro che seguono il poker più o meno dal 2005 di sicuro conoscono l’ex pro tedesco. A chi invece si fosse avvicinato al gioco in tempi più recenti diciamo subito di non cercare informazioni su di lui attraverso il sito TheHendonmob.com perché il giocatore ha chiesto che non venissero pubblicate. Trovate qualcosa su Wikipedia, ma la sostanza è che si tratta di un giocatore da super adrenalina, uno che ha dato spettacolo per un po’ di anni e poi è scomparso.

Una meteora? Non ci sembra la descrizione adatta per uno che è arrivato terzo alla PCA del 2009 ($1,1 milioni), ha vinto una tappa dell’European Poker Tour, a Londra nel 2011 per 750.000 euro di premio e ha chiuso al 6° posto il ME WSOPE nel 2013 (€126.000). In tutto le sue vincite ammontano a circa 4,5 milioni di dollari.

Il poker di Benny Spindler è estremo. A volte in maniera molto efficace, in altre meno, ma di sicuro il tedesco è stato l’espressione massima del “power-poker” anni Duemila. Il suo punto di forza è la capacità di mettere sotto pressione gli avversari, dopo averne individuato i punti deboli.

La mano che segue è un esempio perfetto del poker “Spindler’s way“.

L’azione si svolge all’EPT di Londra 2011, proprio quello vinto da Spindler. Il livello è 1.500/3.000 ante 400 e in gara ci sono ancora 110 giocatori su 691 iscritti. Tutti sono già in the money ma i premi che fanno la differenza sono ancora lontani. E’ una fase delicata del torneo che spesso richiede prudenza: questo va tenuto presente nel valutare la giocata di Spindler.

Il tedesco è in compagnia di 7 giocatori. Uno di questi, lo svedese Mattias Bergstrom, apre a 7.000 da utg+1 con coppia di 4. Subito alla sua sinistra gioca Benny Spindler che trova K♠J♥ come hole cards. Il tedesco tribetta fino a 20mila. In posizione di cutoff c’è Paul Foltyn che spilla A♣6♦: una mano marginale, facile da cestinare dopo una tribet. E invece l’inglese, il quale di certo conosce lo stile di Spindler, opta per una forbet da 50.000 pezzi.

A questo punto foldano tutti, compreso Doyle Brunson in una delle sue rare apparizione europee. Texas Dolly è stato forse il primo ad aumentare l’aggressività nel gioco preflop per poi piazzare la proverbiale c-bet. Ma di fronte a questi “giovani muscoli” il veterano sceglie di fare da spettatore.

E fa bene perché quando l’azione torna a Spindler, il tedesco fivebetta fino a 90.000. Foltyn instant-rilancia a 140mila. E siamo alla 6-bet. Spindler osserva attentamente il suo avversario per qualche istante e poi, senza battere ciglio, annuncia l’all-in: una seven-bet da 498.100 chips.

Foltyn deve decidere cosa fare con le sue ultime 161mila. Nonostante ne abbia già investite 190.000 nel piatto, l’inglese decide di foldare.

Spindler mostra impietosamente il suo modesto K♠J♥. La smorfia di Foltyn è il commento migliore a questa storica giocata.

Immagine di testa credits PokerNews

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