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Le prime due giornate dell’EPT Main Event di Montecarlo 2026 sono ufficialmente in archivio. Al momento, il torneo principale della kermesse monegasca conta 959 registrazioni e 293 giocatori già ai nastri di partenza nel Day 2. L’anno scorso le entry furono 1.129: un traguardo difficilmente raggiungibile per questa edizione ma, con le late registration aperte fino alle 12:00 di oggi, il numero è comunque destinato a salire.

Il Day 1A, disputato il 4 maggio, ha raggiunto quota 373 iscritti. Al termine dei 10 livelli da 60 minuti in sala sono rimasti 110 giocatori, con al comando Mehdi Chaouin.1 della All Time Money List del Marocco – che ha imbustato 357.000 gettoni per il Day 2. Nel field dei qualificati troviamo il reg francese Laurent Polito (6°), il finlandese Juha Helppi (9°), il Triple Crown Winner Roberto Romanello, il pro ceco Zdenek Zizka e tre titolari di una picca EPT ME vinta nel Principato di Monaco: Derk van Luijk (edizione 2024), Adrian Mateos (2015) e Aleksandr Shevliakov, quest’ultimo campione in carica. A questi si aggiungono Dimitar Danchev (vincitore PCA 2913) e Thomas Eychenne (Barcellona 2025), entrambi a caccia del secondo maxi trofeo.

Tre sono anche gli italiani che hanno staccato il ticket: Mario Colavita (145.000 chip e 23°nel count di giornata), Nicola Diaco (132.500) e Lulei Hu (56.000).

Mehdi Chaoui (credits RIHL)

Ieri, nel Day 1B le registrazioni sono state 586, tradotte a fine giornata in 177 pass per il Day 2. Il greco (residente a Malta) Paraskevas Tsokaridis ha catturato la vetta grazie a 384.000 chip, cifra che lo colloca al primo posto assoluto. Tra gli altri 176 svettano tre campioni EPT Main Event: Hossein Ensan (Praga 2015), Mark Teltscher (Londra 2005) e Oliver Weis (Cipro 2024). Oltre a questi big, ci sono i PS Ambassador Maria Konnikova, Raul Mestre e David Lappin.

Infine gli italiani, molto più presenti rispetto al Day 1A. Sono 13 i qualificati “azzurri”: Renzo Pedrotti (139.000), Alex Sampirisi (116.000), Danilo Donnini (94.500), Amerigo Santoro (91.500), Muhamet Perati (86.000), Riccardo Trevisani (83.000), Fabiano Cappelli (82.000), Claudio Di Giacomo (77.000), Elia Salerno (75.500), Gianfranco Iaculli (54.000), Umberto Ruggeri (34.500), Daniele Sunzeri (31.000) e Alessandro Barone (30.000).

I restanti 6 per arrivare all’attuale quota 293 sono late registration pagate già ieri. Il Day 2 inizia a breve, alle 12:00 come già indicato, con l’introduzione dello shot clock e livelli da 90 minuti: cinque sono garantiti, ma ci potrebbe essere il sesto in caso di bolla imminente.

Ecco la top 10 all’inizio del Day 2:

NameCountryChipsTableSeat
Paraskevas TsokaridisGreece38400087
Mehdi ChaouiMorocco35700017
Stanislav AnufriievUkraine265000106
Jose MalpelliFrance263000264
Egor SukhovRussia255000192
Leonardo Silveira PiresBrazil243000341
Samuel JuGermany24000014
Vicente DelgadoSpain22800045
Nikolaos MouroutisGreece220500461
Natan ChauskinBelarus218500423

LA VITTORIA DI ALEX KULEV NEL 250K SUPER HIGH ROLLER 

Nelle stesse due giornate dei flight per il Main Event, l’EPT ha mandato in scena il torneo con il buy-in più impegnativo: il 250.000 euro Super High Roller.

Un evento per pochissimi giocatori, quasi tutti specialisti di high/super high roller, oppure businessmen con la passione per il poker high stakes. Tuttavia i numeri sono stati buoni: 31 giocatori unici e 38 entry complessive, per un montepremi finale di €9.310.000.

Il Day 2, giornata conclusiva del SHR, ha preso il via con 14 giocatori rimasti, tutti a caccia della zona itm riservata agli ultimi sei. Dopo alcune rapide eliminazioni, l’uscita di Isaac Haxton in decima posizione ha mandato nove giocatori al final table.

L’inizio del tavolo è stato però lento, l’azione è entrata in una fase di stallo per quasi due livelli. A rompere l’equilibrio ci ha pensato Chris Nguyen eliminando Stephen Chidwick in un coin flip con coppia di Jack contro K-Q e board liscio. Poco dopo è uscito Enrico Camosci: rimasto con sei big blind, il top pro italiano è andato all-in da small blind con Q-5 senza però trovare aiuti contro la coppia di 6 di Orpen Kisacikoglu.

Si arriva così alla bolla (6-left), destinata però a durare poco. La mano chiave del torneo è uno scoppio di quelli che lasciano il segno. Alex Kulev e Ding Biao si giocano tutto con stack praticamente identici: il bulgaro è dominato A-8 vs A-K ma il river porta uno dei tre 8 che crackano “Big Slick”. Ding resta con pochissime chip e poco dopo è costretto ad arrendersi in settima posizione.

Raggiunta la zona dei premi, Bryn Kenney è riuscito a risalire dall’ultima posizione con nove big blind grazie a una serie di spot favorevoli. Il n.1 della All Time Money List mondiale ha così lasciato il sesto posto ad Artur Martirosian, chipleader allo scoppio della bolla: l’A-Q del russo si arrende all’A-5 di Nguyen. Poco dopo è uscito anche Kisacikoglu che con A-4 non trova aiuto contro la coppia di cinque di Kulev.

A 4-left è stata la volta di Aleksejs Ponakovs: all-in al con progetto di scala bilaterale, ma trova il call di Kulev con top pair e non migliora.

Terzo posto per Nguyen, dopo un re-shove da 14 big blind con 10-7 suited sull’apertura di Kenney. Lo statunitense ha A-J e il board mantiene il suo vantaggio.

Ed eccoci all’heads-up tra Kulev e Kenney, preceduto da un deal. Il testa-a-testa è stato brevissimo. Nella mano decisiva Kulev va all-in dopo aver chiuso doppia coppia con 10-4, mentre Kenney ha una coppia di nove e progetto di colore nuts. Il river non cambia la situazione e il bulgaro incamera la seconda moneta più ricca della sua carriera.

1 – Alex Kulev, Bulgaria, €2.786.332

2 – Bryn Kenney, USA, €2.520.268

3 – Chris Nguyen, Germany, €1.443.100

4 – Aleksejs Ponakovs, Latvia, €1.070.700

5 – Orpen Kisacikoglu, Turkey, €837.900

6 – Artur Martirosian, Russia, €651,700

Alex Kulev (credits RIHL)

Immagine di testa: Riccardo Trevisani (credits RIHL)

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