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Nel 1984 esce al cinema un film destinato a diventare un fenomeno culturale.

Un film in grado di “catturare” sia i ragazzi che i loro genitori. Un film che negli anni ’80 ha incassato 300 milioni di dollari al botteghino (435 milioni il controvalore odierno), che ancora oggi circola nei palinsesti tv di tutto il mondo e che ha avuto tre sequel. Il più recente è uscito nel 2021.

Stiamo parlando di Ghostbusters, l’intramontabile storia dei 4 “acchiappafantasmi” diretta da Ivan Reitman e scritta da Dan Aykroyd e Harold Ramis.

La ricetta di quella pellicola è tanto semplice quanto saporita. L’idea è originale e coniuga generi diversi (commedia, sci-fi e azione). C’è una buona regia. Un’eccellente sceneggiatura. E soprattutto il film è interpretato da un cast di attori comici strepitosi, quasi tutti protagonisti del Saturday Night Live di quel periodo: i già citati Aykroyd e Ramis, Bill Murray, Rick Moranis, con l’aggiunta dell’affascinante e statuaria Sigourney Weaver!

I 4 acchiappafantasmi: da sx

Grazie soprattutto a quegli attori e all’insolito visual del film (il fantasmino verde, il simbolo degli acchiappafantasmi, le attrezzature etc), il successo cinematografico di Ghostbusters si è trasformato in un merchandising con tanti zeri. Si stima che i prodotti legati al brand abbiano fatturato finora più di un miliardo di dollari.

Vestiario, un po’ di tecnologia, parecchi gadget e una miriadi di giocattoli. Tra questi ci sono soprattutto pupazzi, action figures, modellini di veicoli e scenari, ma anche boardgame e videogame.

The Real Ghostbusters (credits MB Games)

Quella del primo gioco in scatola legato al film è una storia particolare, perché è legata a quella di un altro boardgame.

Brivido – o Ghost Castle – è un prodotto Milton Bradley (MB) datato 1985. Un anno dopo l’editore coglie le potenzialità di Ghostbusters e non si fa scappare l’occasione per realizzare l’omonimo boardgame.

Si chiama The Real Ghostbusters ed è una versione di Brivido adattata alla storia del film con tanto di plancia 3D, sagome in cartoncino dei protagonisti – che in questo caso sono ovviamente gli acchiappafantasmi – e le immagini dei vari ghosts, Marshmallow Man ed Ecto mobile.

Qualche regola è diversa, ma la meccanica rimane la stessa: un percorso per raggiungere la sommità della struttura (il grattacielo in questo caso), evitando l’insidia del teschio che scende a caso dall’alto.

Non esiste una versione in italiana del gioco che oggi è praticamente introvabile: chi lo possiede potrebbe avere in soffitta un vero e proprio oggetto di culto!

Il retro della scatola (tedesca) di The Real Ghostbusters (credits MB/boardgamegeek.com)

Va detto che il titolo e la grafica “fumettosa” del gioco sono ispirati non tanto al film quanto alla serie di cartoni animati uscita in tv sempre nel 1986.

La stessa operazione verrà realizzata 3 anni dopo dall’editore Triotoys che pubblicherà (solo in inglese) un’altra versione “da scatola” degli acchiappafantasmi: The Real Ghostbusters – The Game. In questo caso la grafica è ancora più in salsa cartoon, mentre il gioco è un percorso su plancia senza scale da salire:

Credits saturdaymorningforever.com

L’ultimo gioco in scatola ispirato al film originale è Ghostbusters: The Board Game. Lo ha prodotto Cosmic Games nel 2016, ispirandosi più alla plancia sviluppata da Triotoys che al gioco di MB. I materiali, però, sono di tutt’altra fattura grazie alla nuove tecniche di produzione, come si può vedere dall’immagine che segue.

Lo trovate ancora in commercio: su Amazon.it costa circa 50 euro.

Ghostbusters: The Board Game (credits Cosmic Games/Amazon.it)

Ma il film degli acchiappafantasmi ha influenzato anche il mondo dei videogame.

In questo ambito, Ghostbusters ha due versioni. C’è quella di Ghostbusters: Il videogioco, realizzato nel 2009 da Terminal Reality e Zen Studios per Xbox360, PS2, PS3, PC e Wii. Esiste qualche differenza a seconda del sistema utilizzato, ma in sostanza si tratta di uno sparattutto in prima persona con elementi narrativi (adventure).

La storia non è quella del film originale ma rappresenta un ipotetico terzo capitolo dopo l’uscita nelle sale di Ghostbusters 2 (1989).

La versione rimasterizzata di Ghostbusters: Il videogioco (credits spaziogames.it)

La seconda versione, che dal punto di vista temporale è la prima, è quella dei vari videogame usciti nel periodo 1984-89 per gli home computer di quel periodo.

Il capofila è stato realizzato per il Commodore 64. I più nostalgici – nonché più “maturi – ricorderanno le partite in cui davano la caccia ai fantasmi in giro per Manatthan.

A bordo dell’Ecto-1 equipaggiata con “vacuum cleaner” (aspirapolvere), i fantasmi venivano raccolti al volo per le vie della città. Altri potevano essere bloccati con i raggi laser per essere poi rinchiusi nella trappola acchiappa-fantasmi e stoccati nel deposito. L’importante era evitare il famigerato “you slimed me“!

Il gioco era totalmente improntato alla storia del film originale, con tanto di Marshmallow gigante che attacca la città e di incontro tra “guardia di porta” e “mastro di chiavi”: a quel punto solo i più abili con il joystick riuscivano a chiudere il portale tridimensionale di Zuul!

Vi è scattata la lacrimuccia nostalgica? Allora concedetevi un tuffo nel passato di un iconico videogame anni ’80 con questo video:

Immagine di testa: Ghostbusters: Il videogioco (credits everyeye.it)