Il panorama internazionale degli esports continua a muoversi rapidamente, tra grandi eventi globali che cambiano sede e federazioni nazionali che tornano sui propri passi dopo settimane di tensioni.
Nelle ultime ore due notizie hanno attirato particolare attenzione: il possibile trasferimento dell’Esports World Cup da Riyadh a Parigi e il nuovo accordo tra la Korea e-Sports Association (KeSPA) e la Esports Foundation per la partecipazione della Corea del Sud all’Esports Nations Cup.
Due vicende molto diverse tra loro, ma che raccontano bene quanto l’ecosistema esports sia ormai strettamente intrecciato con questioni geopolitiche, organizzative e istituzionali.
EWC 2026: RIYADH PUO’ PERDERE L’EVENTO ESPORTIVO DELL’ANNO?
Secondo quanto riportato da esports.net, l’Esports World Cup 2026 potrebbe essere spostata da Riyadh a Parigi a causa delle tensioni e delle incertezze legate al conflitto in Medio Oriente. La notizia non è ancora stata ufficializzata dagli organizzatori, ma il report pubblicato inizialmente da GamesBeat parla di comunicazioni già avviate con stakeholder e operatori del settore. I motivi sono molteplici.
Innanzitutto, i rischi connessi all’attuale situazione in Medio Oriente. La capitale francese offre senza dubbio una soluzione alle possibili difficoltà negli spostamenti internazionali (cancellazioni di voli verso il Medio Oriente in primis), al rischio di ritardi organizzativi e le incertezze per team, staff e sponsor.
A tutti questi fattori che riguardano sicurezza e resa dell’evento, si aggiunge l’interesse specifico di alcuni grandi publisher europei, nonché una logistica più semplice per molti team occidentali. In particolare quelli nordamericani, particolarmente bisognosi in questo momento di una comoda vetrina internazionale. Lo stesso dicasi per pubblico e media.
Anche l’aspetto del business gioca quindi un ruolo specifico. D’altra parte, un’espansione “globale” dell’EWC era già stata ipotizzata dagli organizzatori nelle scorse stagioni. L’idea di vendere i diritti di hosting ad altre città era considerata una delle possibili future fonti di finanziamento del progetto. Non bisogna infatti dimenticare che il mondiale degli eSports è uno dei progetti economicamente più ambiziosi di questo settore ludico: nel 2026 metterà in palio circa 75 milioni di dollari complessivi, distribuiti su 25 tornei e 24 giochi differenti.
Resta però da capire se un eventuale cambio di sede riuscirebbe a mantenere intatta la dimensione spettacolare costruita finora dall’appuntamento saudita. Riyadh è infatti diventata negli ultimi anni il centro nevralgico competitivo dei videogame, grazie agli investimenti giganteschi dell’Esports Foundation e il Public Investment Fund.
Infine, c’è la questione delle tempistiche. L’Esports World Cup 2026 è in programma dal 03/06 al 23/08/2026: bastano 46 giorni perché Parigi diventi la nuova “Mecca” degli eSports?

KeSPA TORNA NELL’ESPORTS NATIONS CUP
L’altra notizia importante riguarda invece la Corea del Sud.
Dopo settimane di attriti e incertezza, la Korea e-Sports Association e la Esports Foundation hanno annunciato un nuovo accordo che conferma la partecipazione ufficiale della nazionale coreana all’Esports Nations Cup.
Nelle scorse settimane erano emerse divergenze tra KeSPA e gli organizzatori dell’ENC sulla gestione delle selezioni nazionali e sul ruolo della federazione coreana all’interno del progetto. La vicenda aveva creato parecchio rumore nella community internazionale perché la Corea del Sud resta storicamente una delle nazioni più importanti degli esports mondiali, soprattutto in titoli come League of Legends e StarCraft.
Il nuovo accordo sembra però aver ricomposto il conflitto.
Nel comunicato congiunto, le due parti hanno dichiarato di condividere “la visione che intende sostenere la crescita a lungo termine degli esports attraverso competizioni internazionali strutturate”.
La presenza della Corea del Sud è particolarmente importante anche per la credibilità stessa dell’ENC, torneo che punta a diventare una sorta di “Coppa del Mondo” degli esports per nazionali. L’organizzazione calcola infatti il coinvolgimento di 100 Paesi e di 100.000 giocatori che parteciperanno alle qualificazioni su 16 videogame competitivi.
Le date previste per la prima Esports Nations Cup vanno dal 2 al 29 novembre 2026. C’è da augurarsi che per quel periodo gli attuali conflitti in Medio Oriente siano pacificati, altrimenti anche il mondiale esportivo per team nazionali potrebbe spostarsi in un’altra location.
Immagine di testa credits Espors World Cup via esports.net