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Tadej Pogacar profeta in patria

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Lo avevano detto che non sarebbero arrivati per fare una passeggiata e sono stati di parola: è proseguito fino alla fine il dominio del duo Pogacar-Majka, e più in generale di tutta l’UAE Team Emirates, nel Giro di Slovenia che domenica ha calato il sipario sull’edizione 2022.

Un’edizione che è servita a molti corridori per potere capire il proprio stato di forma in vista dell’appuntamento, importantissimo, con il Tour de France. Tra questi, naturalmente, il due volte vincitore della Grande Boucle, che si è imposto nella frazione conclusiva, la Vrhnika-Novo Mesto di 155,7 km, precedendo in una volata a due il connazionale Matej Mohoric (Bahrain-Victorious), con il polacco Rafal Majka che si è piazzato al terzo posto.

Il trio si era avvantaggiato sul resto dei corridori a poco meno di 9 km dal traguardo, quando Pogacar ha deciso di attaccare sull’ascesa di Trska Gora, che ovviamente conosce assai bene.

Il talento sloveno dell’UAE Team Emirates ha così conquistato il suo secondo successo di tappa, andando a suggellare nel migliore dei modi la vittoria nella classifica generale (ripetendo, tra l’altro, il trionfo dell’edizione 2021) e in quella a punti.

La formazione emiratina festeggia anche il ricco bottino ottenuto da Majka: seconda piazza nella graduatoria generale (a 12” dal compagno di squadra), due vittorie di tappa e successo nella classifica degli scalatori.

Il computo delle gioie stagioni per l’UAE Team Emirates ha toccato quota 30: un bottino cospicuo per uno squadrone che, ovviamente, punta con decisione al Tour de France.

 “L’obiettivo era difendere la maglia di leader della classifica – ha raccontato Pogacar dopo avere tagliato il traguardo -. In salita il ritmo si è alzato molto, c’è stato qualche allungo e ho così provato a contrattaccare e a raggiungere lo scollinamento prima possibile.”

Siamo rimasti in tre a condurre la corsa, – continua Pogacar – in discesa si è cercato di non prendere troppi rischi e arrivare allo sprint nella maniera più adeguata. In volata ho dato il massimo per ripagare con un successo tutta la squadra per il grande lavoro svolto durante l’intera settimana“.

In discesa non volevo correre rischi – ha invece detto Mohoric -: Siamo arrivati in finale insieme e pensavo anche di potere vincere, ma negli ultimi metri Tadej ha mostrato la sua forza in volata e si è  meritato la vittoria“.  

In casa Bahrain-Victorious ha parlato anche Domen Novak che ha concluso il Giro di Slovenia finendo sul podio dietro al duo emiratino Tadej Pogacar e Rafal Majka accusando oltre due minuti e mezzo di ritardo dallo scatenato battistrada: “Ho mantenuto il terzo posto in classifica generale e quindi posso dire che sono soddisfatto – ha osservato -. Conoscevo l’ultima salita e mi sono divertito immensamente nel gareggiare davanti ai tifosi di casa. Prima di questa gara sapevo di avere delle buone gambe, ma mi sono sentito stanco nella seconda parte e ho dovuto stringere i denti per potere salire sul podio. Ho ancora problemi ad assumermi la responsabilità di un leader ma sto lentamente diventando più sicuro di me stesso. Ho bisogno di qualche anno per maturare“.

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