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Prosegue inarrestabile la marcia dell’Italia pigliatutto in questo anno di sport sempre più a tinte azzurre.

La centesima Tre Valli, quella che doveva essere storica, e storica è stata, perché due azzurri – entrambi di alto livello – si sono presi la scena e i gradini più alti del podio.

Sprint a tinte azzurre

Primo Alessandro De Marchi, secondo Davide Formolo, un veterano mai domo e un talento nel pieno della carriera, capaci di mettere nel sacco un’armata straniera che sembrava destinata a mettere le mani sulla corsa della “Binda”.

E forse ce l’avrebbe fatta se l’uomo più atteso, Tadej Pogacar, non avesse forato mentre era nella fuga più importante della giornata: lo sloveno (apparso in grande forma) è stato costretto a ripartire dal gruppo e ad attendere per non pestare i piedi a Formolo, suo compagno nella UAE, ma nel finale è ugualmente andato all’attacco sino a centrare il terzo posto con una volata di rabbia.

Nello sprint a due, la UAE era però costretta ad arrendersi perché il generosissimo Formolo non è riuscito ad arginare la potenza di De Marchi: arrivati appaiati sul rettilineo finale, i due italiani che tutto sono tranne che velocisti, hanno lanciato lo sprint nel quale De Marchi ha sfruttato la maggiore spinta rispetto alla “Roccia” veneta, arrivata un po’ stanca all’ultimo atto.

Oggi la classica Milano-Torino

Archiviato il successo di De Marchi, oggi è il turno della Milano-Torino 2021. Quest’anno va in scena l’edizione 101 della storica corsa italiana, di categoria UCI 1.Pro, che può vantare una storia nata addirittura nel 1876 e che promette spettacolo. Basta solo elencare qualche nome: il campione del mondo Alaphilippe, alla sua prima uscita dopo il successo iridato, poi Vlasov, Guillaume Martin, Pinot, Adam Yates, Woods, Nibali, Soler ma soprattutto Roglic e Pogacar.

Dopo un anno di assenza – nel 2020 si scelse un percorso meno impegnativo – la corsa torna a proporre lo straordinario finale con la doppia ascesa del Colle di Superga e arrivo davanti alla storica Basilica.

Partenza da Magenta per attraversare su strade pianeggianti la pianura padana nella zona delle risaie toccando Novara e Vercelli per portarsi nei pressi di Biella e scalare la breve salita di Zimone.

Il restante percorso torna ad essere pianeggiante e a solcare la Pianura Padana con strade larghe e prevalentemente rettilinee fino a raggiungere il circuito finale. Dopo San Mauro Torinese si costeggia il Po in Corso Casale per salire alla basilica di Superga una prima volta (si devia 600 m prima dell’arrivo) per scendere su Rivodora con una discesa impegnativa che riporta a San Mauro e quindi risalire fino all’arrivo con pendenze anche oltre il 10%.

Ultimi 5 km (che si ripetono due volte salvo i 600 m finali) che iniziano in Torino in Corso Casale dove inizia la salita che porta alla Basilica di Superga. La pendenza media è 9.1% con una punta attorno a metà salita del 14% e lunghi tratti al 10%. A 600 m dall’arrivo svolta a U verso sinistra per affrontare una rampa all’8.2% e quindi ultima curva a 50 m dall’arrivo.

I più attesi a Torino

Favoriti?

La salita di Superga è terreno per scalatori veri, tant’è che l’albo d’oro riporta soltanto grandi nomi. Il richiamo per i big è quindi anche quest’anno particolarmente forte, nonostante non si tratti di una prova WorldTour.

Il numero uno sulle spalle ce l’avrà il Campione del Mondo, Julian Alaphilippe (Deceuninck-QuickStep), tra i favoriti d’obbligo, anche se la presenza in squadra di Joao Almeida e Fausto Masnada dà la possibilità alla squadra belga, come al solito, di poter giocare su più fronti.

Michael Woods, vincitore qui due anni fa, sarà il riferimento di una Israel Start-Up Nation che rivedrà protagonista anche Chris Froome insieme a Daniel Martin e Ben Hermans.

Altri corridori da tenere sott’occhio per la vittoria finale sono Primoz Roglic (Jumbo-Visma), in grande spolvero al Giro dell’Emilia, e al comando di una selezione molto forte che conta anche George Bennett, Tobias Foss, Sepp Kuss e Sam Oomen.

Anche la INEOS Grenadiers torna in pista con grandi ambizioni grazie alla presenza di Adam Yates, Tao Geoghegan Hart, Pavel Sivakov e Ivan Sosa.

[Credits Foto: Getty Images]