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Il “Sarrismo” è da tempo un punto di riferimento importante dal punto di vista del gioco, e in questa prima parte di stagione la Lazio è riuscita a tratti a esaltarlo al meglio, con qualche eccezione (vedi proprio l’unica sconfitta di stagione contro il Napoli) e soprattutto qualche adattamento rispetto al passato.

Proviamo ad approfondire punti di deboli e punti di forza di questo avvio dei bianco celesti, tramite in numeri e le statistiche dopo le prime sette giornate di cmapionato.

Il Sarrismo 2.0

Il vocabolario Treccani alla voce “Sarrismo” parla di un gioco fondato sulla velocità e la propensione offensiva.

E fermandosi al solo computo dei gol, si potrebbe dire che anche in questo avvio di stagione nulla è cambiato: 13 gol all’attivo, secondo miglior attacco della Serie A, praticamente tutti ottenuti con azione manovrata (a parte 1 rigore e 1 autogol).

Marchio di fabbrica di un allenatore a cui piace giocare il pallone ma che ha forse migliorato la sua concretezza a scapito di un volume offensivo maggiore.

Meno conclusioni, più concretezza

Dall’altra parte però, è interessante vedere come se consideriamo il numero di conclusioni, soltanto Spezia, Lecce e Monza ne hanno fatte meno della Lazio (con 77 tiri totali) in queste prime sette partite.

La situazione migliora decisamente se ci riferiamo ai soli tiri nello specchio, dove i bianco celesti hanno invece il quinto dato in assoluto (media di 5 a partita), con una percentuale realizzativa del 21,7% (tiri bloccati esclusi) che rappresenta la seconda migliore prestazione dopo quella dell’Udinese (24%).

Altrettanto forse si è fatto un passo indietro nel possesso palla (sotto il 50%, undicesimo dato tra le squadre di Serie A), mantenendo però una buona e veloce circolazione di palla, con i suoi 3.233 passaggi (quinto in assoluto)

Occhio alla difesa

Malgrado la seconda difesa del campionato con solo 5 gol subiti, c’è da fare attenzione alle statistiche difensive della Lazio in questa prima fase.

Sono infatti la squadra della parte sinistra della classifica che concede più conclusioni agli avversari (13,4 a partita di media) e forse non a caso anche il dato degli “Expected goals” subiti sarebbe decisamente peggiore (9 gol subiti teorici).

Ancora più allarmante però è vedere i bianco celesti ultimi in almeno altri due parametri importanti: nessuno a fatto peggio nè per quanto riguarda i Passaggi Intercettati (ultimi con 6,7 di media a partita), nè nei Duelli Aerei, con un 9,3 a partita (quasi tutti peraltro di soli due giocatori, Romagnoli e Savic).

C’è poi anche qualche momento di distrazione, con ben 16,3 palle perse a partita, con solo Fiorentina e Bologna a fare peggio in Serie A (e al pari della Sampdoria). Insomma qualche registrata Sarri nella fase difensiva deve ancora darla.

Conclusioni

La mano di Sarri ha ormai plasmato questa Lazio, in maniera forse anche un po’ meno rigida rispetto al passato. Restano amnesie più o meno momentanee (dalla debacle in Europa fino ai passi falsi contro Sampdoria e Napoli), certificate da alcuni parametri che necessitano di grandi miglioramenti per poter fare realmente il salto di qualità.

E poi c’è sempre lui, Ciro Immobile, ovvero il bomber di squadra (5 gol) e il giocatore che tira di più (22 tiri). Il problema è che ce n’è solo uno (unica alternativa Cancellieri, appena 69 minuti totali in campo).