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È ancora tutto da scrivere il finale di stagione di Roma e Lazio. Dopo 29 partite, i giallorossi vantano 48 punti e il sesto posto in classifica in condominio con l’Atalanta – che però, lo ricordiamo, ha una partita in meno.

Considerando che anche la Fiorentina ha partita in meno ed è potenzialmente a 49 punti, Lazio e Roma si potrebbero dunque giocare l’ultimo posto valido per l’ingresso in Europa League. Questo derby, insieme e al di là dell’immensa e mai scalfita rivalità cittadina, è decisivo soprattutto a livello di classifica. Solo un pareggio rimanderebbe il verdetto a nove giornate dalla fine.

I precedenti di Roma Lazio

PrecedentiDerby di Roma
Vittorie Roma55
Pareggi60
Vittorie Lazio40
Gol Roma195
Gol Lazio154
I precedenti del Derby capitolino – Fonte Transfermarkt

L’x non è neanche un’ipotesi così peregrina, a dare una rapida occhiata alle statistiche della sfida. Negli ultimi dieci derby capitolini, la Roma ha vinto tre volte, come la Lazio. Quattro volte le due compagini hanno impattato sul pareggio.

L’equilibrio insomma regna sovrano, almeno di recente. Nei 155 derby totali finora disputati in Serie A (girone unico), la Roma ha vinto 55 volte, la Lazio 40. I pareggi sono stati 60, a testimonianza del fatto che al mutar dei tempi non muta l’esito dell’evento più atteso della capitale da quasi cento anni a questa parte.

I giallorossi hanno realizzato in totale 195 reti, i biancocelesti 154.

Roma e Lazio: statistiche a confronto

ROMAstatsLAZIO
48punti49
47reti fatte58
35reti subite42
15.93tiri/90′10.93
28.6%% tiri in porta40.4%
Le statistiche di Roma e Lazio in Serie A – Fonte https://fbref.com/it/

In stagione, è però la Lazio ad avere il record di reti segnate in Serie A: 58, appena tre in meno del miglior attacco del campionato, l’Inter dell’ex allenatore biancoceleste Simone Inzaghi. La Roma, che ha segnato ben undici reti in meno della Lazio (47), ha però fatto registrare una compattezza differente in fase difensiva.

Se l’11 di Mourinho ha infatti incassato 35 gol, la Lazio ne ha presi addirittura sette in più (42). Attenzione però a non farsi ingannare dai numeri generali. Se il reparto offensivo è stata una costante in positivo della stagione biancoceleste, diverso – sempre in positivo – è il discorso sul reparto difensivo.

Dopo un girone di andata da brividi, con alcune sconfitte memorabili (3-0 dal Bologna, 4-1 dal Verona, 4-0 dal Napoli), l’assetto difensivo della squadra di Sarri è decisamente migliorato.

Nelle ultime otto partite in Serie A, la Lazio ha preso gol solamente in due circostanze (contro l’Udinese e il Napoli). Se pensiamo ai problemi offensivi della Roma – che nello stesso arco di tempo ha segnato 15 gol – Sarri può sorridere.

Nel match di andata (3-2 per la Lazio), giocando ancora alla maniera di Inzaghi, fu abile nello sfruttare le praterie lasciate dalla formazione di Mourinho, volenterosa (davanti) ma pasticciona (dietro) e ingenua. Da quella data (26 settembre 2021) il gioco della Lazio è mutato radicalmente. La Roma si è più che altro consolidata.

Abraham è in grande crescita, rispetto al 3-2 di settembre è un altro giocatore. Dall’inizio del nuovo anno ad oggi, i numeri dell’attaccante inglese sono in grande crescita e lo stesso deve dirsi collettivamente dell’organizzazione della Roma, squadra magari poco creativa ma con alcune individualità di rilievo – occhio su tutti a Zaniolo, uscito a testa bassa a Udine, e a Mkhitaryan; l’armeno, assente nell’ultima sfida contro l’Udinese per squalifica, rientrerà al derby.

È però la Lazio, ancora una volta, la squadra che ha in rosa più uomini-derby. Tralasciando Radu, che è da dieci anni nel club capitolino ed è anche ad oggi l’ultimo reduce dello storico 26 maggio, occhi puntati su Ciro Immobile e Milinkovic-Savic. Il serbo ha segnato 3 gol realizzando anche 3 assist contro i giallorossi in carriera; è la sua vittima preferita in Serie A per numeri dopo Sampdoria, Atalanta e Inter (5 gol e 1 assist contro i nerazzurri per il Sergente), e ha segnato anche all’andata.

Immobile, che lo scorso 26 settembre ha realizzato una doppietta, ma di assist, contro i giallorossi ha segnato ben 7 gol e messo a segno 4 assistenze per i compagni. Con il rigore trasformato contro il Venezia lunedì, il bomber azzurro ha sorpassato la leggenda Silvio Piola come miglior marcatore nella storia della Lazio, nel giorno del ricordo del capitano Pino Wilson scomparso in settimana.

Formazioni e parole della vigilia

ROMA 3-4-2-1LAZIO 4-3-3
RUI PATRICIOSTRAKOSHA
MANCINIMARUSIC
SMALLINGLUIZ FELIPE
KUMBULLAACERBI
KARSDORPHYSAJ
MKHITARYANMILINKOVIC-SAVIC
CRISTANTELEIVA
OLIVEIRALUIS ALBERTO
PELLEGRINIFELIPE ANDERSON
ZANIOLOIMMOBILE
ABRAHAMPEDRO
All. J. MOURINHOAll. M. SARRI
Le probabili formazioni di Roma Lazio

Attenzione dunque alle simbologie e ai ritornelli di questa sfida. Ce ne è uno, per la Roma, che fa ben sperare i tifosi giallorossi. Quest’anno i lupacchiotti sono la squadra che ha realizzato più punti al fotofinish – una caratteristica che apparteneva alla Lazio di Simone Inzaghi.

Sono ben sei i gol realizzati nei minuti di recupero, e hanno portato ben sei punti – nessuna squadra in A ha fatto meglio. Fisico, dunque, ma soprattutto testa.

Questa è la mano di Mourinho, che dopo Udine a esplicita domanda sul derby ha risposto: « Io affronto una partita alla volta, non mi preoccupo mai della prossima ». La Roma arriverà al derby dopo le fatiche di Conference League, un punto spesso sottolineato (in negativo) da Maurizio Sarri con la sua Lazio, che quando si è trattato di giocare ogni tre giorni ha stabilito una media di « 0.86 punti a partita », mentre con una settimana di lavoro la media punti della squadra « sale a 2.10, qualcosa vorrà pur dire no? » (cit. Sarri).

L’allenatore toscano, a proposito di tour de force, dovrà fare a meno di Zaccagni assente anche all’andata. Mourinho ritrova Kumbulla favorito su Ibanez – che quando vede biancoceleste trema.

In regia oltre a Mkhitaryan, autentico direttore d’orchestra dei giallorossi, possibile l’impiego di Veretout per rompere il palleggio dei biancocelesti, ma più probabile la riproposizione del duo Oliveira-Cristante in mezzo al campo. «è un match sentito anche troppo dalle due tifoserie», ha detto Maurizio Sarri con una punta di falsa modestia.

Lui stesso all’andata dovette rendersi conto dell’importanza della sfida, che non ha paragoni in Italia per clima stracittadino. Stavolta, con motivazioni non solo sociali, ma si direbbe primariamente sportive.