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Il fatto che il calcio di oggi stia perdendo attrattiva tra le generazioni più giovani è un dato di fatto dato che sempre meno membri della cosiddetta “Generazione Z” guardano partite intere, preferendo invece concentrarsi sugli highlights di qualsiasi evento sportivo, sulle singole giocate di alcuni protagonisti (magari quelli più famosi), e sulla possibilità di diventare loro stessi protagonisti di eventi giocando ai videogiochi.

Tutto ciò nasce con l’avvento dei social che hanno fatto calare drasticamente l’attenzione delle persone e, a maggior ragione, dei ragazzi, che dovrebbero rappresentare il pubblico del futuro prossimo. Dunque, l’intrattenimento medio consumato su smartphone e tablet richiede solo pochi secondi per essere fruito e questo rappresenta il principale problema per sport di intrattenimento mondiali, come ad esempio il calcio. Inoltre, l’interattività nel calcio è ai minimi storici: i cronisti utilizzano terminologie distanti da quelle care alla Generazione Z, le emittenti televisive non permettono la diffusione dei contenuti sulla rete senza esplicita autorizzazione, e c’è poco o nessun coinvolgimento per gli spettatori più giovani che non assistono alle partite negli stadi.

Gerard Piqué è riuscito a cavalcare quest’onda rispondendo a questa situazione complicata con la Kings League, una serie di eventi e decisioni che ruotano attorno a una partita di calcio a sette della durata di venti minuti per tempo, arricchita da speciali clausole legate a delle carte. Ma andiamo con ordine.

Come nascono le squadre della Kings League?

Ogni presidente allestisce ogni anno una squadra di 12 giocatori. Dieci di questi sono stati scelti a un draft stile NBA, per mantenere alto l’equilibrio competitivo all’interno del campionato, mentre gli altri due sono “invitati speciali” che possono ruotare ogni giornata. Le partite si giocano 7 contro 7 e non c’è un limite di cambi durante la partita. I presidenti delle squadre della originale Kings League sono streamer spagnoli che hanno collaborato alla diffusione della competizione su scala mondiale. Missione compiuta.

Giochiamo!

Le partite durano 40 minuti, suddivisi in due tempi da 20 con un intervallo di tre minuti. Una novità riguarda il pareggio: se al termine dei tempi regolamentari la partita è ancora in parità, si procederà con i calci di rigore. Tuttavia, i rigori non sono come li conosciamo, ma bensì consistono in un uno contro uno tra il giocatore e il portiere. Il giocatore, o il portiere se scelto per battere, partirà dal centro del campo e avrà 5 secondi per segnare.

L’inizio cambia radicalmente rispetto al calcio dato che comincia con una vera e propria “palla a due”, con il pallone lanciato dall’alto della “gabbia” e due giocatori pronti a contenderselo. Nei primi cinque minuti, solo questi due giocatori e i due portieri sono protagonisti. Dal primo minuto si passa a un 3 contro 3 (con i portieri che possono uscire dall’area), poi al 4 contro 4 al secondo minuto, al 5 contro 5 al terzo minuto, fino ad arrivare al classico 7 contro 7 al quinto minuto. Un’altra novità rilevante è il “president penalty”. Il presidente della squadra, può decidere in qualsiasi momento del match di lasciare lo streaming e calciare un semplice calcio di rigore. Un vero e proprio show.

Un mix tra Play Station e giochi di carte collezionabili

Inoltre, le regole della Kings League prevedono che all’inizio della partita vengano estratte a sorte delle carte, una per squadra, che permettono ai presidenti di ottenere bonus per la propria squadra o malus per gli avversari per un certo periodo. Il mazzo di venti carte chiamato “arma segreta” include: gol doppio (6 carte) in stile “Fifa Street”, dove per due minuti raddoppia il valore di un eventuale gol; ammonizione (6 carte), che permette di escludere un giocatore avversario (tranne il portiere) per due minuti; rigore (2 carte), che consente di tirare un rigore; rigore shoot-out (4 carte) pienamente in stile “Trofeo Birra Moretti” a ferragosto dei primi anni 2000; furto (1 carta), che permette di rubare la carta scelta dall’avversario; e jolly (1 carta), che permette di scegliere una delle carte precedenti.

Si capisce subito che l’uso di carte simili per influenzare una partita offre un tipo di intrattenimento completamente diverso e più dinamico rispetto a una classica partita di calcio di novanta minuti, spesso ritenuta noiosa.

Dove vedere la Kings League?

Tutte le partite sono disponibili in live streaming su Twitch, sia sul canale ufficiale della competizione che sul canale dei presidenti delle squadre in campo.

Inoltre, la novità di quest’anno sono stati i primi mondiali in Messico di Kings League dove partecipa anche l’Italia con i suoi Stallions. Il torneo è iniziato il 26 maggio e terminerà l’8 giugno. La squadra del nostro paese è capitanata da un certo Francesco Totti e dal noto streamer Blur, con due nomi importanti del nostro calcio come Emiliano Viviano e Radja Nainggolan. Chissà se Gerard Piqué ci avrà visto lungo con questo format ma l’unica cosa certa è che sta riscuotendo davvero un enorme successo.