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Un gruppo che si preannuncia molto interessante.

Il girone F non ha nessuna favorita al suo interno. Non figura il Brasile, non c’è l’ombra di Argentina, Francia o Spagna. Ma in compenso il gruppo offre un equilibrio tale che le giocate dei singoli possono davvero fare la differenza.

Almeno a livello di blasone, comunque, una squadra che può impensierire le altre c’è: è l’Olanda, che dopo aver saltato l’ultimo mondiale vuole ora riprendersi ciò che ha lasciato lungo il cammino. Seguono il Giappone, squadra potenzialmente molto forte, la Svezia, sempre solida e fisica, la Tunisia, che tra le africane è quella meno in vista ma non per questo è la meno forte. Andiamo a vedere nel dettaglio.

Olanda

Identità tattica

L’Olanda resta fedele alla sua tradizione: possesso palla, costruzione dal basso, tecnicamente a livello molto alto, occupazione degli spazi – creazione degli stessi –, esterni offensivi e bravi nell’uno contro uno, pressing alto e organizzato.

Negli ultimi anni la nazionale Orange è diventata più verticale e fisica rispetto al Totalvoetbal di cruyffiana memoria. Oggi è una squadra molto più concreta, che ama andare sugli esterni e spingere forte fin da subito. Il suo sistema di gioco è il 4-3-3, ma può sfruttare la spinta dei quinti in alcune circostanze particolari, passando quindi a un 3-4-2-1.

Formazione tipo

  • Verbruggen
  • Dumfries
  • Van Dijk
  • De Ligt
  • Aké
  • Frenkie de Jong
  • Reijnders
  • Xavi Simons
  • Frimpong
  • Gakpo
  • Brobbey

Uomini chiave

Uomini chiave della squadra, iniziando dalla difesa, sono senz’altro Virgil van Dijk, capitano e leader della nazionale, e Denzel Dumfries, esterno che vivrà il Mondiale al massimo della sua forma in carriera. A centrocampo, comandano Frenkie de Jong, reduce da una stagione difficile, ma motivato a cambiarla sul finale, e Xavi Simons, idem. In attacco, oltre all’immancabile Depay, Cody Gakpo è senza dubbio il giocatore su cui puntare.

Aspettative

L’Olanda è favorita per il primo posto. Non ha forse il talento individuale delle migliori tre o quattro del torneo, ma ha esperienza, struttura e voglia di stupire.

Giappone

Identità tattica

Il Giappone è probabilmente la nazionale asiatica più moderna del mondo. Ciò è dovuto essenzialmente ai tanti allenatori europei che hanno modificato il calcio nazionale negli ultimi anni. I nipponici sono maestri nel pressing, ma – cosa più sorprendente – non disdegnano il dominio del gioco, grazie ad alcuni giocatori che calcano il suolo calcistico europeo in modo stabile da anni (Premier e Bundesliga in modo particolare).

Formazione tipo

  • Suzuki
  • Sugawara
  • Tomiyasu
  • Itakura
  • Mitoma
  • Endo
  • Hidemasa Morita
  • Kubo
  • Kamada
  • Minamino
  • Ueda

Uomini chiave

Se ne potrebbero citare molti, ma puntiamo su Endo – con Tomiyasu reduce da due stagioni complicate anche causa infortuni –, Mitoma e Kubo. Endo, centrocampista che può giocare anche come difensore, garantisce equilibrio e leadership. Mitoma abbiamo imparato a conoscerlo negli ultimi anni, dove si è messo in mostra al Brighton e – meno – al Liverpool. Infine Kubo, della Real Sociedad, è un calciatore formidabile nell’uno contro uno: può essere il Mondiale della consacrazione per lui.

Aspettative

Il Giappone è una delle possibili sorprese del torneo. Negli ultimi Mondiali ha già dimostrato di poter mettere in difficoltà grandi squadre europee. La partita con la Svezia potrebbe decidere il secondo posto.

Svezia

Identità tattica

La Svezia, che conosciamo molto bene per tradizione e ostacoli alla nostra Nazionale, nonostante abbia meno qualità di edizioni precedenti, resta una squadra molto europea nel senso più classico: blocco compatto davanti alla difesa, gioco diretto e verticale, grande forza nei duelli fisici. Ma anche due attaccanti che poche altre nazionali hanno nel mondo: Gyokeres e Isak.

Formazione tipo

  • Olsen
  • Krafth
  • Hien
  • Lindelöf
  • Gudmundsson
  • Cajuste
  • Kulusevski
  • Svanberg
  • Forsberg
  • Elanga
  • Gyökeres

Uomini chiave

Li abbiamo citati al termine del paragrafo di introduzione alla nazionale: Viktor Gyökeres e Alexander Isak possono spaccare il torneo a suon di gol. Il dubbio è più sul secondo, che causa problemi fisici non è detto sia arruolabile. Meno dubbi sul primo, reduce dalla vittoria di uno storico campionato con l’Arsenal, e pronto a dare tutto per la sua Nazionale.

Aspettative

La Svezia può essere la squadra sorpresa del girone. Se riesce a trasformare le gare in partite fisiche e sporche, può mettere in difficoltà anche l’Olanda.

Tunisia

Identità tattica

La Tunisia ha un’identità molto chiara: difesa compatta, linee strettissime, intensità nei contrasti, cuore. Per dirla con una frase: può – e deve – sopperire le sue lacune tecniche con quello spirito tipico delle nazionali africane.

È probabilmente la squadra meno talentuosa del gruppo, ma anche quella che concede meno spazi.

Formazione tipo

  • Dahmen
  • Dräger
  • Talbi
  • Meriah
  • Abdi
  • Skhiri
  • Laïdouni
  • Ben Romdhane
  • Achouri
  • Msakni
  • Jebali

Uomini chiave

L’uomo chiave, almeno per talento, è Hannibal Mejbri: classe 2003, il tunisino di origini francesi può essere una piccola sorpresa del girone. È umorale, ma quando è in giornata può fare la differenza. Da tenere sotto osservazione.

Aspettative

Sulla carta parte quarta, ma la Tunisia spesso nei Mondiali stupisce per solidità, compattezza e animo. Svezia e Giappone sono avvertite.

Calendario Girone F

GiornataPartitaData
Olanda vs Giappone14 giugno 2026
Svezia vs Tunisia14 giugno 2026
Olanda vs Svezia20 giugno 2026
Tunisia vs Giappone20 giugno 2026
Giappone vs Svezia25 giugno 2026
Tunisia vs Olanda25 giugno 2026