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Milan-Lazio: primi esami per la Serie A

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Intervistato sull’esito finale di Milan vs Lazio, il doppio ex Diego Fuser ha dichiarato, un po’ per piaggeria, un po’ per buon costume, di puntare sulla «tripla».

Come a dire: non c’è un risultato certo in questa sfida. Ci sentiamo di sottoscrivere il giudizio del centrocampista azzurro. Da una parte Pioli, dall’altra Sarri.

Due modi diversi ma non opposti di intendere il calcio, per entrambi improntato all’attacco e con la chiara intenzione, o manifesta volontà fate voi, di dominare l’avversario.

Questione di gol e precedenti

PARTITEV.MILANPAREGGIV.LAZIOGOL MILANGOL LAZIO
TOT SERIE A: 156675930247178
TOT. A MILANO: 7845231015575
MEDIA GOL1.581.14
La media gol totale nelle sfide tra Milan e Lazio è di 2.72 gol a partita

Come se già la sfida tra questi due maestri di tattica non bastasse a rendere succulento l’incontro, ci sono alcuni numeri a dir poco intriganti a testimoniare l’assoluto interesse del big-match domenicale – non solo per i tifosi delle due squadre ma per gli appassionati in generale.

Partiamo dai confronti. La Lazio è la squadra contro cui il Milan ha pareggiato più partite in Serie A nella sua storia (ben 59 a fronte delle 67 vittorie e delle 30 sconfitte). Tocchino ferro i tifosi rossoneri, ma a San Siro il Milan ha perso una sola volta – due anni fa, era la Lazio di Inzaghi lanciatissima per lo Scudetto – negli ultimi trent’anni.

Indovinate chi fu il marcatore? Quel Ciro Immobile al centro delle polemiche nazionali da giorni, che ha lasciato il ritiro degli azzurri per un problema muscolare – leggere pure ‘per arrivare al meglio contro il Milan’.

Attenzione al 17 e capitano biancoceleste, che quando vede il Diavolo lo diventa lui stesso: Immobile ha realizzato 7 reti in 13 sfide contro il Milan in Serie A. Sei di queste sono arrivate in otto partite disputate con la maglia della Lazio contro i rossoneri: oltre alla sua prima tripletta in biancoceleste nel settembre 2017, ha segnato in ognuna delle ultime tre sfide contro la squadra lombarda in campionato.

Ma i gol, che la squadra di Pioli ha dimostrato di saper fare senza troppi problemi a chiunque, il Milan li ha sempre segnati storicamente ai biancocelesti.

Per l’esattezza, sono 247 le reti segnate dal Milan alla Lazio; è la seconda squadra a cui i rossoneri hanno segnato più gol dopo la Fiorentina in testa (con 253).

A proposito di reti e attacchi da capogiro. Sappiamo bene che le squadre di Sarri hanno bisogno di un po’ di rodaggio prima di esprimersi al meglio, ma intanto l’inizio di stagione dei biancocelesti è stato dolcissimo. Nove gol fatti e due subiti. Le reti realizzate nei primi 270 minuti sono un record che potrebbe superare quello risalente al 1934/1935, quando appunto la Lazio segnò nove reti in tre partite.

Fattore Ibra e difese

Se in difesa la Lazio ha dimostrato di lasciare spazi succulenti tanto all’attacco empolese quanto a quello spezzino – i due gol concessi, curiosamente, sono arrivati entrambi al 3’ di gara, e subito pareggiati entrambi al 4’ –, il rientro di Ibrahimovic potrebbe essere una delle chiavi del match.

È lui infatti che, chiamando fuori dalla linea uno dei due difensori – se non entrambi, o comunque in aggiunta al difensore anche il centrocampista di turno –, creerà spazio alle spalle della difesa biancoceleste, già di suo non irreprensibile. C’è però a questo proposito un dato interessante. Se è vero che nessuna squadra ha subito meno tiri in porta del Milan in questo campionato (5, come l’Inter), subito dopo in classifica troviamo la Lazio con 6.

Certo, va anche valutato il livello delle avversarie. Come abbiamo detto, affrontando Empoli e Spezia l’attacco biancoceleste ha potuto sperimentare tutta la sua forza, prendere confidenza con le idee di Sarri e divertirsi fin da subito.

Il Milan di Pioli, una squadra già consolidata che conosce il lavoro del proprio allenatore a menadito, ha incontrato la Sampdoria a Genova – partita difficile risolta da uno squillo di Brahim Diaz – e il Cagliari in casa – demolendolo. Non parliamo dunque anche in questo caso di avversari impossibili da affrontare, ma neanche novellini. In entrambi i casi, sia Lazio che Milan, la terza giornata sarà il primo vero test della stagione – e il Milan è atteso dal ritorno in Champions in settimana, quindi attenzione anche al fattore psicologico.

Immobile atteso, Pellegri possibile sorpresa

Fattore che Sarri dovrà considerare con grande studio dei dettagli, e per almeno due dettagli. La sconfitta dello scorso anno, che tagliò praticamente le gambe al cammino Champions della Lazio col gol di Theo Hernandez a tempo scaduto, e lo stato mentale di Ciro Immobile che, tartassato dalla stampa nazionale, deve continuare a dimostrare più di quello che ha già ampiamente fatto vedere in queste stagioni.

I messaggi di incoraggiamento social di Luis Alberto e Acerbi, in questo senso, non sono casuali. Come i numeri, di nuovo. Nelle nove occasioni in cui Sarri ha incontrato i rossoneri, 5 volte ha vinto, 4 ha pareggiato e una sola volta ha perso.

Sul risultato finale, sembra comunque essere abbastanza sicuro Marco Parolo, l’ex laziale allenato anche da Pioli: «Pioli già con noi aveva dimostrato di essere un grande allenatore. Ora è tra i più preparati e sta facendo crescere bene il Milan. Qualche emozione la sentirò, ma ora guardo avanti e voglio proiettarmi solo sulla partita. Sarà una gara divertente: vedo favorito il Milan perché la squadra lavora già da due anni con Pioli, mentre Sarri è all’inizio, ma per la Lazio sarà un esame importante per vedere a che punto è il percorso col nuovo tecnico».

Per Sacchi, che ha sempre visto in Sarri il suo erede, la sfida è invece più equilibrata del previsto: «Ho visto due squadre che, per il modo di interpretare il calcio, sono più avanti delle altre: la Lazio di Sarri e il Milan di Pioli. La Lazio sta diventando un’orchestra dove tutti si muovono secondo lo spartito e seguendo il ritmo».

Chiudiamo infine l’analisi della partita con un’ultima interessante statistica. Per quanto l’attacco rossonero si dica presidiato da Zlatan Ibrahimovic, che ha recuperato dall’infortunio al ginocchio – al contrario di Giroud, fermo ai box causa covid –, un nome caldo pronto a spaccare il match è quello di Pietro Pellegri.

Pensate che l’attaccante ex Monaco ha segnato tutte le sue reti (3) in Serie A contro le romane: il giorno dell’addio di Totti a 16 anni e 72 giorni e una doppietta alla Lazio (16 anni e 184 giorni), entrambe in maglia Genoa.

Occhio al duello: Milinkovic-Savic vs Kessié

GIOCATOREPASS/PARTITACONTR/PARTITATIRI/PARTITAPASS CHIAVEDRIBBLING
FRANCK KESSIÈ53.91.41.30.81.2
S.MILINKOVIC-SAVIC54.11.821.30.9
I numeri della scorsa Serie A nel confronto tra Kessiè e Milinkovic-Savic

Il duello in cui, a nostro avviso, si potrebbe decidere moltissimo dell’incontro, è quello tra Kessié e Milinkovic-Savic. Non solo per l’immensa qualità dei due interpreti, entrambi muscolari e tecnici, temperamentali e fantasiosi (specie il serbo), ma in primo luogo per la loro specularità. Tecnica e insieme tattica.

La Lazio schiera un 4-3-3 tipicamente sarriano, in cui gli esterni alti – presumibilmente Pedro e Felipe Anderson, ma occhio alla sorpresa Zaccagni – hanno il compito di tornare in difesa in fase di non possesso – vedasi il salvataggio quasi sulla linea di Felipe contro l’Empoli a 10’ dalla fine.

Il Milan si schiera con un 4-2-3-1 in cui grande responsabilità è affidata invece ai terzini, che partecipano alla manovra – specie Theo Hernandez – come fossero ali aggiuntive, e al trequartista, che ha il compito di legare il gioco tra centrocampo e attacco. Nella Lazio il trequartista non c’è, anche se Luis Alberto, specie contro lo Spezia, è sembrato ricoprire un ruolo più simile a quello di Brahim che a quello che copriva l’ex Liverpool con Inzaghi (nei 3).

Il punto è che Kessié e Milinkovic si troveranno giocoforza l’uno contro l’altro. Ma il punto è soprattutto che nessun centrocampista in Serie A ha la forza di Milinkovic, solo Kessié regge il confronto.

Lo scorso anno l’ivoriano fu tra i migliori in campo e se non oscurò Milinkovic poco ci mancava. Sarri si aspetta moltissimo dal serbo, perché dalle sue spallate e dalla sua potenza passano anche gli spazi aperti per Luis Alberto e i due esterni (o i due terzini; Lazzari potrebbe recuperare ma anche con Marusic il duello con Theo Hernandez sarebbe succulento).

È in definitiva qui, tra Kessié e Sergej, che si gioca la partita. E forse per il Milan è un bene, perché le prime due reti di Franck in Serie A sono arrivate proprio contro la Lazio nell’agosto del 2016 con la maglia dell’Atalanta (partita d’esordio finita 3-4 per la Lazio).

Nelle sei sfide successive giocate con la maglia del Milan contro la Lazio, Kessié ha segnato una sola volta. Contro il Milan, Milinkovic non ha invece mai segnato.

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