Alla fine il verdetto è arrivato, e non è di quelli che si archiviano in fretta. Martedì 29 settembre la Premier League ha pubblicato la decisione della commissione indipendente: il Manchester City è responsabile di 114 accuse su 115. Tutte e 80 quelle sulle regole finanziarie tra il 2009/10 e il 2017/18, più 34 delle 35 sulla mancata collaborazione con l’indagine.
Il “disguised funding scheme” al centro della sentenza
Al centro della sentenza c’è quello che i giudici chiamano “disguised funding scheme”: contratti commerciali di facciata, con gli sponsor di Abu Dhabi che pagavano solo una quota e il resto coperto dalla proprietà. Su quasi 950 milioni di sterline dichiarati a bilancio, 119 sarebbero arrivati dagli sponsor e circa 830 dall’ADUG, la società che controllava il club. In tutto, per la Lega, ricavi gonfiati e costi ridotti per oltre 900 milioni.
Il ricorso: tempi e possibili sbocchi
Ma non è finita. Il City ha tempo fino a venerdì 2 ottobre per presentare ricorso e ha già annunciato che lo farà, parlando di errori di diritto, di principio e di fatto. A decidere sarà un collegio di tre membri scelti da Sir Gary Hickinbottom, presidente del panel giudiziario della Premier: non rifarà il processo, rivedrà la sentenza. Il TAS qui non c’entra, il regolamento non lo prevede. Il limite è di dodici settimane dal deposito, quindi si dovrebbe chiudere prima di Natale, e quella decisione sarà definitiva. Sul piano interno, almeno. Secondo la stampa britannica il club potrebbe anche rivolgersi all’Alta Corte di Londra per contestare la correttezza del procedimento, ma per ora è solo uno scenario.
Sanzioni: cosa rischia davvero il club
Poi c’è il capitolo sanzioni, quello che interessa davvero a tutti. Non sono state ancora stabilite: le deciderà la stessa commissione in un’udienza separata e riservata. Sul tavolo c’è di tutto, dalla multa alla penalizzazione fino all’espulsione dal campionato, mentre la revoca dei titoli resta per ora un’ipotesi teorica. I precedenti aiutano poco: l’Everton è finito a sei punti in meno (erano dieci, poi ridotti), il Nottingham Forest a quattro. Qui si parla di un’altra scala. Kieran Maguire, esperto di finanza calcistica, ha parlato di 40-60 punti, e con numeri così la retrocessione smette di essere un’ipotesi da bar.
Il nodo del calendario e le richieste dei rivali
C’è poi un nodo di calendario: se le sanzioni arrivassero prima dell’appello, il City potrebbe retrocedere e poi vedersi ribaltare il verdetto. Se arrivassero dopo, terrebbe i punti quest’anno, a scapito di chi lotta per Europa o salvezza. E i rivali? Almeno quattro club hanno già depositato richieste cautelari per tutelarsi su possibili risarcimenti.
Guardiola, Maresca e il dopo
E Guardiola? Non è più lui l’uomo al centro della scena, anche se il suo nome pesa ancora. Ha lasciato in estate dopo più di dieci anni e venti trofei, in panchina adesso c’è Enzo Maresca e la squadra comanda la classifica. Mercoledì ha scritto: “I am behind my club”, nominando proprietà, presidente, Soriano, giocatori, staff e tifosi. Intanto anche Etihad Airways sta valutando azioni legali contro la Premier. Comunque finisca, questa storia cambierà il modo in cui il calcio inglese guarda ai proprietari statali e ai controlli sugli spo

