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Dea, ci sei solo tu. E solo tu devi portare l’Italia avanti, il più possibile. Sembrava impossibile da immaginare, ma la Champions di quest’anno è andata esattamente così: da una parte tutta sua. E ha visto l’Inter crollare con il Bodo, la Juve sfiorare la rimonta contro il Galatasaray, il Napoli addirittura finire fuori dalla top 24 della classifica. Incredibile. Eppure vero.

Il coraggio dell’Atalanta però è stato premiato contro il Borussia Dortmund, un ritorno pauroso di una prima partita da dimenticare. Adesso sono meritatamente agli ottavi di finale e hanno trovato un ostacolo incredibile come il Bayern Monaco. Però, ecco, quell’incoscienza potrebbero averla messa da parte. E volare veloci, via verso un’altra notte indimenticabile.

Chi gioca e chi no

Intanto, le assenze. Palladino non avrà a disposizione Scalvini, sia infortunato che squalificato. Poi restano out Ederson, De Ketelaere e Raspadori: bruttissime botte. Per questo motivo tocca aspettarsi una formazione leggermente più abbottonata rispetto alle ultime. Davanti a Carnesecchi, spazio a Djimsiti, Hien e Kolasinac; Zappacosta e Bernasconi correranno sugli esterni, con De Roon e Pasalic centrali di centrocampo. A ridosso delle punte, Samardzic e Zalewski, davanti Scamacca, che è pure reduce da una doppietta importante.

Per quanto riguarda il Bayern, Kompany non avrà il capitano Neuer (strappo al polpaccio), e lo sostituirà con Urbig. L’altro dubbio invece riguarda Kane: non è al meglio, nel caso ci sarebbe Nicolas Jackson. Davanti a Urbig, allora, spazio a una difesa a 4 con Laimer e Guerreiro sulle fasce, Upamecano e Tah centrali. Pavlovic e Kimmich centrali più Musiala avanzato, mentre Olise e Diaz andranno a comporre il tridente offensivo proprio con Kane.

L’Atalanta ha davvero chance?

Il punto è esattamente questo qui: quante chance possa avere davvero l’Atalanta. La Dea sa benissimo che, se riesce a mettere la partita sui suoi binari, a quel punto può fare la differenza. Impossibile però che non conceda, e che soprattutto il Bayern non ne approfitti: sono entrambe una macchina da gol, ma i cecchini sono i bavaresi, che in campionato viaggiano a 92 gol fatti in 25 partite, appena 24 subiti. Differenza reti? 68. Che dire…

Harry Kane resta il principale pericolo: solamente in questa Bundes ha totalizzato 30 reti, mentre Diaz è tornato ai livelli del suo primo anno a Liverpool, con gol e assist, un’iniezione di qualità che ha reso la macchina di Kompany pressoché perfetta.

Il Bayern dei marziani

Ecco, l’altro punto è invece questo: il Bayern ha tutte le carte in regola per passeggiare sull’Atalanta. Se la Dea dovesse metterla sul piano fisico, hanno gli uomini per pareggiare l’intensità; se dovesse invece giocare di rimessa, hanno gli elementi per aggirare pressing o blocco basso, a seconda delle necessità. Non ci si può fidare degli uomini di Kompany. Perché sono forti. Tutti.

Certo, tra avere e non avere Neuer c’è differenza. Come tra avere e non avere Kane. In questi casi, la partita può cambiare e può cambiare pure il grado di fiducia percepito dagli uomini di Palladino, che se la giocherà pure senza grossi aiuti offensivi. Ma da Nico Jackson a Gnabry, da Olise a Diaz, il talento del giovanissimo Karl, di Musiala, e Pavlovic: i marziano sono gli altri.

Dove si gioca la partita

La partita si può giocare però sul tema dell’intensità. Il Bayern passeggia in Bundesliga e ha dei cali di concentrazione. Non sempre, anzi: poco spesso. Però capita quando magari si tende a sottovalutare l’avversario, un po’ quel che ha fatto il Borussia Dortmund, consapevole di avere un super vantaggio all’andata dei playoff. Nella doppia sfida, guai a dare la Dea per battuta. E hanno tradizione europea. Ormai ereditata.

Sarà una bella prova anche per alcuni dei ragazzi nerazzurri: Carnesecchi è chiamato a un palcoscenico internazionale, può diventare tra i migliori portieri d’Europa; Bernasconi si sta affacciando a un mondo che gli compete. E Scamacca aspetta sempre la consacrazione.