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Hachim Mastour: da nuovo fenomeno del Milan ad eterno flop

Si scrive Hachim Mastour e si legge giocatore dai mille rimpianti.

Una storia incredibile e che lascia davvero l’amaro in bocca, quella di Hachim Mastour: un talento raro e bellissimo, ma inespresso come pochi. A 14 anni il Milan punta su di lui e dopo pochi mesi di apprendistato si aggrega alla prima squadra. Ma da quel momento il giocatore non si vedrà più in campo: da un prestito all’altro, passando come una meteora da Olanda, Spagna e Grecia, fino ad essere svincolato dai rossoneri.

Nelle ultime due stagioni ci ha provato la Reggina ha dare una seconda chance al marocchino, ma nemmeno l’aria dello “Stretto” ha sorriso a quello che per tutti era il nuovo fenomeno del calcio. E dopo un altro prestito al Carpi in C, anche la società calabrese ha dato il ben servito ad Hachim pochi giorni fa.

E pensare che a 23 anni sembra già aver vissuto, almeno tre o quattro vite. Ripercorriamo le tappe della sua ascesa ipotetica e poi il suo crollo totale. Un mistero fitto come la nebbia di novembre nel canale della Manica.

Dalla Reggiana al Milan: inizia il sogno di Hachim

Nel 2012 un nome su tutti affolla i taccuini degli osservatori di mezzo mondo, per quanto concerne il calcio giovanile. Stiamo parlando di Hachim Mastour, classe 1998, allora 14enne e già considerato il nuovo fenomeno del calcio italiano. Gioca nella Reggiana di Reggio Emilia, perché il destino ha voluto farlo nascere li, dopo che la famiglia dal Marocco si era trasferita ad inizi anni ’90 nel nostro Paese.

Cresce con un pallone fra i piedi e un pezzo di pizza in mano, visto che il padre ha appreso i segreti dai migliori piazzaioli dello stivale e con ottimi risultati ha aperto una pizzeria nella città emiliana. Hachim fin da subito e nonostante un fisico molto esile, dimostra una tecnica fuori dal comune: unità a velocità e visione di gioco che raramente si riscontrano in un giocatore di quell’età.

Il 2012 è davvero l’anno della svolta per Mastour le cui prodezze con il pallone, dentro e fuori dal campo, hanno già invaso il web. Così per le società più importanti del Vecchio Continente è impossibile non spedire qualche osservatore a seguire questo ragazzino che è già nel giro delle nazionali giovanili italiane, anche se in cuor suo sogna un giorno di vestire la maglia del Marocco.

Si apre un’asta senza precedenti per il prodigio di Reggio Emilia, con Juventus, Inter e Barcellona in prima fila. C’è anche il Manchester United: la voce è arrivata persino a Sir Alex Ferguson che si appresta al suo ultimo giro di tango sulla panchina dei diavoli rossi e vuol quindi lasciare in eredità l’ultimo regalo al club di Old Trafford.

Ma alla fine, quasi a sorpresa, la spunta il Milan. Adriano Galliani si espone in prima persona e su imbeccata di Mino Raiola, piazza il blitz che beffa tutte le altre squadre. Firma in gran segreto e Hachim Mastour il 28 ottobre 2012 è un nuovo giocatore delle giovanili rossonere. A 14 anni, teoricamente dovrebbe giocare con i giovanissimi nazionali, ma uno così va subito promosso quanto meno negli Allievi Nazionali e poco importa se gli altri hanno due anni in più. Mastour può colmare il gap anagrafico con le sue giocate.

Tra allievi e prima squadra

In poche ore Hachim Mastour si trova da indossare la mitica maglia della Reggiana, a quella gloriosa e più pesante del Milan. L’avvio è semplicemente devastante: gol, assist, giocate sontuose e cose mai viste. Al Milan si sfregano le mani e tutti sono convinti che i rossoneri abbiano piazzato il colpo della vita.

Il suo rendimento nel campionato Allievi lo catapulta anche nelle nazionali giovanili. Si divide tra Under 15 e Under 16. Per lui non fa differenza e per tante altre squadre, cresce il rimpianto di non averlo preso. In molti ammetteranno di averlo scartato solo per il fisico esile, ma dalle parti di Milanello sono convinti che una volta completata la crescita, il lavoro dei preparatori atletici può fare la differenza.

Intanto il club lo protegge come può dall’assalto mediatico: troppa luce non fa bene in questi casi e preservare un diamante del genere è obbligatorio. Per quasi un anno il nome di Hachim vive dietro le quinte del club meneghino, come se nessuno dovesse più ficcare il naso nella crescita del giocatore.

L’estate del 2014 è quella che lo riporta alla ribalta e sembra essere il vero salto di qualità per Mastour che a soli 16 anni si trova aggregato alla prima squadra e prende parte al ritiro estivo, sotto la guida di Filippo Inzaghi. Nonostante i buoni propositi della società, le cose al Milan non vanno per il meglio in quella stagione: la squadra stenta e dopo aver mancato di tantissimo la qualificazione all’Europa, a fine stagione le strade di Inzaghi e i rossoneri si dividono.

Hachim è sempre rimasto in panchina, quando non in tribuna. In molti pensano che non sia stato gettato nella mischia, solo per evitare che anche lui venisse travolto dai pessimi risultati della squadra, mentre qualcuno parla di un giocatore non ancora pronto per un palcoscenico così importante. E probabilmente questi ultimi sembrano aver ragione, visto che pochi mesi dopo il Milan lo manda in prestito al Malaga. Lontano dai media italiani e in un campionato importante come quello della Liga spagnola.

L’inizio della fine

Quello che all’apparenza poteva sembrare una sorta di apprendistato per Hachim Mastour, per poi tornare alla base, si rivela invece l’appendice della sua lenta, ma costante discesa nell’anonimato.

L’avventura a Malaga inizia male, per colpa di un dirigente della società spagnola che commette un errore nel tesseramento del giocatore. Il debutto di Hachim a causa di questa grave svista e rimandato da settembre a gennaio, ovvero quando si riaprono le liste.

Il giocatore in quei mesi di “esilio” si allena con il Malaga, ma appare triste, spaesato e forse anche poco incline ad allenarsi come dovrebbe fare un professionista. Il Milan però non molla e spinge il giocatore a restare in Spagna per giocarsi le sue carte. Arriva finalmente gennaio, il problema del tesseramento è risolto, con Mastour che finalmente può giocare in Liga.

Sta di fatto che il gioiello di Reggio Emilia mette assieme una sola presenza fino al termine della stagione. Un mistero che inizia a prendere forma, mentre l’unica gioia arriva dalla nazionale marocchina. Come abbiamo detto in precedenza, il giocatore ha vestito la maglia azzurra a livello giovanile, ma davanti al richiamo della selezione del paese della sua famiglia non ci pensa due volte a coronare il sogno. Diventa il più giovane di sempre ad esordire con la nazionale maggiore del Marocco a 16 anni e 362 giorni.

Insomma pur in mezzo a tanto buio, sembra esserci una luce in fondo al tunnel. Per questo motivo il Milan cambia destinazione per il secondo prestito e lo manda in Olanda: meno pressione, più abituati ai giovani a quelle latitudini e un ambiente non eccessivamente grande che possa farlo sentire a casa. Insomma lo Zwolle diventa la nuova squadra di Hachim Mastour.

Il rendimento però, anche nella stagione 2016-2017, è a dir poco sotto le attese. Appena 5 presenze e il giocatore torna al Milan. Questa volta il club rossonero cambia strategia e complice un Montella in panchina abituato a lavorare con i giovani, Hachim non solo resta per la preparazione estiva, ma fa anche parte della rosa per il 2017-2018.

Sembra la svolta, ma è l’ennesima illusione. Il Milan va male, Montella affonda a novembre e Gattuso una volta in sella alla squadra non può rischiare esperimenti azzardati: così Hachim resta fino a giugno ai margini della squadra e certi suoi atteggiamenti troppo “social” non sono per nulla graditi da Ringhio. Da un 19enne ci si attende ben altro.

Il 30 giugno 2018, appena 6 anni dopo averlo messo sotto contratto, il Milan non rinnova il contratto a quello che un tempo era considerato il nuovo fenomeno del calcio Mondiale.

Hachim Mastour dall’1 luglio 2018 è clamorosamente senza squadra.

Grecia, Reggio e Carpi: senza lasciare traccia

La seconda vita di Hachim Mastour ha i colori e i profumi della Grecia. Li dove la storia è nata, l’ex talento rossonero, prova a riscrivere la sua di storia.

Il capitolo prende il nome del Lamia, club non certo di prima fascia fra quelli ellenici. Mastour debutta contro il Panaitōlikos, entrando nel finale. Al 99′, dopo un maxi recupero, si guadagna il calcio di rigore che può valere il 2-2. Calcia lo stesso Hachim, ma il portiere respinge. Per sua fortuna un compagno si avventa sulla sfera ancora in gioco e firma il pareggio.

Debutto in agro-dolce per lui, ma sarà l’unico sussulto di una stagione che lo vede scendere in campo complessivamente solo 4 volte. Non solo, ma il 12 marzo 2019, con ancora due mesi di campionato davanti, il Club greco rescinde il contratto, con Mastour che torna mestamente in Italia.

Per sei mesi di lui si perdono le tracce, fino a quando la Reggina nel settembre del 2019 lo fa allenare per qualche settimana con la prima squadra e poi lo mette sotto contratto il 18 ottobre. Il talento c’è, la condizione pure, dunque non resta che ripartire dalla terza serie italiana per questo gioiello che pare passato di moda.

Anche al Granillo le cose per Hachim non vanno nel migliore dei modi. La squadra vince il campionato e ritrova la Serie B dopo diverse stagioni, ma Mastour si vede poco. Nonostante il basso minutaggio, viene confermato anche per il campionato di Serie B 2020-21. L’ex Milan fa in tempo a mettere assieme alcune apparizioni e dopo 10 presenze complessive in 14 mesi, la Reggina a gennaio 2021 lo manda in prestito al Carpi in Serie C.

Hachim torna nella sua terra a giocare, li dove era sbocciato e nemmeno troppo lontano da Reggio Emilia. 10 le presenze in cinque mesi, con una rete segnata. Non bastano per convincere la Reggina che lo scorso 30 giugno ha lasciato libero l’ex bambino prodigio che aveva fatto innamorare mezza europa, ancor prima di avere l’età minima per guidare il motorino.

Cosi mentre la nuova stagione si avvicina, Hachim Mastour è di nuovo senza squadra.

Un crollo quasi inspiegabile, per uno che aveva e che ha ancora un talento cristallino. Il quale però, si è bruciato troppo presto.

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