Una al termine. E tanto in bilico. Dalla salvezza alla Champions League. Dalla gloria dei milioni europei alla capacità di restare aggrappati a un sogno chiamato Serie A. Oh, poi quei 90 minuti non saranno così epici come ce li aspettiamo. Cioè: avranno il loro ben da fare e farsi, diventeranno esattamente le complicazioni e le soluzioni che le squadre sono praticamente pronte ad affrontare.
E per far capire esattamente la portata di eventuali shock, che siano essi positivi o negativi, basterebbe davvero dare uno sguardo alla scorsa giornata. Iniziata con la Juve al terzo posto e finita con la Juve al sesto posto. La Roma era fuori da tutto e adesso è a un passo dalla Champions. Sogna pure il Como. Dietro Lecce e Cremonese se le daranno.
1) Grazie Gasp, grazie Roma
Bisogna partire dal derby, dalla partita più lineare della stagione. I giallorossi non hanno fallito l’appuntamento con i tre punti più importanti della stagione: 2-0 alla Lazio e quarto posto agganciato. Gasp sta riuscendo a fare qualcosa che in pochi, nemmeno Mourinho, erano stati in grado di fare.
Doppietta di Mancini e futuro quasi assicurato, con tanto di sorpasso alla Juve, che praticamente s’affiderà adesso alle mancanze altrui. Guai ad aspettarsele però dalla Roma: questa squadra, proprio dopo essere inciampata a un passo dal finale, ha saputo portarsi all’altezza delle ambizioni. Eliminando un bel po’ di equivoci…
2) L’ultimo Conte
Più che la vittoria con il Pisa, a Napoli hanno fatto rumore le dichiarazioni di Antonio Conte. Il tecnico ha sostanzialmente confermato che andrà via e che si mette sul mercato, con la speranza di salire sul treno della Nazionale, in attesa anche lì di capire da chi sarà guidato. Probabilmente Malagò.
Il tecnico leccese lascia dopo uno scudetto e una Supercoppa in due anni. Gli era stato chiesto di tenere il Napoli alla stessa altezza di quello di Spalletti, ha risposto con numeri e campo, aumentando la qualità media della squadra e racimolando un gruppo finito decimo un anno prima e trasformandolo in una macchina da vittorie. Chapeau, per l’ennesima volta.
3) La Cremonese e il Lecce non mollano
Chi l’avrebbe detto: è stata una giornata interlocutoria persino per la lotta salvezza. Sia la Cremonese che il Lecce hanno vinto in trasferta: i lombardi contro l’Udinese, i salentini in casa del Sassuolo. Tre punti preziosissimi soprattutto per i pugliesi, che si tengono adesso a un punto e che hanno il destino in mano.
Il Lecce di Di Francesco ora affronterà il Genoa a Via del Mare, mentre la Cremo ha il Como, sempre in casa. Mentre si gioca la Champions, alle 20.45 di domenica ci sarà spazio pure per il loro personalissimo scontro. In bocca al lupo.
4) Allegri ingiudicabile
Si sta per chiudere pure la stagione del Milan, che la vittoria contro il Genoa di De Rossi ha messo tutto sommato in discesa. Come giudicare, allora, Max Allegri? Come volete. Nel senso: i detrattori parleranno di un anno sostanzialmente sprecato, senza l’impegno delle coppe e con una squadra potenzialmente da titolo.
Chi invece vorrà difenderlo, ecco, parlerà delle lacune della rosa e di una corrente forte non esattamente a favore del tecnico. Alla fine c’è il risultato, sia chiaro. Allegri li ha riportati in Champions. Faticando. Sudando. Però riuscendoci. Facciamo un giusto mezzo?
5) Chiosa juventina
Luciano Spalletti ha rimandato a John Elkann tutte le decisioni sul futuro. Ci sta: è il capo. Ma il fatto che abbia detto di voler parlare con la proprietà, ecco, non è un buon segno per chi sta sopra di lui. Si decide anche lì, il futuro della Juventus, che crolla in casa con la Fiorentina ed è pronta al passo d’addio per la prossima Champions League.
Cosa ne sarà, della Signora? Probabilmente lo capiremo tra un paio di bilanci, ma anche dalle scelte di mercato di questa stagione. L’ultima volta senza Champions, ecco, arrivò il solo Weah e un anno dopo si erano cancellate tutte le velleità da scudetto. Comunque, addio ai ribaltoni attesi.


