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Cosa ci aspettiamo dal quarto di finale più atteso del Mondiale.

Qualcuno, scherzando, ha detto che, vada come vada, il peggior luogo per passare la notte il 9 di luglio è certamente Parigi: se vince la Francia, è (ancora) semifinale e festa grande. Se vince il Marocco, è (ancora!) semifinale e festa grandissima, anche per le strade parigine – così densamente popolate di tifosi marocchini.

I legami tra queste due Nazioni sono infatti profondissimi e affondano le loro radici nella storia del mondo. Il Mondiale, in questo senso, non fa che riproporre, in salsa sportiva certo, antiche rivalità, irrisolte frizioni, ma anche fratellanza, gioia e giubilo.

Quando si gioca e dove vederla

  • Francia-Marocco, quarto di finale Mondiali 2026, si gioca alle ore 22 ore italiane.
  • Si gioca al Boston Stadium.
  • L’incontro sarà trasmesso in diretta su DAZN, che detiene i diritti di tutte le 104 partite della competizione. La gara sarà visibile tramite l’app di DAZN su smart TV oppure in streaming da PC, smartphone e tablet.
  • Arbitra l’argentino Tello.

Il Marocco: ma quale favola!

Se per la Francia i termini appena usati sono ormai abitudinari, quando si tratta di competizioni iridate e continentali, il discorso vale molto meno per il Marocco. Attenzione, però, a rappresentare questa squadra con tutta quella insopportabile retorica della «favola», del «miracolo». Tutto al contrario, la selezione marocchina ormai è una squadra credibilissima, già semifinalista ai mondiali qatarioti di quattro anni fa, nonché vincitrice in carica della Coppa d’Africa – vinta a tavolino.

È una squadra, soprattutto, dove molti calciatori sono magari nati e cresciuti su suolo europeo (vedi Bouaddi, talento classe 2007 che ha giocato con la Francia fino alla Nazionale maggiore, o Brahim Diaz, spagnolo di nascita) hanno scelto di seguire le proprie radici nordafricane, ed è un fenomeno in costante crescita. L’asset europeo, insomma, si è indebolito, rafforzando indirettamente quello africano – ma non solo. Quando parliamo di Marocco, oggi, non possiamo non considerare questo fattore. Il talento ce lo hanno anche loro, ed è pure splendente.

Tra questi, non sarà parte del match, purtroppo, Saibari – neoattaccante del Bayern Monaco, peraltro – infortunatosi nell’ultimo incontro vinto 3-0 contro uno dei Paesi ospitanti il Canada. In questa partita il Marocco ha mostrato una solidità incredibile, e una capacità di andare in gol non indifferente. Armi che torneranno utili anche contro la Francia, squadra abituata ad attaccare ma meno a difendere. Almeno fino a questo Mondiale, però.

La crescita della Francia è collettiva

Dopo la rete segnata contro la Svezia, con una serpentina nello stretto clamorosa e un destro chirurgico sul secondo palo, Kylian Mbappe è corso da Deschamps, che in settimana aveva perso la madre. Il gesto, dai forti connotati emotivi, significa pure molto a livello sportivo: il gruppo ha visto in Didier quel leader in grado di unire la miriade di fuoriclasse di cui si compone la selezione francese per trasformare la somma in unità – un’unità solidale e compatta, pronta a dare tutto nei momenti difficili e in quelli più felici.

Presentare la tattica francese in questo senso sembra facile, ma non lo è. Direte voi: con tutti quei campioni, Dembele, Olise, Douè, Thuram, Mbappe, Barcola, solo in attacco, che bisogno c’è di inventarsi qualcosa a livello tattico? Nessuno, ma il punto è proprio questo: ognuno fa qualcosa per il compagno, e anche Mbappe non disdegna una rincorsa all’indietro se si tratta di portare a casa il risultato.

La vera novità della Francia, che abbiamo or ora accennato, si traduce in termini di compattezza difensiva, da sempre il tallone d’Achille di una squadra altrimenti ingiocabile – che ora lo sembra davvero, però. La Francia attende, recupera e riparte. Aspetta, contrattacca, ma sa pure palleggiare nell’area di rigore avversaria sapendo punire quando c’è da farlo, con grande pazienza – vedi il match contro il Paraguay, dove la selezione di Deschamps ha mostrato pure di avere grandi attributi a livello caratteriale e psicologico.

Solo per fornire qualche numero difensivo: la Francia finora ha vinto tutte e cinque le partite disputate al Mondiale. Il dato offensivo è impressionante: 14 gol fatti. Ma ce ne è un altro che merita di essere sottolineato: la fase difensiva, con appena 3 gol subiti. Deschamps insomma ha aggiustato definitivamente una squadra che già poteva andare da sola. Ora, sembra quasi impossibile da fermare.