nazionale serie b

Quando la nazionale italiana apre le porte ai giocatori di Serie B

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su email
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email

4 volte campioni del Mondo, 2 volte campioni D’Europa, un titolo Olimpico e una sfilza di finali raggiunte e perse.

Insomma la nazionale italiana di calcio è da sempre una delle più blasonate e temute al mondo. Il fresco successo continentale di Euro2020 ci ha riconsegnato un trofeo che mancava da 53 anni.

Ma oggi, non siamo qui solo per esaltare i numeri e le coppe in bacheca, ma per parlare di un fatto che può apparire strano a prima vista, ma che invece non è poi così inusuale nel nostro calcio.

L’oggetto in questione concerne le convocazioni in maglia azzurra dei giocatori che militano in Serie B. Un’usanza consolidata nel tempo e in qualche caso resa necessaria dalla presenza di top club nel campionato cadetto.

Ripercorriamo la storia, passo per passo.

In principio fu Chinaglia

Dici Giorgio Chinaglia e pensi allo scudetto vinto con la Lazio. In riva al Tevere e con la maglia biancoceleste Long John vivrà i suoi anni più belli. Nel 1972 milita con i capitolini in Serie B e butta giù letteralmente le porte a suon di gol. Sono 8 in pochissime giornate e in quegli anni il campionato cadetto non è solo una palestra che allena i giocatori in vista del salto di categoria, ma è una sorta di A2 per la qualità espressa.

Insomma i suoi gol non cadono nell’anonimato e soprattutto stuzzicano lo sguardo di Ferruccio Valcareggi, in quel momento CT della nazionale. Con Gigi Riva ormai sul viale del tramonto, il tecnico dell’Italia rivede in Chinaglia il possibile erede. Per fisico, stazza, cattiveria sotto porta e per tante altre cose.

La gara amichevole contro la Bulgaria diventa il trampolino di lancio per l’attaccante laziale che diventa così il primo giocatore di Serie B, in epoca moderna, a vestire la casacca della nazionale maggiore. E non sarà l’unica apparizione, visto che le sue reti contribuiscono al ritorno in Serie A della Lazio e poi al primo titolo di campione d’Italia.

Collovati e Baresi

Per assistere ad un bis ci vogliono 8 anni. E sarà un doppio bis di due giocatori del Milan. Il diavolo nell’estate del 1980 viene retrocesso per illecito. Serie B per la prima volta in casa rossonera, ma questo non spaventa il CT Bearzot.

Il “Vecio” non pensa solo a modellare l’ossatura di una nazionale che ha ben figurato nel mondiale argentino del ’78 e nel campionato europeo di casa del 1980, ma punta anche ad inserire nuovi elementi giovani per avere ricambi all’altezza della situazione.

Insomma se da una parte si sta seminando per la conquista del mondiale spagnolo del 1982, dall’altra Bearzot coglie l’occasione al volo di chiamare in nazionale Collovati e Baresi. Poco importa se i due difensori del Milan giocheranno a Campobasso o Cava dei Tirreni, invece che all’Olimpico o al Comunale. Loro in B ci sono finiti per colpa di altri e non per demeriti propri.

La coppia rossonera sarà convocata puntualmente nella stagione 1980-81, mentre con il club stanno dominando il campionato cadetto. E lo stesso accadrà nell’estate del 1982. Il Milan a maggio del 1982 retrocede sul campo e per demeriti propri in B.

Cambia poco per il Vecio che chiama entrambi per la spedizione spagnola. Ci crede nei giovani di belle speranze Bearzot, tanto è vero che all’ultimo minuto porta pure un fresco maggiorenne come Beppe Bergomi protagonista nell’Inter a soli 18 anni.

Collovati giocherà alcune gare prima di farsi male e il suo posto sarà preso da Bergomi. Franco Baresi non giocherà nemmeno un minuto di quel Mondiale, ma si fregia a sua volta del titolo mondiale.

Sempre in quella estate del 1982, Collovati passerà all’Inter, con Baresi che per la seconda volta scende negli inferi della B con il suo Milan. Come sempre Bearzot continuerà a convocarlo.

Da Big Mac al gruppo Juventus

Dai primi anni ’80 si passa al nuovo millennio. In realtà ci sarebbe nel mezzo la convocazione di Carnasciali nel 1993, con la Fiorentina appena retrocessa, ma il giocatore sarà costretto a dare forfait per infortunio.

Il 2002 vede Giovanni Trapattoni sedere sulla panchina azzurra, quando la nazionale è attesa da un’amichevole contro l’Inghilterra. Sarà doppia spedizione con l’Under 21 di Claudio Gentile che gioca al martedì contro i pari età inglesi.

Il martedì sera, nella rifinitura del match, Trapattoni già in emergenza in attacco perde anche Vieri e così chiama immediatamente Gentile chiedendo al collega di non far giocare Massimo Maccarone.

Big Mac è la punta titolare degli azzurrini in quegli anni e dopo essere cresciuto nel Milan, indossa la maglia dell’Empoli in B, dove segna a dismisura. Gentile accontenta il Trap e il giorno seguente Maccarone raggiunge Leeds, dove la squadra giocherà contro i padroni di casa.

Entra nella ripresa tra lo scherno del pubblico a causa della storpiatura del suo cognome da parte dello speaker, il quale trasforma Maccarone in Maccherone.

Risate che svaniscono poco dopo, quando sul punteggio di 1-1, Maccarone viene steso in aerea e il rigore procurato è trasformato nel 2-1 finale di Montella. In fondo devono mangiarne ancora tanta di pastasciutta gli inglesi…

Quattro anni dopo è il turno del gruppo Juventus. L’estate del 2006 vede da una parte il quarto trionfo mondiale della nazionale e dall’altra lo scandalo di calciopoli che obbliga la Juventus alla Serie B.

Il neo Ct Donadoni però non vuol rinunciare a giocatori del calibro di Del Piero e Buffon. Troppo importanti per la squadra e gli equilibri dello spogliatoio.

A loro si aggiungono anche il già presente Camoranesi e la nuova stella della difesa bianconera Giorgio Chiellini. Per un’intera stagione passeranno da affrontare Rimini e Crotone in cadetteria, a sfidare Scozia e altre nazionali nelle qualificazioni al campionato Europeo 2008.

Saranno il gruppo più numeroso di sempre a giocare con la maglia dell’Italia, nonostante la militanza in B.

Ogbonna e Tonali

Gli ultimi due giocatori a vestire la maglia della Nazionale, pur militando nel campionato di B, sono Angelo Ogbonna e Sandro Tonali. L’attuale difensore del West Ham, nel 2012 gioca nel Torino nel campionato cadetto, ma attira le attenzione del CT Prandelli che lo porta nella nazionale maggiore.

Il centrocampista del Milan invece nel 2018-19 sta giocando nel campionato di Serie B con il Brescia. In molti lo considerano già l’erede di Pirlo, tanto da ottenere subito la convocazione in Under 21. Le giocate del centrocampista non passano inosservate a Roberto Mancini, il quale ha appena raccolto le macerie di una nazionale azzurra che ha fallito la qualificazione al Mondiale Russo, a distanza di 60 anni dall’ultima volta.

Nel nuovo corso del Mancio i giovani sono al centro del progetto e così al termine della stagione 2018-19, Sandro Tonali viene chiamato ad affrontare la Finlandia con la maglia della nazionale maggiore.

L’ultimo, di una serie numerosa di elementi, che pur militando in cadetteria sono pronti a difendere i colori dell’Italia.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su email
Email
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email