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Le avversarie dell’Atalanta in Champions

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L’urna di Istanbul ha riservato per l’Atalanta un posto nel Gruppo F di Champions League, con un sorteggio che può essere definito anche piuttosto positivo.

Gli avversari dei bergamaschi infatti sono sicuramente ostici, ma partendo dalla terza fascia le insidie potevano essere anche molto più complicate. Dalla teste di serie è venuto fuori il Villareal, probabilmente una delle più abbordabili (certo più di City, Bayern, Chelsea o Atletico), mentre dalla seconda fascia è arrivata la pallina del Manchester United (tosta, ma evitando comunque PSG, Liverpool, Real e Barcellona).

Chiude il quartetto la squadra svizzera dello Young Boys. Benino insomma, anche se le difficoltà come detto sono notevoli. Scopriamo insieme cosa aspetta i ragazzi di Gasperini, nell’analisi delle tre avversarie del Gruppo.

Il Villareal

Non è andata male come detto per quanto riguarda le avversarie tra le teste di serie, schivando per fortuna tutte le big inserite pescando il Villareal. Occhio però a sottovalutare gli spagnoli, che la scorsa stagione hanno messo in bacheca una miracolosa Europa League e che in generale sono squadra capace di mettere in difficoltà il gioco anche di molte squadre più blasonate.

Merito soprattutto di Unai Emery, che ha saputo costruire un gruppo solido e compatto, capace di difendere ma soprattutto di attaccare. Non è un caso se la scorsa stagione, pur chiudendo solo settimo in campionato, è stata comunque la squadra che ha segnato di più dopo le “top tre” (60 reti all’attivo contro le 67 di Real e Atletico, oltre alle 85 dell’inarrivabile Barcellona).

Quest’anno la batteria degli avanti si è ulteriormente rafforzata con l’arrivo di un’ala molto propositiva come Arnaut Danjuma (oneroso acquisto proveniente dal Bournemouth per una cifra intorno ai 24 milioni di euro), che insieme a Chukwueze sull’altro lato (anche se reduce da un lungo infortunio) e il duo di attaccanti composto da Gerard Moreno (punto di riferimento imprescindibile per la squadra) e uno tra Alcacer e l’altro nuovo arrivo, Boulaye Dia, compongono sicuramente una linea di valore assoluto a cui prestare molta attenzione.

E se anche la difesa ha visto l’innesto di un giocatore in grande crescita come Juan Foyth (arrivato dagli Spurs per circa 15 milioni) che va a fare compagnia ai collaudatissimi Albiol e Torres, ecco che il Villareal può presentare una formazione tipo molto interessante in quasi tutti i reparti. Se proprio vogliamo trovare qualche debolezza, bisogna vedere se la linea di centrocampo sarà all’altezza, con giocatori di grande esperienza (età media intorno ai 30 anni), ma forse non di qualità eccelsa (con tutto il rispetto per i vari Trigueros e Parejo). E a proposito di esperienza, tutto da valutare anche l’impatto delle luci Champions sulla squadra, non molto abituata a questo tipo di palcoscenico, pur dopo la grande cavalcata in Europa League dello scorso anno.

Dal punto di vista tattico, Emery sembra intenzionato a proseguire con il sou 4-4-2, anche se con i nuovi arrivati abbiamo visto diverse volte il passaggio a un 4-3-3 che potrebbe essere variabile in uso contro determinati avversari (tra cui forse proprio contro l’Atalanta che con il suo 3-5-2 si accoppia particolarmente bene a un centrocampo a tre difensivo).

Formazione Tipo

Villareal(4-4-2): Sergio Asenjo; Estupinan, Albiol, P.Torres, Gaspar; Moi Gomez, Capoue, Parejo, Yeremi Pino; G.Moreno, Dia.

Il Manchester United

Che lo United sia la favorita del gruppo non ci sono dubbi, anche prima dell’arrivo a sorpresa di Cristiano Ronaldo. Le rinnovate ambizioni del gruppo guidato da Solskjaer si sono viste subito dal grande impatto del mercato: nessuna cessione e l’arrivo di due pedine fondamentali come Jadon Sancho dal Dortmund (con una spesa monster di circa 85 milioni) e Varane dal Real Madrid. Ovvero due tra i migliori rappresentanti dei rispettivi reparti (uno dei quali con solo 21 anni all’anagrafe, anche decisamente futuribile).

L’obiettivo è chiaro: migliorare il secondo posto in Premier della scorsa stagione (alias, vincere il titolo) e tornare almeno in finale in Champions (l’ultima, vinta, nel 2008).

Facile trovare il punto di forza di una squadra votata decisamente all’attacco, vista la propensione alla fase offensiva di molti dei suoi elementi di spicco. Il 4-2-3-1 messo in campo da Solskjaer sembra fatto apposta per esaltare le doti di centrocampisti di qualità come Pogba e Bruno Fernandes (autore da solo di qualcosa come 18 gol e 11 assist nella passata stagione di Premier League).

Ma oggi può contare anche sull’apporto non solo dell’esperienza e qualità di Cavani, Ronaldo e Martial, ma anche di giovani che sono ormai certezze quali appunto Sancho, Rashford e persino Greenwood o Diallo. Un reparto come ce ne sono pochi al mondo, che costringerà anche a fare scelte drastiche tra i titolari, ma che parimenti, potrebbe offrire risorse fondamentali dalla panchina (vero valore aggiunto rispetto alle avversarie del gruppo, e non solo).

Difficile davvero trovare un punto debole ai diavoli rossi di Manchester. Si sarebbe potuto pensare alla difesa (vedi anche le 44 subite in campionato l’anno scorso), ma l’arrivo di Varane offre con Maguire una delle coppie centrali più forti del continente.

Sicuramente, meglio provare ad attaccare questa squadra che non a cercare di contenere la sua potenza di fuoco, anche perchè rispetto agli altri reparti, la linea mediana di centrocampo forse è quella meno all’altezza (anche qua, con tutto che un Matic o un Fred sarebbero in molti a volerli).

Formazione Tipo

Manchester United(4-2-3-1): De Gea; Shaw, Maguire, Varane, Wan-Bissaka; Matic, Pogba; Rashford, Bruno Fernandes, Sancho; Ronaldo (Cavani).

Lo Young Boys

Se consideriamo che l’intera rosa dello Young Boys ha più o meno lo stesso valore di un solo top player dello United, capiamo bene come mai per gli svizzeri l’impresa sia già il semplice essere presenti a questa fase a gironi. Conquistata peraltro con un triplice scontro senza mai subire sconfitte contro il Bratislava, il CFR Cluj e il Ferencvaros.

Le tre avversarie del Gruppo F però sembrano francamente fuori portata per la squadra di Wagner, che pure si è aggiudicata da ormai quattro anni di fila la Super League svizzera.

Ma la Champions è decisamente altra cosa, soprattutto quando la crisi del mercato in questo caso ha certamente coinvolto anche la società, praticamente ferma in merito a entrate e uscite estive. Unico innesto di rilievo è Jordan Siebatcheu, arrivato dal Rennes per circa 2.5 milioni e ora punto fermo del duo d’attacco insieme a Meschack Elia e al giovanissimo Mambimbi che già lo scorso anno a soli 19 anni si è preso spesso la scena della ribalta (6 gol e 3 assist per lui).

La scarsa esperienza internazionale a questi livelli sarà sicuramente uno dei (tanti) gap da colmara, visto che è solo la seconda volta che lo Young Boys arriva in Champions dopo l’esordio nel 2018. Curiosamente anche in quel caso si trovò ad affrontare lo United, una squadra italiana (la Juventus) e una squadra spagnola (il Valencia), finendo ultimo alla fine.

Formazione Tipo

Young Boys Berna (4-4-2): Von Ballmoos; Garcia, Zesiger, Camara, Maceiras; Fassnacht, Aebischer, Pereira, Sulejmani; Siebatchen, Elia (Mambimbi).

Il programma delle partite dell’Atalanta

  • 14 settembre, ore 21: Villarreal-Atalanta
  • 29 settembre, ore 18:45 Atalanta-Young Boys
  • 20 ottobre, ore 21: Manchester United-Atalanta
  • 2 novembre, ore 21: Atalanta-Manchester United
  • 23 novembre, ore 21: Young Boys-Atalanta
  • 8 dicembre, ore 21: Atalanta-Villarreal
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