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È un momento particolare per Atalanta e Inter. Le due squadre stanno vivendo un periodo analogo, sotto il profilo della condizione sia fisica che mentale, e hanno bisogno di trovare punti pesanti per dare credibilità al lavoro fin qui svolto.

Come scrive il Corriere della Sera, questo match sarà particolarmente importante anche sotto il profilo del calciomercato. Infatti domenica alle 20.45 alla New Balance Arena (arbitra La Penna di Roma 1, al Var Abisso) sono attesi in tribuna agenti di mercato e dirigenti milanesi che hanno messo gli occhi su alcuni talenti dei Percassi: Ederson e Bellanova, ma anche Palestra e Scalvini.

Palladino: di volta in svolta

Circola nell’ambiente atalantino un’aria frizzante. Palladino ha senza dubbio dato una sterzata al campionato della Dea, ma parlare di svolta sarebbe poco corretto, tanto per il predecessore (Juric) quanto per lo stesso allenatore campano, che più e meglio ha anche dichiarato di voler fare alla guida dell’Atalanta. I risultati lo certificano.

La vittoria ottenuta a Genoa al minuto 94’ grazie a un gol di Hien, in superiorità numerica per più della metà dell’incontro, non è stata accolta con l’entusiasmo che forse Palladino si aspettava di ritorno a Bergamo. In effetti l’Atalanta è parsa ancora una volta una squadra farraginosa nel possesso, molto labile dietro – il Genoa, pure in inferiorità numerica, ha sfiorato il gol in più circostanze, un gol che tra parentesi avrebbe meritato – e poco creativa davanti.

Soprattutto fuori casa, la Dea non ha ancora convinto come ci si sarebbe aspettati col cambio in panchina. Palladino ha disputato finora cinque incontri in Serie A – più i due di Champions, con la prestigiosissima vittoria contro il Chelsea in casa (2-1) e quella per 3-0 contro l’Eintracht in Germania. Le statistiche sono chiare: 2 sconfitte e 3 vittorie.

Delle quali, solo una fuori casa – l’ultima appunto contro il Genoa. Per il resto, sono arrivate due sconfitte contro Napoli (3-1) all’esordio del tecnico ex Fiorentina sulla panchina degli orobici e contro Hellas Verona (con lo stesso risultato). Quest’ultima sconfitta ha gettato la Dea in una zona di classifica impervia. Abbastanza buona da non chiedersi chi ci sia dietro, ma anche sufficientemente brutta da non poter aspirare ai primi posti europei. Ora, un po’ per il turno di sosta (dovuto alla Supercoppa) di alcune delle squadre davanti, un po’ per questo successo sul finale, l’Atalanta è tornata a vedere davanti. Ma Palladino, dopo diverse “svolte mancate”, ha bisogno di quella che può arrivare solo battendo una grande del campionato – e chi meglio della prima in classifica?

Chivu: per dimostrare di essere all’altezza

Certo, sarà un’impresa tutt’altro che scontata. Anche se in casa l’Atalanta può contare – sia a livello statistico che ambientale – su un fattore non indifferente nei big match, l’andazzo contro i nerazzurri di Milano è pessimo nelle ultime uscite. Pensate che nelle ultime cinque occasioni in cui queste due squadre si sono affrontate, l’Inter ha sempre vinto, e l’Atalanta nel periodo ha messo a segno appena una rete – peraltro nel match più antico, risalente al novembre del 2023 (1-2 per l’Inter a Bergamo). In casa della Dea, l’Inter non perde da 7 anni (5 incontri), dal 2018.

Eppure, la squadra di Chivu, a proposito di svolte, quest’anno sta dimostrando di avere più di qualche problema con le grandi del nostro calcio. Ora, è difficile definire “grandi”, ma andando per difetto, gli ultimi incontri dell’Inter con le prime 6 dello scorso campionato recitano: 3 sconfitte (Milan, Juventus, Napoli) e 1 vittoria (Roma, che contro le grandi quest’anno sta dimostrando problemi analoghi).

Ora, dunque, possiamo anche non contare quella contro il Bologna in Supercoppa come sconfitta contro una grande (in primo luogo perché avvenuta ai calci di rigore, e poi perché il Bologna nelle prime 6 non è arrivata lo scorso anno), ma contro l’Atalanta sarà in questo senso un banco di prova fondamentale per capire se Chivu è adatto al ruolo che da più parti gli stanno cucendo addosso come fosse un Messia. In realtà Chivu è un tecnico furbo, molto: sbaglia poche dichiarazioni, quasi nessuna, è misurato e umile. Ma le risposte sul campo, primo posto per ora ottenuto, devono comunque arrivare con quella forza che è richiesta a chi allena un club come l’Inter. Contro l’Atalanta, una vittoria – per giunta a Bergamo – potrebbe svoltare la stagione dell’Inter, desiderosa di ritrovare un titolo dopo due anni.