napoli juve

Analisi tecnica del match clou della terza di Serie A, Napoli-Juventus

Share on facebook
Share on twitter
Share on email
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on email

È una delle partite più sentite del Campionato di calcio di Serie A, per tradizione, blasone e situazione attuale delle due squadre. Napoli-Juve richiama fasti e delusioni del passato ed è spesso stata il crocevia principale per l’assegnazione dello scudetto.

Le due squadre si sono incontrate in Serie A 150 volte, con 33 vittorie del Napoli, 70 della Juventus, mentre 47 sono stati i pareggi, per un bilancio dei gol segnati favorevole ai bianconeri, 222 vs 164.

La musica cambia se analizziamo le sole partite giocate al Maradona o, per essere precisi, in casa del Napoli, dove su 75 gare disputate, le vittorie casalinghe sono state 25 a fronte delle 23 dei bianconeri, con 27 pareggi.

Quest’anno la sfida arriva presto, dopo solo due giornate giocate ed è difficile farne un’analisi tecnica, ma noi ci proviamo ugualmente, mettendo in risalto le caratteristiche dei due allenatori, il posizionamento in campo dei protagonisti e quali possono essere i giocatori chiave del match.

PARTITEVITT. NAPOLIPAREGGIVITT.JUVEGOL NAPOLIGOL JUVE
IN SERIE A: 150334770164222
AL “MARADONA”: 752527239287
MEDIA GOL1.091.48
I precedenti tra Napoli e Juve, una gara che esprime una media complessiva di 2.57 reti a partita

Spalletti e la nuova identità alla sua squadra

Luciano Spalletti è conosciuto da tutti come un tecnico piuttosto pragmatico, che ha in passato spesso badato al sodo, anche quando vi era da mettere a rischio i delicati equilibri dello spogliatoio, ma sempre e comunque fedele a quelle che sono state le sue convinzioni, senza guardare in faccia nessuno.

All’esordio in campionato, l’allenatore toscano ha presentato un aggressivo 4-3-3, modulo al quale è rimasto fedele negli anni, ma che non è mai stato un marchio imposto della fabbrica spallettiana.

Il Venezia, alla prima giornata, nelle idee del tecnico del Napoli, rappresentava un rischio da non sottovalutare e le cose si sono complicate dal momento in cui gli azzurri sono rimasti in 10 fin dalla parte centrale del primo tempo, quando Osimhen si è visto sventolare il rosso dall’arbitro Aureliano, originando così il passaggio ad un 4-4-1 con Insigne unica (falsa) punta e con Zielinski, infortunatosi successivamente, sostituito da Elmas.

La vittoria è arrivata comunque, ma le indicazioni tecniche non possono essere certo pari a quelle che hanno fatto luce sulla partita successiva, quella vinta a Marassi contro il Genoa.

L’assenza di Osimhen contro i grifoni, ha ovviamente rivoluzionato ancora una volta i piani dello staff tecnico del Napoli, che avrebbe potuto scegliere tra Lozano centravanti, Insigne “falso nueve” così come ha giocato contro il Venezia, oppure ancora Petagna prima punta.

Spalletti ha optato per una sorta di ibrido tra la prima e la secondi ipotesi, con Lozano e Insigne e scambiarsi i ruoli nel centro sinistra offensivo e Politano ad agire sull’altra corsia, con i tre di centrocampo, Ruiz, Lobotka e il confermato Elmas, piuttosto abbottonati, anche se la partita l’avrebbe risolta Petagna a 5 minuti dal 90°.

Per la partita contro la Juve sarà di nuovo arruolabile Osimhen, che riprenderà il suo posto da titolare al centro dell’attacco. Non cambieranno i suoi partner ai lati, Politano a destra e Insigne a sinistra, mentre a centrocampo, complici i forfait di Lobotka e Zielinski, si va verso l’utilizzo di Anguissa.

Confermata anche la difesa che dovrebbe essere formata da Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly e Mario Rui.

Allegri in preallarme, ma servono già i punti

Massimiliano Allegri è alle prese con un inizio di stagione che definire burrascoso è un eufemismo.

La grana Ronaldo allo start del campionato è ormai alle spalle, ma i mugugni di una tifoseria che si aspettava un inizio ben diverso, stanno montando e il test di Napoli non è esattamente il più semplice da affrontare in questo scorcio di stagione.

A tutto il resto si è aggiunto l’increscioso episodio nella nazionale statunitense che ha coinvolto Mckennie, comunque a disposizione del tecnico di Livorno.

L’unico punto fermo di questi giorni sembra essere Alvaro Morata, a fianco del quale sembra lontano un possibile utilizzo di Chiesa a cui, nel caso in cui non riuscisse a recuperare per la trasferta partenopea, potrebbe essere preferito Kean, reduce dalla doppietta in nazionale e in odore di ballottaggio con Kulusevski.

Il modulo che presenterà il tecnico juventino è quindi ben lontano da una sua definitiva collocazione, tanto che è in preallarme anche Bernardeschi, che potrebbe agire sul versante opposto dello schieramento bianconero, in una specie di riedizione della partita degli azzurri contro la Lituania.

C’è poi il discorso Dybala, che tornerà però proprio in extremis dalla trasferta con la nazionale argentina, il cui impiego dal primo minuto è però improbabile, visto l’esordio in Champions League della settimana prossima.

A centrocampo sono fuori sia Arthur che, probabilmente, Ramsey, per cui, considerando il discorso fatto per l’attacco, uno tra Bernardeschi e Kulusevski potrebbe partire nell’undici iniziale, per far compagnia a Locatelli che a oggi pare l’unico sicuro del posto e McKennie, tornato in anticipo dalle magagne statunitensi.

Nel reparto arretrato la situazione è ancora più drammatica. Gli uomini sono contati, ma Chiellini si è dimostrato uomo pressoché insostituibile dopo le troppe indecisioni difensive delle prime due giornate, e si gioca uno dei due posti da centrale, con De Ligt e Bonucci.

Se la difesa fosse quella a quattro, Cuadrado e De Sciglio potrebbero essere i due titolari esterni, anche perché Alex Sandro e Danilo tornerebbero troppo tardi dai loro rispettivi impegni con le nazionali, il problema è che, notizia dell’ultima ora, anche Cuadrado è in forte dubbio, vittima di una gastroenterite e rimasto in Colombia per accertamenti. Dovrebbe trovare spazio quindi l’eterna promessa Pellegrini sulla corsia di sinistra.

Leak e punti di forza

I due allenatori si conoscono a menadito e sanno benissimo come e dove sfruttare le debolezze altrui.

Quella della Juventus sembrerebbe proprio l’incertezza dello schieramento e la possibilità ridotta all’osso di poter effettuare una preparazione mirata alla partita di sabato sera, problema che ha anche Spalletti, ma in misura meno marcata.

Il fattore sorpresa su cui può contare Allegri sembra avere un peso minore, rispetto al materiale umano di cui disporrà l’allenatore bianconero.

Dalla partenza di Ronaldo vi è stato poco tempo per far giocare la squadra come vorrebbe il tecnico e il centrocampo del Napoli, la zona nevralgica che in più di una occasione è stata decisiva per il conseguimento del risultato nelle precedenti partite in cui i due allenatori si sono scontrati, sembra avere qualcosina in più.

La duttilità di Politano a destra che si avvicenderà con Di Lorenzo per dare una mano ai tre della mediana, potrebbe essere l’arma in più a favore del Napoli, anche perché Bernardeschi, nel caso fosse impiegato, ha dimostrato in più di una occasione di trovarsi in difficoltà quando ha dovuto fare il doppio ruolo nella sua fascia di competenza e sarebbe difficile per lui arginare il dinamismo dei due esterni partenopei.

Anche sul versante opposto McKennie dovrà trovare la giusta collocazione per dare una manoprobabilmente a De Sciglio, nel momento in cui ci sarà da arginare gli accentramenti di Insigne supportato dalle intuizioni di Fabian Ruiz.

A questo proposito potrebbe risultare utile un uomo come il Kulusevski versione Parma, quello in grado di saltare l’uomo e creare la superiorità numerica sua trequarti, per costringere almeno uno dei due centrali del Napoli a venire fuori sul trequartista, lasciando qualche spazio in più a Morata e Kean (nel caso giocasse il nazionale azzurro), che potrebbero schiacciare Mario Rui sul versante sinistro della difesa partenopea.

Uomini chiave

Gli occhi saranno puntati sul portiere titolare della Juventus, Szczesny, desideroso di farsi perdonare un inizio di campionato non esattamente impeccabile e in questo senso, soprattutto in virtù di una difesa che deve riconquistare fiducia massima nelle proprie capacità, il portiere polacco deve ritrovare le sue prestazioni migliori.

Ma i terminali offensivi delle due acerrime rivali, sembrano essere gli uomini che più degli altri possono risolvere una partita che parrebbe possedere i crismi dell’equilibrio prima del fischio d’inizio.

Insigne ha segnato una rete in tutte e tre le ultime sfide contro i bianconeri in campionato, un record, quello delle segnature consecutive ad una squadra, che non vanta con nessun altro team in serie A.

Sarà la 400ª presenza dell’attaccante napoletano con la maglia del Napoli in tutte le competizioni, quarto giocatore di ogni tempo a indossarla, dopo Hamsik (520), Bruscolotti (511) e Antonio Juliano (505).

Moise Kean, è stato il secondo giocatore più giovane a raggiungere la doppia cifra nei Top-5 campionati europei 2020/2021, dietro al solo Erling Haaland. Nell’ultima stagione disputata al PSG, Kean ha segnato 13 reti in Ligue 1, tante quante ne aveva realizzato nelle 4 stagioni precedenti tra Serie A e Premier con le maglie di Verona, Juventus ed Everton.

Per tornare agli allenatori, Luciano Spalletti ha collezionato 484 panchine in serie A, vincendo 237 volte e perdendo in 128 occasioni, ma pesa soprattutto l’unica vittoria in 25 precedenti contro la Vecchia Signora.

Max Allegri ha invece guidato le proprie squadre 396 volte, uscendo vittorioso in 242 occasioni, pareggiando 78 volte e uscendo sconfitto dal campo per 76 partite. La media punti/partita sorride all’allenatore bianconero, 2,03 contro 1,71 di Spalletti.

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on email
Email
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on email