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Parte lo US Open 2026, con un day 1 che vede l’Italia interessata soprattutto a tre campi con i primi turni di Jasmine Paolini, Lucrezia Stefanini e Federico Cinà.

Nella giornata di oggi, ci sarà anche l’atteso debutto di Novak Djokovic, in una delle sue ultime rincorse al sogno del venticinquesimo Slam.

US Open 2026: gli italiani in campo nel day 1

Si apre con il delicato debutto di Jasmine Paolini, si prosegue sempre per il torneo femminile con la sfida di Lucrezia Stefanini, per chiudere con il difficile ma atteso debutto di Federico Cinà.

INCONTROCAMPOORARIO
Jasmine Paolini – Veronika ErjavecLouis Armstrong Stadium17:00 🇮🇹
Lucrezia Stefanini – Dayana YastremskaCampo n.7dalle 18:30 🇮🇹
Alex Michelsen – Federico CinàCampo n.17dalle 23:00 🇮🇹

Paolini-Erjavec

Cinquantatre giorni dopo la sconfitta patita da Marta Kostyuk nei quarti di finale di Wimbledon, e un riposo forzato dovuto al riacutizzarsi del problema a piede e caviglia sinistra comparso la prima volta agli Internazionali d’Italia, Jasmine Paolini torna in campo.

La performance nello Slam londinese era stata confortante per l’ex n.4 WTA, ma il problema al piede necessitava di riposo. Nel frattempo, Jasmine ha riaccolto nel suo team il coach Marc Lopez, sperando di ritrovare quei felici equilibri che l’avevano portata nel gotha del tennis mondiale.

Iniziare lo US Open senza nemmeno un match ufficiale in tutto lo swing statunitense sul cemento, di preparazione proprio a questo Slam, non sarà semplice. E non aiuteranno nemmeno le condizioni atmosferiche, con un’umidità attesa oltre l’80%. L’avversaria, tuttavia, non è tra le peggiori possibili. Si tratta di Veronika Erjavec, ventiseienne slovena numero 106 WTA, tra le ultime a poter rientrare in tabellone per classifica.

Non ci sono precedenti tra le due e Paolini può guardare con fiducia a questo match, ma attenzione, perché Erjavec non è nuova a colpacci. A Wimbledon 2025, da qualificata, buttò fuori Marta Kostyuk al primo turno e per giunta in rimonta, 3-6 6-3 6-4, prima di cedere a Danielle Collins.

Stefanini-Yastremska

Lucrezia Stefanini conferma l’ottimo momento di forma e, dopo Toronto e Cincinnati, ha centrato la qualificazione anche allo US Open, completando il suo personalissimo “Grande Slam”, anche se solo di qualificazioni ai tabelloni principali. Dopo Australian Open e Wimbledon 2023 e Roland Garros 2025, mancava solo lo US Open. La toscana ce l’ha fatta senza perdere un set e può guardare con fiducia a uno scontro che la vede necessariamente partire da sfavorita. La sua avversaria, la venticinquenne ucraina Dayana Yastremska, ha un curriculum pesante che l’ha vista spingersi fino al n.21 WTA, ma è in pesante crisi di risultati e forse anche di fiducia. Yastremska è scesa fino all’attuale n.121 per non aver confermato alcuni importanti risultati centrati nell’estate del 2025, quest’anno ha un bilancio deficitario di 16 partite vinte e 19 perse, ma può sempre ritrovarsi.

Michelsen-Cinà

Federico Cinà è al secondo main draw slam guadagnato in carriera, dopo quello dello scorso Roland Garros dove si spinse fino al secondo turno. “Pallino” sta crescendo con gradualità e bisogna lasciarlo in pace, ma piace sottolineare l’ottima capacità di lottare, a 19 anni: nel torneo di qualificazione, a parte il primo turno in cui ha beneficiato del ritiro di Luca Nardi, ha sempre vinto in tre set.

Il suo avversario Alex Michelsen appartiene, al momento, alle promesse parzialmente non mantenute del tennis statunitense. Il ventiduenne è oggi n.45 con un best di 30, dunque è comunque un tennista di alto livello, ma ancora non ha fatto quell’ulteriore salto di qualità che in diversi prevedevano per lui.

Cinà è apparentemente chiuso da Michelsen, capace di grandi accelerazioni sulla superficie e che raccoglie tanti punti dal servizio. Parliamo, tuttavia, di un giocatore ancora in costruzione, che proprio dagli avversari di alto livello può trarre le indicazioni per fare qualche ulteriore passo avanti.

Altri incontri di cartello del day 1: c’è Nole

Tra gli altri incontri di giornata, ce n’è uno che balza agli occhi:

INCONTROCAMPOORARIO
Mariano Navone – Novak DjokovicArthur Ashe Stadium3:00 🇮🇹

Mariano Navone è un terraiolo fatto e finito, che ha giocato sul mattone tritato l’85% delle partite in carriera. Non è uno scherzo: delle 484 partite da professionista, Mariano Navone ne ha giocato 400 su terra battuta. Nonostante ciò, in questo 2026 il sudamericano ha iniziato a capire come disimpegnarsi anche sul duro, ha vinto un challenger a Cap Cana (in finale su Bellucci) e non è più soltanto uno che timbra il cartellino aspettando il prossimo impegno sul rosso. Infatti, questo è il primo anno in carriera in cui Navone ha un bilancio positivo sul sintetico, con 9 partite vinte e 8 perse. Detto ciò, contro un Novak Djokovic diciamo al 60%, non ci sarebbe partita o quasi.

I dubbi sono proprio sulle condizioni nelle quali la leggenda vivente serba arriva all’appuntamento. In teoria, senza Sinner e con un Alcaraz a sua volta che deve digerire una lunga assenza dai campi, sarebbe occasione molto propizia. A Wimbledon è stato fermato solo in semifinale da Sinner, qui c’è anche il dubbio di un problema fisico che lo ha debilitato a Cincinnati contro Tirante.
Se c’è una cosa che abbiamo imparato di questo Novak Djokovic “tardivo”, è che vive per gli Slam. Vedremo in che versione si presenterà.

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