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Cinquant’anni dopo, la Pallacanestro Cantù torna a lavorare in città. Il primo giorno di allenamenti – ieri, 17 agosto – nel nuovo impianto ha segnato un passaggio storico per il club brianzolo, che per mezzo secolo ha diviso la propria vita tra il Pianella di Cucciago e il Palasport di Desio. Ora c’è la Cantù Arena, o meglio la sua punta avanzata già operativa: il Pavillon, dove la squadra di Frank Vitucci ha mosso i primi passi in vista della stagione di Serie A.

La vera Cantù Arena sarà pronta a inizio 2027

Come anticipato anche su queste pagine nelle settimane precedenti, il palazzetto vero e proprio è ancora in fase di ultimazione. Il taglio del nastro definitivo è atteso entro il 2027, mentre nel frattempo le partite casalinghe continueranno a svolgersi a Desio almeno fino a gennaio. La gestione dell’impianto è affidata ai rappresentanti italiani di Legends Global, colosso americano dell’intrattenimento, con un obiettivo preciso: “Riempire l’impianto almeno per cento giorni all’anno, al di là degli eventi cestistici”. Una missione che va ben oltre lo sport, ma che prevede concerti e altri eventi che renderanno viva una struttura da 5200 posti a sedere sul campo principale, affiancati da una tribuna secondaria da 150 posti nel sopracitato Pavillon.

Un progetto dalla lunghissima gestazione, che a breve prenderà vita

Tra i presenti alla prima giornata c’era il presidente Roberto Allievi, che ha vissuto l’apertura del vecchio Pianella e oggi si ritrova a rivivere emozioni simili in un contesto completamente rinnovato: “Sto rivivendo quello che provai all’apertura di quel palasport. Un po’ dispiace che sia tramontato, ma rivedere la squadra in città ha un fascino impagabile. Rivivo anche le difficoltà di questa gestazione non certo breve, se è vero che abbiamo impiegato tre anni e mezzo per la posa della prima pietra. Questa è una vittoria del territorio e di chi – imprenditori, sponsor, soci, garanti – ha creduto nel progetto”.

Una rosa quasi tutta nuova, con qualche volto familiare

Sul campo, la Cantù che si presenta ai nastri di partenza è quasi completamente rinnovata. La scorsa stagione il club si era salvato in extremis, e la risposta della società è stata radicale: dell’organico precedente sono stati confermati soltanto Riccardo Moraschini e Leonardo Okeke. Tra gli aggregati è presente anche Pietro Aradori, ex azzurro e volto noto del basket italiano, nonché ex giocatore di Cantù dal 2012 al 2014, quando al primo anno vinse la Supercoppa Italiana disputando una stagione di Eurolega da 15 punti di media, col raggiungimento della semifinale scudetto. Alla guida dell’area tecnica poi è tornato Simone Giofrè, canturino doc, nel ruolo di general manager. Insieme a lui, a riformare la coppia che rese grande Brindisi, in panchina c’è Frank Vitucci, una certezza per il nostro campionato. Il tecnico veneto ha le idee chiare su come vuole costruire il gruppo e su quale identità dare alla squadra: “Abbiamo evitato scommesse per puntare su un mix di esperienza e gioventù, con l’idea che ciascun giocatore possa coprire due ruoli”. La consapevolezza del proprio posto nel panorama del campionato non manca, ma nemmeno la voglia di competere: “Siamo nella seconda fascia di un campionato nel quale tante squadre hanno alzato l’asticella. Ma ci proveremo contro tutti: la nostra arma sarà la sfrontatezza”.