Perché questa sfida va letta in una cornice ampia.
Parlando di calcio, c’è sempre il rischio di esagerare esaltandosi un po’ troppo. E così, già dal nostro titolo, e pure col sottotitolo, potremmo essere rimproverati di mitomania. Ma riflettere sul calcio, meglio ancora sulla singola partita, è un esercizio letterario in primis. Significa vedere, dietro la “semplice” statistica – nel caso specifico: il terzo quarto di finale del Mondiale americano – qualcosa di più grande e significativo. In questo senso la partita non è che un simbolo che rimanda a qualcos’altro.
Che cosa? In primis, il calcio in generale. In secundis, la società di cui il calcio è parte integrante e fondamentale – non fosse altro perché, citando Simon Kuper, cessa di essere un semplice gioco nella misura in cui milioni e miliardi di persone vi entrano in contatto, specie in una manifestazione come quella iridata.
Qualche info sulla partita
- Si gioca l’11 luglio 2026, a partire dalle 23:00 (ore italiane)
- All’Hard Rock Stadium di Miami (Miami Stadium)
- La partita sarà visibile sia sulla Rai, in chiaro e in streaming su RaiPlay, come su DAZN
Il cammino delle due squadre
Prima di arrivare al centro del nostro articolo – il senso profondo di questa sfida – è bene ripercorrere anche solo in poche righe il cammino di queste due squadre finora.
La Norvegia di Solbakken ha entusiasmato i Mondiali con un calcio offensivo e qualitativo, nonché estremamente efficace: il folklore dei suoi tifosi, vichinghi post-litteram, ha fatto il resto, creando con la squadra un’unione visibile nello show post-partita, con la remata di tutto lo stadio che ha contagiato anche altre tifoserie in passato. In cinque match la squadra norvegese ha segnato 21 gol.
L’Inghilterra, come da pronostico, ha passato bene il proprio girone, per poi soffrire leggermente agli ottavi contro il Messico, in 10 uomini per più di 40 minuti contro una delle Nazionali ospitanti allo Stadio Azteca, vero fortino messicano. Ha però vinto 2-3 mostrando una forza non solo tecnica ma mentale non indifferente.
In entrambe le squadre, il vero trascinatore è stato l’attaccante. Inghilterra v Norvegia è soprattutto Kane v Haaland.
Haaland contro Kane, e il significato profondo di questa sfida
Erling Haaland è nato a Leeds, quando il papà giocava in Premier League. Già questo fa abbastanza ridere, perché il Destino – o Eupalla che dir si voglia – agisce soprattutto al di qua della nostra volontà. L’attaccante ora in forza al Manchester City – squadra dove sempre il papà ha militato, quando i citizens erano ben altra cosa rispetto ad oggi – è senza dubbio il miglior centravanti al mondo. C’è solo da capire se sia il più forte della storia, perché a soli 25 anni, Haaland ha già vinto quasi tutto ciò che c’era da vincere, non solo: lo ha fatto determinando sempre. Haaland non è solo un calciatore tanto forte a fare gol, ma è clamorosamente leader a livello psicologico. Contro il Brasile è stato lui a decidere la sfida, nessun altro. Tutti i bei discorsi sul gioco della squadra di Solbakken cadono alla prova del nove (Haaland appunto).
Solo a livello numerico, in Premier League il centravanti e bomber norvegese ha segnato 112 reti in 132 presenze, mentre in Nazionale ne ha realizzate 62 in 51 match, una ogni 71 minuti – sul serio. È andato a segno nelle ultime 14 gare internazionali, per un totale di 27 centri. Con un altro gol eguaglierebbe il primato europeo di Gerd Müller, che nel 1970 segnò nelle prime cinque gare del torneo. Finora, in sole quattro presenze, ha già toccato quota sette reti. Ieri Mbappe, segnando e decidendo la sfida della Francia contro l’ostico Marocco, si è portato a 8 agganciando quell’altro alieno di Lionel Messi. Se Haaland dovesse segnare, ne eguaglierebbe il numero.
Appena dietro i tre fenomeni citati c’è Harry Kane, che ha dimostrato nell’ultimo anno di poter essere messo tranquillamente sul podio dei grandissimi della storia del calcio nel suo ruolo. Con 120 presenze coi Tre Leoni ha superato Wayne Rooney e resta dietro solo a Peter Shilton. Con 85 gol in questa stagione (davvero!) è il miglior attaccante al mondo dopo Haaland. Sono numeri chiaramente fuori da ogni logica, specie se pensiamo a quelli di casa nostra.
Ma qui il punto è un altro: questo duello dirà molto anche sull’asset del calcio mondiale. La Norvegia non è più una favola, come non lo era il Marocco ieri eliminato. Il mondo del calcio sta vivendo un’evoluzione drastica, che annulla le tradizionali distanze e i tradizionali stili di gioco, restituendoci un pallone globalizzante e globalizzato, un fenomeno da seguire molto attentamente. Ecco che Haaland contro Kane, Norvegia contro Inghilterra, dirà molto più sull’esito di quale tra queste due squadre chiuderà il suo Mondiale almeno con una finale – da capire se per il primo o il terzo posto. Questa sfida, invero, ci dirà dove stiamo andando.


