Vai al contenuto

L’Italia del poker è legata a Filippo Mancuso, ultimo rappresentante del Belpaese nel Main Event WSOP 2026. D’altra parte, la selezione del Day 4 è stata dura per tutti.

La giornata ha preso il via con 1.389 giocatori, tutti all’inseguimento del risultato minimo: andare in the money. Con solo sette eliminazioni prima del “siete tutti a premio”, la fase della bolla è arrivata piuttosto in fretta. Dopo venti minuti del livello 16 (bui 4k/8k bb ante 8k) è iniziata la fase hand for hand, cioè una mano alla volta. Da lì, nell’arco di mezz’ora, la bolla è scoppiata con tre eliminazioni in contemporanea.

Al tavolo 70, il bulgaro Stoyan Madanzhiev è andato all-in con A♥K♥, trovando il call di Gregory Brown. L’americano mostra coppia di 5 che regge sul board e fa il primo out.

Su un altro tavolo, il kazako Zhaken Seitbekov si è schiantato con A♥9♥ sul board 5♠6♣A♦ contro il set di 6 del rumeno Dan Stavila (USA).

Il terzo out in contemporanea ha invece un nome molto noto: Chris Moneymaker. Il campione del mondo 2003, la cui vittoria ha dato il via al boom del poker, è stato protagonista di una giocata strana, probabilmente molto discutibile.

Chris Moneymaker (credits WSOP via PokerNews)

L’azione al tavolo 169 comincia con l’apertura dello statunitense Moneymaker a 17k da hijack. Il suo connazionale Antonio Vargas risponde tribettando 42.000 chip da Big Blind. Moneymaker, che ha circa 200mila gettoni (24/25bb), decide di chiamare. Il flop porta 8♥7♠7♠. Vargas punta altre 20mila chip e l’ex campione del mondo fa di nuovo call. Il turn è un 7♣ che crea un tris sul board per un potenziale fullhouse. Vargas fa 40mila, Moneymaker paga per vedere il river: 8♠, full sul board! A questo punto Vargas lo mette ai resti. Chris Moneymaker accetta il rischio, pensando che il suo avversario gli stia rubando lo split pot. Grosso errore: Vargas mostra A♠A♥, full di 7 agli Assi superiore a quello del board, il campione del mondo gira invece un inutile J♥9♦!

I tre eliminati – Madanzhiev, Seitbekov e Moneymaker – si sono spartiti due min-cash da 15.000 dollari, incassando 10.000 dollari a testa. Per quanto riguarda invece il pacchetto da 25.000 dollari per il Main Event delle WSOP Paradise, riservato (in teoria) all’unico uomo bolla, l’organizzazione ha proceduto con un all-in a tre. K♥2♦ consegnati a Seitbekov, 2♣5♥ a Moneykamer e 5♣6♣ per Madanzhiev: board Q♦9♦Q♣J♣4♥ liscio per tutti e ticket assegnato al kazako Seitbekov, grazie al Kappa carta alta.

Immagine credits WSOP via PokerNews

Archiviata la bolla, è iniziata la consueta corsa agli all-in, durata quasi un livello. In questa fase sono usciti anche tre italiani: Domenico Gala (1016° posto), Matteo Ferrara (1010) e Andrea Buonocore (984°), tutti per una moneta da 17.500 dollari.

Fabio Naselli ha scalato un bel po’ di posizioni in più, fino al 621° posto ripagato con $27.500, la stessa cifra incassata da Michele Galatola (600°). Nicola Bracchi ha invece chiuso 581° per $30k.

A difendere il tricolore è rimasto solo Filippo Mancuso che si trova al 306° posto con 760.000 chip imbustate, su 533 giocatori qualificati al Day 5.

Sam Sweilem (credits WSOP via PokerNews)

Il primo in classifica è lo statunitense Sam Sweilem, giocatore poco noto con un percorso più amatoriale che da regular, nonostante un payout di $109k su 7 itm. Sweilem ha chiuso il Day 4 imbustando 3.800.000, 200mila chip in più del connazionale Steven O’nan.

In terza posizione si staglia invece un big internazionale di grande livello: il. n.1 russo Artur Martirosian, vincitore di due braccialetti WSOP live (uno quest’anno, l’altro alle WSOP Paradise 2025), due online e di un titolo EPT ME (a Sochi, nel 2021). Martirosian sarà un problema per tutti, a maggior ragione potendo ripartire con 3.495.000 (175bb).

Altro pericolo dotato di chip è Farid Jattin, primo in Colombia per vincite live (oltre 200 itm e 10,4 milioni di dollari vinti), che ha uno stack di 152bb. Questa è la top 10 alla fine del Day 4:

Più in basso troviamo altri giocatori famosi che possono ancora dire la loro. L’elenco è lungo, ma i più noti sono Alex Foxen (1.695.000), il poker-vlogger giapponese Masato Yokosawa (1.545.000 chip, oltre un milione di follower su YouTube), Sean Winter (1.525.000), Shaun Deeb (1.500.000) a caccia del braccialetto e del titolo Player of the YearDylan Smith (1.320.000) e Tony Dunst (1.245.000). Nella “zona rossa” sono invece incagliati il n.1 inglese Stephen Chidwick (760.000), Chino Rheem (655.000), il sette volte vincitore di un braccialetto WSOP Josh Arieh (610.000), il finalista al ME WSOP 2024 Boris Angelov (580.000), Martin Zamani (545.000), David Peters (430.000 e Patrick Leonard (295.000).

E non mancano coloro che possono ancora scrivere una pagina unica nella storia delle WSOP, cioè il doppio titolo WSOP Main Event (per la precisione: Phil Hellmuth ci è riuscito ma la seconda volta è targata WSOPE). I 5 ex-campioni rimasti sono guidati da Hossein Ensan che ha imbustato la bellezza di 2.580.000 gettoni. Lo seguono – nettamente distanziati – Greg Raymer (535.000), Ryan Riess (455.000) e il campione in carica Michael Mizrachi (440.000).

Premiati ma senza ritorno in sala sono i big Kristen FoxenJesse Sylvia (runner-up del ME 2012), Stephen Song, Chris MoormanOlivier BusquetJesse Lonis, Ren Lin e gli ex-campioni del mondo Scott Blumstein (2017), John Cynn (2018) e Joe Hachem (2005).

I 533 giocatori ancora in gara tornano ai tavoli oggi alle 11:00 (ora di Las Vegas, le 20:00 da noi) per il Day 5. Si riparte dal Livello 20, con bui 10.000/20.000 e big blind ante 20.000, per arrivare alla conclusione dopo 5 livelli da 120 minuti ciascuno.

Tutti i giocatori rimasti hanno già la certezza di incassare almeno 32.500 dollari.

Immagine di testa: Filippo Mancuso (credits WSOP via PokerNews)

Related Posts

None found