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C’era una volta il Tour de France delle cronometro maxi, un centinaio di chilometri complessivi divisi in due blocchi. Così vincevano i vari Indurain, Ullrich e Armstrong (asterisco obbligato vista la revoca delle sue 7 vittorie).

Da tempo la filosofia delle grandi corse a tappe è cambiata: meno chilometri, sempre due prove in programma, ma decisamente più corte.

Nella Grande Boucle del 2026 saranno infatti due le cronometro per una lunghezza complessiva di 45 chilometri.

Interessante però la scelta di mettere come prima tappa una cronosquadre, che non si vedeva dal 2019 in questa corsa. Analizziamo comunque le due prove contro il tempo in programma al Tour de France di quest’anno.

Tour de France 2026, torna la cronometro a squadre

Era il 2019 quando nella seconda tappa della Grande Boucle la Visma (sponsorizzata Jumbo) conquistò la cronometro a squadre in un’edizione vinta poi da Egan Bernal.

Subito dietro l’Ineos di Bernal, appunto, a 20 secondi, poi la Quickstep. La Maglia Gialla era sulle spalle di Mike Theunissen, sempre della Visma, ma trionfatore il giorno prima allo sprint nella frazione d’esordio, a Bruxelles.

Insomma, non è una specialità molto battuta ultimamente nelle grandi corse di tre settimane. A Barcellona poi sarà in palio la leadership iniziale, un bello slancio emotivo per chi indosserà il Maillot Jaune.

Percorso semplice tranne una leggera salita verso la zona del Montjuic e del vecchio Stadio Olimpico, bei ricordi dei Giochi del 1992. In palio anche punti per la Maglia a Pois, dunque, quella degli scalatori.

Sperando naturalmente che il meteo regga, a differenza della Vuelta 2023, quando si disputò l’ultima cronometro a squadre in un grande giro: inizio sereno, pioggia battente nel finale e tutti i big beffati, per la gioia della Dsm, l’attuale Picnic, non esattamente abituata a certi traguardi. Con Lorenzo Milesi primo leader della corsa.

La RedBull di Evenepoel “prenota” la prima Maglia Gialla di questo Tour de France 2026, oltre alla solita Visma e alla Uae, le corazzate del gruppo.

A Evian in apertura di terza settimana

La seconda cronometro in programma a questo Tour de France è quella della tappa 16: Evian-Thonon.

Piatta, 26 chilometri, perfetta per specialisti come Evenepoel (che del resto è campione del mondo e olimpico in carica), Ganna e compagnia, gli stessi Pogacar e Vingegaard. Sperando che nessuno si ritiri prima, naturalmente.

I 26 chilometri del percorso sono veramente pochi, sarà una prova che durerà mezz’ora o poco più e i distacchi non dovrebbero essere colossali, a differenza della cronoscalata pirenaica del 2025 quando Pogacar sentenziò la generale dando un minuto a tutti tranne che a Lipowitz.

Interessante anche il fatto che si disputi questa cronometro dopo il giorno di riposo, con le gambe di molti che potrebbero essere appesantite, appunto, dalla sosta di lunedì 20 luglio. E che penseranno, le gambe diciamo, al successivo trittico alpino della fine della terza settimana.

Insomma, almeno per quanto riguarda le cronometro e i distacchi di una volta, non è più il Tour de France dei vostri padri…