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Come ogni Tour de France che si rispetti, anche nell’edizione del 2026 le montagne saranno decisive.

Loro le chiamano “Col”, come se fossero delle semplici “colline”, il più falso tra i falsi amici per quanto riguarda la traduzione dal francese all’italiano.

Sono punti mitici, rampe durissime o comunque leggendarie, chilometri dove si decide tutto.

Il tracciato della Grande Boucle di quest’anno prevede otto tappe classificate come “di montagna”. Le abbiamo prese una per una, classificandole per importanza, specificando naturalmente il giorno in cui sono previste.

Aurillac-Le Lioran, 14 luglio

Mai banali, le tappe programmate nel giorno della festa nazionale francese. E non è banale nemmeno questa, in un punto che ai più dira poco, ma che nel 2024 fu teatro di una battaglia senza esclusione di colpi tra Pogacar e Vingegaard, con quest’ultimo vincitore al termine di una volata mozzafiato.

Siamo nel Massiccio Centrale, le montagne in mezzo alla Francia e in mezzo al Tour de France 2026, visto che è la tappa numero 10. Momento-chiave se ce n’è uno, nella Grande Boucle di quest’anno.

Tour de France 2026, Alpe d’Huez giudice

Ecco qui abbiamo “barato” un po’, aggregando due tappe. Del resto entrambe terminano sull’Alpe d’Huez, con i suoi 21 tornanti tutti dedicati ai ciclisti che su questa mitica salita hanno trionfato: da Coppi a Pantani, fino a nomi impensabili come Guerini.

Tra il 24 e il 25 luglio, quindi tra terz’ultima e penultima tappa, si sancirà una volta per tutte la classifica generale della Grande Boucle. La seconda di queste due tappe, con Telegraphe e Galibier, mette paura solo a pensarci, con i suoi 5.500 metri di dislivello.

Champagnole-Plateau de Solaison, 19 luglio

Si chiude la seconda settimana del Tour de France 2026 e siamo sulle montagne dei Vosgi, un punto dell’Exagone che nel corso degli ultimi anni ha regalato momenti davvero da brividi, su tutti la celebre cronoscalata di La Planche des Belles Filles del 2020, la rimontona di Pogacar su Roglic per vincere la sua prima Grande Boucle.

Stavolta siamo nella zona dell’ex Giro del Delfinato, ora ribattezzato Tour Auvergne-Rhone Alpes. Dopo 34 anni torna sul tracciato il Mont Salève, con il Plateau de Solaison che comunque è considerato Hors Categorie.

Voiron-Orcières Melette, 23 luglio

Un passo indietro rispetto alla micidiale doppietta con arrivo all’Alpe d’Huez. Qui i gran premi della montagna sono cinque, i metri di dislivello 4mila e spiccioli. Diciamo che è l’aperitivo, tutt’altro che semplice, dei fuochi d’artificio conclusivi.

L’arrivo è collocato in cima a un’ascesa di 7,1 chilometri con pendenza media del 6,7%. Qualcuno potrebbe lasciarci le penne, sportivamente parlando.

Granollers-Les Angles, le prime montagne il 6 luglio

Terza tappa del Tour de France 2026, dalla Catalunya si entra in Francia, approcciando i Pirenei. Non è in sé una frazione durissima, ma iniziare ad arrampicarsi su queste montagne dopo solamente tre giorni di gara, rischia di lasciare per strada già qualche vittima eccellente.

Insomma, guai a distrarsi per chi abbia ambizioni da podio o quantomeno da top-10 della generale.

Mulhouse-Le Markstein, 18 luglio

Questo invece è l’aperitivo dei Vosgi, siamo vicinissimi sia alla Germania che alla Svizzera e c’è da affrontare il sempre suggestivo Ballon d’Alsace. Arrivando però dopo tre tappe abbastanza di passaggio rischia di essere una frazione presa con le molle, soprattutto dai big, destinati a darsi battaglia l’indomani, sul Plateau de Solaison.

Pau-Gavarnie, 9 luglio

Aspin e Tourmalet nel menù e mettiamo questa frazione di montagna come quella con meno hype? Purtroppo sì, per via della sua collocazione sul percorso.

Vero è che Gavrnie è un arrivo inedito, ma questi giganti pirenaici messi lì, a metà strada tra il “Grand Départ” catalano e un finale di prima settimana fatto di volate rischia di lasciare con l’amaro in bocca.

Del resto non ci si può inventare troppo, una volta che si comincia da Barcellona. Così per bilanciare difficoltà e obblighi geografici è un peccato vedere nomi altrimenti mitici posizionati così, di passaggio.