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Prosegue il cammino delle World Series Of Poker 2026, ormai avviate verso il torneo più importante: il $10.000 freezout Main Event (evento #82) che inizia il 2 luglio con il primo flight (Day 1A), per poi raggiungere la composizione del tavolo finale il 13 luglio 2026.

Come abbiamo già spiegato, l’organizzazione delle WSOP ha deciso di tornare al passato inserendo uno stacco temporale prima della volata decisiva. Tuttavia non ci saranno mesi di attesa, come accadeva anni fa con i “November Nine”, soltanto tre settimane. Gli ultimi 9 giocatori del Main Event si contenderanno il titolo e la ricchissima prima moneta dal 3 al 5 agosto.

Nel frattempo, le WSOP 2026 sono arrivate all’ottantesimo torneo su 100 in programma, con 73 braccialetti già assegnati ai rispettivi vincitori.

Immagine credits WSOP via PokerNews

Nell’ultimo report sulle WSOP 2026 ci eravamo fermati all’evento #64. L’evento #63, $700 + 300 No Limit Hold’em – Mystery Millions da 22.811 entries, si è concluso quattro giorni più tardi.

La maratona pokeristica è stata vinta dal player USA Matthew Higgins, al suo primo titolo WSOP nonostante i quasi due milioni di dollari accumulati negli ultimi 10 anni. Adesso la cifra sfiora i quattro milioni, grazie a quest’ultima vittoria. Higgins ha sconfitto in heads-up il top pro polacco Dominik Panka (€640k per il polacco), già primo nel PCA ME 2014.

Ci sono buone notizie anche per i tifosi italiani, in particolare i due payout a cinque cifre catturati da Franco Scaccia e da Tommaso Briotti (terzo itm alle WSOP 2026 per lui). Altri piazzamenti a premio sono quelli di Fabrizio Naselli, Marco Bognanni, Raffaele Sorrentino, Antonio Scalzi e Fiodor Lavagnetto.

Nel $1.500 No Limit Hold’em – Freezeout (evento #65) si è imposto il messicano Ciro Gonzales ($449k), su un field di 2.617 entries. Cinque gli italiani a premio: Leonardo Tononi (45°), Danilo Donnini (69° e quarto itm), Alan Ferraro (82°), Alessio Dercule (332°) e Davide Suriano (358°).

Tre “coppie” del Belpaese hanno invece trovato la zona in the money nell’evento #66, $1.000 No Limit Hold’em – Tag Team. Il duo Alessandro Predaroli-Leonardo Tononi è stato il migliore, con un buon 52° posto. Seguono Enrico Mosca-Alessandro Minasi (93° posto), Nicola Bracchi-Potito Martire (134°), Mauro Suriano-Davide Suriano (173°). Alla fine, il titolo e i 92k dollari del primo premio sono andati al team brasiliano composto da Breno Avellino ed Henrique Lessa, vincitori in hu sui nipponici Ruka YamauchiShotaro Murase.

Il Giappone si è rifatto nel $10.000 Limit 2-7 Triple Draw Lowball Championship (evento #67, 176 entries), grazie alla vittoria di Koji Fujimoto che ha negato il nono braccialetto a Nick Schulman.

Nick Schulman (credits WSOP via PokerNews)

Per Schulman che “fa palo”, c’è un altro gigante del poker mondiale che va invece a segno. Michael Mizrachi ha vinto il $10.000 Pot Limit Omaha Championship (evento #70), superando la concorrenza di 836 entries. Il vincitore del Main Event WSOP 2025 ha così messo in bacheca il nono braccialetto WSOP, per un ritorno economico di 1.331.322 dollari.

Mizrachi ha dominato il torneo fin dalle prime fasi, chiudendo in testa il chipcount al termine di ciascuna delle prime tre giornate e presentandosi al tavolo finale con circa l’80% dei gettoni in gioco. Nella parte finale del torneo, The Grinder si è lasciato alle spalle campioni quali i connazionali USA Martin Zamani (4°) e Jesse Lonis (7°), l’irlandese Toby Choice (8°) e il canadese Alan ‘Ari’ Engel (10°), due volte vincitore di un titolo WSOP live e collezionista seriale di anelli WSOP Circuit (17).

Nonostante il netto vantaggio, l’heads-up contro Zarvan Tumboli non è stato privo di tensione. Il pro indiano è riuscito a raddoppiare due volte, una chiudendo flush over flush. Mizrachi ha però mantenuto il controllo fino alla mano decisiva, quando la sua scala bilaterale presa al river ha crackato gli Assi di Tumboli. Oltre al premio milionario e al nono titolo WSOP, questo successo rilancia anche le ambizioni di Mizrachi nella corsa al titolo di WSOP Player of the Year, confermando ancora una volta il suo straordinario momento di forma.

Sempre nell’evento #70, Dario Sammartino ha messo una “bandierina” Italiana: 55° posto da $28.240, ottavo itm WSOP 2026 per Madgenius.

Michael Mizrachi (credits WSOP via PokerNews)

Anche Dylan Smith ha catturato un titolo importante col $2.500 Mixed Games: Mixed Big Bet 6-Handed (evento #71, 388 entries). Nel payout troviamo Max Pescatori al 40° posto.

Il sigillo finale di questo report spetta a Shaun Deeb, anche lui a caccia del nono braccialetto.

Missione compiuta. Deeb si è imposto nell‘evento #74: $1.500 Eight Game Mixed, dopo aver superato un field di 766 partecipanti. Il successo vale 181.625 dollari e permette all’istrionico professionista americano di entrare nell’esclusivo club dei giocatori con nove titoli WSOP, raggiungendo Michael Mizrachi, Benny Glaser e Johnny Moss.

Per Deeb si tratta della fine di un lungo digiuno. Dopo l’ottavo braccialetto conquistato alle WSOP Europe 2025, il campione statunitense era andato vicino al successo in diverse occasioni, collezionando tre secondi posti in eventi che assegnavano il braccialetto, compreso il recente $3.000 Nine Game Mixed WSOP 2026. Arrivato al Final Day da chipleader, Deeb ha mantenuto il controllo fino alla vittoria conclusiva in hu contro il connazionale Dean Joe.

Shaun Deeb si è confermato ancora una volta uno dei migliori specialisti al mondo nelle varianti miste. E non solo questo, perché la sua vittoria assume un peso ancora maggiore nella corsa al WSOP Player of the Year. Deeb, campione in carica, si rilancia infatti verso quello che sarebbe un risultato storico, diventando il primo giocatore a conquistare il titolo per due anni consecutivi e per la terza volta complessiva.

L’Italia del poker partecipa alla vittoria di Deeb con l’82° posto di Alessio Isaia, al suo quinto itm.

Immagine di testa: Shaun Deeb (credits WSOP via PokerNews)

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