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Nel momento di marasma che sta vivendo il basket italiano, con Brescia che potrebbe cedere il titolo sportivo a una seconda squadra romana (con al vertice il presidente americano – neo dimissionario – di Trieste, Paul Matiasic) e la precedente cessione del diritto da parte della Vanoli Cremona alla cordata guidata da Luka Doncic, sempre per un club della Capitale, ci sono due nuove certezze per la prossima stagione: le neopromosse Scafati e Verona.

La squadra del presidente Longobardi, che ha lasciato andare il proprio condottiero in panchina, Frank Vitucci, non vuole essere una comparsa, ma ai nastri di partenza della prossima stagione parte indietro in attesa che il mercato porti qualche colpo d’esperienza. Al suo fianco, la Scaligera Verona, arrivata in massima categoria dopo gli estenuanti playoff e pronta a cambiare profondamente per riuscire ad allestire un roster che possa mantenere la serie A.

Givova Scafati

Dopo aver centrato la promozione diretta un anno dopo la retrocessione in A2, la Givova è al lavoro per la creazione del roster, guidata in panchina da Piero Bucchi dopo il passaggio di Vitucci a Cantù. I punti fermi sono Bruno Mascolo (MVP della stagione) e Nicolò Nobili, che dopo un buon inizio a Bergamo ha trovato la sua dimensione nella formazione campana. In uscita una serie di giocatori: Caroti, Iannuzzi, Walker, Chiera, Italiano e Allen, mentre in arrivo sono già stati ufficializzati alcuni elementi. Warner e Horton saranno gli americani di riferimento per la Serie A, con Offorum e Ceron anch’essi già sotto contrato. Warner sarà il playmaker di Bucchi, nelle ultime tre stagioni in Francia al Bouzalac, dove viaggiava a 14.7 punti e 3.7 assist di media. Per lui un ritorno in Italia, dove giocò nella prima metà del 2019-20 con Brescia, firmando poi in A2 proprio con Scafati a metà febbraio, ma mai sceso in campo a causa dell’interruzione del campionato per il Covid. Horton è un 25enne in uscita dai belgi del Kortrijk Spurs, dove ha chiuso con 15.1 punti di media e il 41% nel tiro da tre. Insieme a loro ci sarà Offurum, ala forte 26enne di origini nigeriane e reduce da ottime stagioni in Svizzera con il Friburgo, dove ha viaggiato a 19 punti e 6.8 rimbalzi di media, con ottimi numeri (15.5 punti e 5.5 rimbalzi) in FIBA Europe Cup. Riparte da Scafati il 34enne Ceron, nell’ultima stagione a Sassari. Marco, ragazzo che si è ripreso il basket che conta dopo un gravissimo infortunio, porta in dote vasta esperienza maturata tra Pesaro, Virtus Bologna, Brescia, Mantova e varie piazze di A2; e anche tantissima voglia di fare.

Longobardi e i suoi dirigenti si stanno muovendo bene, perché non vogliono rischiare di tornare subito in A2 dopo appena un anno. Bucchi dovrebbe essere una certezza in panchina, mentre gli americani presi finora sanno tanto di scommesse. Mascolo è atteso alla consacrazione al piano di sopra e Scafati è casa sua, poi resta da completare il gruppo, a cui manca il reparto lunghi. Fin qui difficile ipotizzare quale possa essere una previsione realistica, ma la certezza è che Scafati si sta muovendo in fretta, per non farsi trovare impreparata. Che questa però non sia cattiva consigliera, perché per un buon campionato in massima serie, serve qualche acquisto mirato, giocatori che conoscano la categoria e possano trascinare i “nuovi”.

Tezenis Verona

La Scaligera riparte da coach Alessandro Ramagli, arrivato a stagione in corsa e uscito vincitore al termine di un’annata molto lunga. Con lui, nel 2026-27 non ci sarà il Direttore Generale Salvatore Trainotti, sostituito dall’ex ds di Rimini, Alessandro Bolognesi. Per quanto riguarda i giocatori invece, dovrebbe restare in prestito – dopo essere stato messo sotto contratto dall’Olimpia Milano – Andrea Loro, protagonista di una stagione spaziale tra Bergamo e appunto Verona. Con lui dovrebbe rimanere uno degli eroi promozione, Federico Zampini, che la Serie A l’ha già assaggiata con Cremona. Insieme a loro dovrebbero restare anche Bolpin, Ambrosin e Poser, che andrebbero a comporre il blocco degli italiani considerando le uscite già stabilite di Monaldi e Serpilli, mentre non certa ma probabile è quella di capitan Baldi Rossi, cercato da Brescia. Per completare il pacchetto tricolore la dirigenza punterà su giovani di serie, con il possibile innesto di un lungo under a occupare l’ultima casella disponibile. Tutto da stabilire invece il mercato degli stranieri: dovranno essere trovati giocatori con punti nelle mani e di riferimento, per provare a giocarsi una salvezza più comoda possibile. Il primo nome fatto è quello di Enoch Boakye, centro 23enne canadese, che ha giocato nel campionato NCAA con Villanova ed è reduce dall’esperienza dell’ultima stagione in Montenegro nella Liga ABA e in Belgio con lo Charleroi. Ha firmato con la Reyer Venezia, ma potrebbe essere ceduto in prestito alla Scaligera, come prima mossa del nuovo Ds Bolognesi.

Ad oggi è difficile fare previsioni su una squadra che ancora deve essere quasi interamente costruita, ma l’obiettivo di Verona – come di ogni neopromossa – è quello di comporre un gruppo che possa raggiungere la salvezza il prima possibile. La sensazione, visto il roster italiano che ha messo insieme la società, è che gli stranieri dovranno essere “da Serie A”: elementi rodati, al fine di non rischiare di presentarsi ai nastri di partenza con eccessiva inesperienza nel massimo campionato.