Il cielo di Montréal minacciava tempesta, ma il vero uragano si è abbattuto sulla Formula 1 sotto forma di un ragazzo italiano di appena diciannove anni. Kimi Antonelli conquista il quarto successo consecutivo della sua carriera, un dato già di per sé storico, e trasforma il GP del Canada in un manifesto del suo giovanissimo talento. Sul circuito dedicato a Gilles Villeneuve, uno dei luoghi più romantici e imprevedibili del mondiale, il pilota Mercedes ha dato una dimostrazione impressionante di velocità, maturità e freddezza. Alle sue spalle, finalmente, si rivede un Lewis Hamilton sorridente. Il sette volte campione del mondo centra il primo vero podio con la Ferrari in gara lunga e manda un messaggio al paddock: è ancora vivo, eccome. Verstappen limita i danni con un terzo posto di lotta, mentre la McLaren vive una domenica da incubo tattico e sportivo. Ferrari cresce, Mercedes vola, Red Bull sopravvive. E intanto Antonelli sembra già aver preso in mano il futuro della Formula 1.
Ecco le pagelle del GP del Canada.
Kimi Antonelli con un bel 10 e lode
Quattro vittorie consecutive. Basta questo dato per capire che stiamo assistendo a qualcosa di straordinario. Ma i numeri, da soli, non raccontano tutto. Antonelli ha vinto da campione vero. La gara di Montréal era una trappola continua: vento, strategie incerte, degrado gomme e un George Russell aggressivo come non mai. Kimi ha resistito a tutto. Prima ha accettato il duello ruota a ruota con il compagno di squadra senza perdere lucidità, poi ha sfruttato il ritiro dell’inglese restando glaciale nel momento decisivo. La cosa più impressionante? La naturalezza con cui gestisce la pressione. La Formula 1 cercava un nuovo fenomeno generazionale. Forse lo ha trovato.
Lewis Hamilton 9
Per mesi si era parlato di adattamento, difficoltà, incomprensioni con la Ferrari, nostalgie Mercedes. In Canada, invece, si è rivisto il vero Hamilton. Non ancora devastante come ai tempi migliori, ma finalmente brillante, aggressivo e soprattutto sereno. Il secondo posto vale tantissimo perché nasce da una gara intelligente. Lewis non aveva il ritmo per attaccare Antonelli, ma ha saputo costruire il podio giro dopo giro, gestendo perfettamente gomme e momenti della corsa. E quando Verstappen si è avvicinato nel finale, ha tirato fuori esperienza e mestiere. La Ferrari aveva bisogno di questo segnale. Voto 9.
Max Verstappen 8
La Red Bull non è più il mostro dominante delle ultime stagioni e si vede chiaramente. Però Verstappen continua a fare Verstappen: spremere il massimo possibile da ogni situazione. Il terzo posto nasce dalla sua fame. Non aveva la macchina per vincere, probabilmente nemmeno per il podio a inizio weekend, eppure nel finale era lì a mettere pressione a Hamilton. Il Max del 2026 appare diverso: meno dominante, più nervoso, ma ancora tremendamente competitivo. E quando un campione deve lottare senza avere l’auto migliore, spesso emerge il suo lato più puro.
Leclerc 7,5
Gara solida, intelligente, concreta. Non spettacolare, ma efficace. Leclerc porta a casa punti pesanti in una domenica in cui Ferrari sembra finalmente una squadra vera. Charles probabilmente avrebbe voluto qualcosa in più, soprattutto vedendo Hamilton sul podio, ma la sua corsa è stata limitata da una qualifica non perfetta e da una gestione gomme complicata nella parte centrale del GP. Resta comunque una prestazione positiva perché evita errori, massimizza il risultato e approfitta del crollo McLaren. In un mondiale lungo, anche i quarti posti possono pesare.
Russell 7
Il voto sarebbe stato più alto senza il ritiro. Fino al problema tecnico, Russell era stato protagonista di una gara straordinaria. Il duello con Antonelli è stato probabilmente il momento più bello dell’intera corsa: aggressività, sorpassi, contro-sorpassi, staccate al limite. George ha guidato con rabbia, quasi volesse dimostrare di essere ancora lui il leader Mercedes. E per lunghi tratti ci era riuscito. Poi il guasto ha spento tutto. Il problema, però, è che mentre Antonelli continua a vincere, Russell continua a vedere le occasioni sfuggire. E nel motorsport la narrativa conta quasi quanto i punti.
Ferrari 8
Probabilmente la miglior domenica stagionale del Cavallino. Non tanto per la vittoria mancata, quanto per le sensazioni. Hamilton secondo, Leclerc quarto, strategia lucida, pit stop puliti, passo gara competitivo. Finalmente la Ferrari ha dato l’impressione di sapere esattamente cosa fare. E soprattutto ha mostrato una crescita tecnica evidente.
McLaren voto 3
Disastro totale. La scelta delle gomme intermedie al via è stata un suicidio strategico. Il team ha scommesso sulla pioggia e ha perso tutto. Norris finisce ritirato, Piastri fuori dai punti e una gara potenzialmente importante si trasforma in una catastrofe. Ma ciò che preoccupa maggiormente è la sensazione di confusione. La McLaren del 2025 sembrava una squadra lucida, organizzata, quasi perfetta. Quella attuale appare nervosa e vulnerabile.
Oscar Piastri 4,5
Weekend opaco. Non totalmente per colpa sua, perché la strategia lo penalizza in maniera evidente, ma da un pilota del suo livello ci si aspetta qualcosa in più nei momenti difficili. Piastri non riesce mai davvero a reagire. Rimane intrappolato nel traffico, perde fiducia e scompare lentamente dalla corsa. È una delle prime vere battute d’arresto della sua stagione.
Lando Norris 4
Il mondiale gli sta scivolando via dalle mani. Certo, la McLaren ha enormi responsabilità, ma Norris continua a dare la sensazione di non riuscire a trascinare il team fuori dalle difficoltà. Il ritiro in Canada pesa tantissimo. Non solo per i punti persi, ma per l’impatto psicologico. Antonelli ormai è lontanissimo e anche Russell, nonostante il ritiro, resta davanti. Serve una reazione immediata.
Colapinto 8,5
Che gara! Aggressivo, veloce, spettacolare. Il sesto posto dell’argentino è una delle storie più belle del weekend. Colapinto corre con personalità, attacca quando serve e difende con intelligenza. Soprattutto, sembra completamente a suo agio in Formula 1. L’Alpine non è una vettura eccezionale, ma lui riesce continuamente a valorizzarla. Sta diventando una delle sorprese più interessanti della stagione.
Gasly 7
Meno appariscente del compagno, ma altrettanto efficace. Gasly porta a casa punti importanti e conferma i progressi Alpine. La sua gara è fatta di pazienza e consistenza. Nessun errore, ottimo ritmo e gestione intelligente delle fasi delicate.
Lawson 7,5
Ancora una volta concreto e velocissimo. Lawson continua a costruirsi una reputazione importante nel paddock. Il settimo posto vale molto più di quanto dica la classifica. Tiene dietro piloti più esperti e sfrutta ogni occasione con lucidità.
Hadjar 8
Quinto posto straordinario. Hadjar corre con coraggio e maturità, confermando che il vivaio Red Bull continua a produrre talenti di altissimo livello. Ha fame, aggressività e soprattutto velocità pura. Uno da tenere d’occhio.
E al GP che voto diamo? 9!
Il GP del Canada non tradisce mai. Anche senza pioggia vera, Montréal regala tensione, strategie folli, sorpassi e colpi di scena. Il duello interno Mercedes, la rinascita Ferrari, il caos McLaren e l’ennesimo capolavoro di Antonelli hanno trasformato la corsa in uno spettacolo totale. E ora il mondiale cambia volto. Perché Kimi Antonelli non è più soltanto la sorpresa della stagione. Sta diventando il padrone della Formula 1.


