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Sognare è stato un lungo percorso. Immaginare la prossima stagione è diventato invece un attimo. Però, sì, che bella quest’ultima Serie B. Ci ha emozionato e sta continuando a farlo, con i playoff che infiammano nord, sud e centro Italia, alla ricerca di un senso profondo a una battaglia che rimane senza esclusione di colpi. Intanto, nella massima serie sono andati Venezia e Frosinone. Non è un caso: erano i progetti più ambiziosi, al pari del Palermo e del Monza, che verosimilmente si giocheranno un posto al sole.

Entrambe le squadre avevano in fondo pochi motivi per restare in B: il Venezia è cresciuto sempre più nelle ultime stagioni, passando a una visione internazionale e seguendo la scia della città. Il Frosinone si è svincolato dalla sensazione provinciale, da tempo si è preso il suo spazio.

Venezia

E partiamo proprio dai veneti, padroni dell’ultimo campionato con 82 punti, uno in più proprio del Frosinone. Il Venezia è stato la miglior difesa (31 gol subiti) e pure il miglior attacco, con un numero enorme – 77 – di reti realizzate. E’ stata questa, a fare la differenza. Ed è stato poi Andrea Adorante, autore di 17 centri, oltre alla super stagione di Yeboah, con 10 gol e 10 assist. Mica male.

Il percorso

Più di altri, il volto della promozione è stato quello di Giovanni Stroppa. Per qualcuno allenatore da categoria, per altri un tecnico pronto a stupire pure nel prossimo campionato di Serie A, che spesso non è stato tenero con la sua ricerca costante del gioco. Comunque, dopo un inizio con appena 5 punti nelle prime 4 partite, già 3 sconfitte nelle prime 11 sfide, il vero slancio veneziano è arrivato a metà stagione, dalla 16esima alla 26esima gara: 10 vittorie in 11 partite, in mezzo giusto il ko interno col Modena, l’ultimo prima di una serie di 14 partite senza sconfitte.

Le aspettative

Va da sé: l’anno prossimo sarà tutto molto diverso. Ma il Venezia non vuole perdere questa propensione all’attacco, quell’andare a giocarsela su ogni campo. Ha fatto la differenza per tanti, e il modello può essere il Genoa di De Rossi, su tutti il Sassuolo di Grosso, autore di una stagione super e da campione della B. Insomma: con un paio di accorgimenti, il giusto mercato, il Venezia può diventare una certezza in A. La proprietà c’è: lo scorso 7 maggio, Drake ha inaugurato la nuova era canadese. E Francesca Bodie è diventata presidente del club.

Prospettive di crescita

Ecco, con queste prospettive di crescita, il Venezia si candida più seriamente a diventare un punto fermo, non una fase di passaggio. Verosimilmente ripartirà da Stroppa in panchina e dai migliori dell’ultima stagione: Stankovic tra i pali, Perez in mezzo, Yeboah davanti. E la città, come chi gestisce, si sta già adoperando per fare sempre di più. Per trasformare la storia di una società e renderla all’altezza della fama che merita.

Frosinone

Dieci anni dopo la prima volta, e per la quarta occasione in assoluto, il Frosinone è tornato in Serie A. I laziali guidati da Alvini hanno sfruttato una scia enorme, regalando spettacolo e concretezza, diventando ancora una volta la storia del campionato. 81 punti totali, quattro vittorie nelle ultime quattro partite che hanno staccato definitivamente il Monza e relegato il Palermo addirittura al quarto posto. 76 gol fatti: tantissimi. Ghedjemis mvp.

Il percorso

Ed è da lui che bisogna ripartire, oltre che dal lavoro di Alvini. L’ala franco-algerina ha realizzato 15 reti: indomabile. Come lo è stato Calò a centrocampo, a sua volta autore di 15 assist. Ma non è stato tutto semplice, a dispetto delle sole 3 sconfitte (due volte col Venezia, una col Monza). Dopo un buon inizio, la svolta è arrivata tra la 13esima e la 17esima giornata, con 5 successi di fila. Poi i pareggi, sempre troppi, ben 12. E quel finale di rincorsa con 7 vittorie nelle ultime 8 dopo 4 pareggi nelle precedenti 5 partite. Alti e bassi. Però senza mai perdersi.

Le aspettative

Non è stato semplice allestire questa squadra, e non sarà semplice confermarla. Anche perché molti sono arrivati in prestito, come la punta Raimondo (dal Bologna), autore di 11 reti. A tanti, una stagione in A, potrebbe servire per il salto di qualità necessario. Ma qualche innesto d’esperienza serve con il pane ad Alvini, che sarà confermato sulla panchina laziale, e che punterà tanto sul trio offensivo che sa accendersi quando vuole: Kvernadze, Raimondo e Ghedjemis. Nulla sarà toccato (dal 4-3-3 all’atteggiamento generale), però qualcosa andrà rivisto. Anche solo per non perdersi nelle difficoltà della massima serie.

Prospettive di crescita

La bellezza del Frosinone è che non c’è spazio per gli over 30. Gelli li compirà a ottobre, Masciangelo a luglio, per il resto – oltre al portiere Pisseri – il Frosinone ha una rosa estremamente giovane, che può crescere, e però anche subire. L’idea della società è quella di proseguire su questa strada ma aggiungendo tasselli nei ruoli chiave per aiutare lo sviluppo della rosa. Presto, prestissimo, per fare nomi. Giusto, giustissimo, continuare a metterlo giù come un gioco da ragazzi. Ne vedremo delle belle.