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Quarto posto e salvezza: il resto non conta, perché è questo il sale del nostro campionato, che in 180 minuti dovrà trovare necessariamente un suo sfogo, un finale vero e concreto. Bene, sì: siamo pronti a vedere come finirà, e dove, e perché, e chissà se… Insomma: può cambiare qualsiasi scenario da un momento all’altro e non ci sembrava d’aspettare davvero altro. Perciò, cinture allacciate e situazione chiara: due posti in palio per la grande Europa, senza considerare il Napoli (a cui serve una vittoria), se lo giocano Juve, Milan, Roma e Como.

Poi? Posi guarda in basso. Anche il Cagliari è ormai salvo, mentre Lecce e Cremonese si stanno giocando definitivamente la permanenza in Serie A: sono a un punto di distanza, la Cremo ha vinto l’ultima con il Pisa e i salentini han perso in casa con la Juve, pur combattendo. Adesso il Lecce ha il Sassuolo in trasferta e Genoa in casa. Cremonese a Udine, poi col Como.

1) Si è capovolto il quarto posto

Nell’introduzione c’è uno spoiler abbastanza grosso, ma qui si può sviluppare meglio il ribaltone quarto posto. Partendo dalla Juve: vittoria pesantissima a Lecce, che arriva soprattutto dopo il pari interno con il Verona. Eccolo lì, il cambio deciso, che si lega ai risultati delle altre. E che porta la Juventus al terzo posto, adesso. Considerati gli spettri di 7 giorni prima, sembra un’enormità.

Molti si sono divertiti a fare le percentuali di approdo in Champions League: per ora, i favoriti, anche solo per una questione di punti, sono Milan e Juve. Forse è la tradizione, forse è che sarebbe complicato vederla in maniera differente.

2) Allegri non ha aggiunto

A proposito di Milan: Allegri è finito in un vortice che – teme lui in primis – potrebbe non avere fine. O comunque la fine peggiore possibile. Max non è riuscito a dare una sterzata ai suoi e anche con l’Atalanta, che pure in passato era riuscito a incartare, si è interrotta la magia. In più, il Milan vive momenti duri, di contestazione, rivolti agli spalti, ma anche ai giocatori in campo. Si è fermato Pulisic, è crollato quasi tutto. Leao forse non è mai partito.

Ma è sul tecnico, come sempre, che si sta sviluppando in maniera evidente il dibattito: molti si aspettavano la “mano” di Allegri, e invece i risultati dimostrano quanto anche l’allenatore sia chiaramente in difficoltà.

3) Lo slancio della Roma

Lo slancio è stato invece quello della Roma. I giallorossi sembravano ormai spacciati – l’ha ammesso anche Gasperini, che prima del 3-2 di Parma pensava “alla Conference” -, tanto dal gol di Gatti nello scontro diretto con la Juve quanto all’ultima partita, con la rimontona nel recupero che ha permesso ancora alla Roma di sognare. Da quell’entusiasmo Gasp prova a caricare i suoi. A darsi l’opportunità di un’altra rimonta: quella Champions.

Il calendario dice, adesso: il derby (domenica alle 12.30), quindi l’ultima in casa del Verona, già retrocesso. E’ chiaro: se dovesse superare il primo ostacolo, il secondo verrà da sé. E punta tutto sul crollo del Milan.

4) Cremonese-Lecce: finché ce n’è

Calendario già chiaro pure per Cremonese e Lecce, che invece animeranno questo caos salvezza fino all’ultima giornata. Il vantaggio sembra dei salentini, a prescindere dal punto in più che hanno in classifica. Il Lecce si è dimostrato più squadra, ha avuto più opportunità di mostrare il suo gioco, e la difesa a oltranza di Di Francesco ha comunque dato i suoi frutti. Proprio sull’allenatore toccherà concentrarsi: dal Frosinone al Venezia, gli ultimi anni sono stati quasi uno shock per com’è andata a finire.

Il primo a meritare un’altra storia è proprio DiFra, anche se Giampaolo ha raccolto una situazione complicata e ha provato a tenerla su il più possibile. Nessuno parte sconfitto, nemmeno uno parte già vincitore. Ne vedremo delle belle.

5) Antonio Conte è un’altra persona

Il vero shock però ce l’ha regalato Antonio Conte, ma non per il risultato del suo Napoli contro il Bologna (vittoria rossoblù per 3-2, all’ultimo minuto), bensì per alcune dichiarazioni che no, non sembrano proprio da lui. Il tecnico si è difeso per il secondo posto (momentaneo), asserendo che il “Napoli non ha perso”, anche se l’Inter alla fine ha vinto lo scudetto. Anni fa esternava cose, frasi, emozioni ben diverse.

Cos’è successo, allora, ad Antonio Conte? Difende il suo lavoro oppure è cambiato nella mentalità? Ah, saperlo. Intanto, si gioca anche lui un posto Champions, seppur con un vantaggio evidente. Gli basta una vittoria. Poi penserà al futuro.