Vai al contenuto

Vincerà chi non avrà paura. E l’esempio è sempre l’Inter: complimenti ai campioni d’Italia, complimenti perché si sono dimostrati i più forti. E “forti” vuol dire: continui, di qualità, di quantità, di giocate, di ritmo, di tecnica. Qualsiasi dato offensivo premia i nerazzurri, qualsiasi dato difensivo premia ancora la squadra di Chivu. Complimenti, poco da dire. Tutto il resto si vedrà, a partire dalla costruzione della squadra della prossima stagione: dovrà dominare in Italia, ma la vera sfida torna a essere l’Europa.

Nel frattempo, quasi tutte le caselle sono state definite. “Quasi” perché ne manca una, la più delicata dopo la retrocessione: che differenza che fanno quei milioni della Champions League. La situazione, al momento, è questa: Milan terzo a quota 67, la Juve è a 65, la Roma a 64, il Como a 62.

1) Non è finita finché non è finita

E allora sì, non è finita finché non è finita. La corsa al quarto posto è bellissima ed entusiasmante: il Milan ha vinto una sola partita nelle ultime 5 e ha bisogno di 6 punti in 3 partite. Ci riuscirà? Una volta avremmo detto “figuriamoci”, adesso è giusto tenersi un po’ di dubbi. E la Juve? Lo scivolone con il Verona va ben oltre la buccia di banana: è una caduta rumorosissima, intanto ha piazzato due pareggi che hanno rallentato una corsa che sembrava lanciatissima.

Non è finita finché non è finita, no? Ecco, e allora le tre vittorie della Roma (in 4 partite) hanno ristabilito le gerarchie delle speranze, oltre al fatto che i bianconeri siano ormai a 1 punto. Poi il Como, che invece ne ha vinta appena una nelle ultime 5. Son lì. Se la giocano. Vedremo.

2) Dubbi sul futuro

Mentre la Lazio ha trovato una sua squadra (e una sua quadra) alla fine della stagione, ci sono diverse squadre che continuano ad avere dubbi sul futuro, perché vivono dei momenti estremamente interlocutori. Un esempio? Il Bologna, che fa fatica a trovare continuità, ma che riconfermerà Italiano; il Torino, che inizia a pensare oltre D’Aversa. E la Fiorentina, tartassata dalla Roma all’Olimpico, e che riflette sulle prossime mosse.

La riflessione più ambiziosa porterebbe a Fabio Grosso, reduce da un altro super risultato con il suo Sassuolo: ha battuto il Milan di Allegri e si sta riproponendo come l’uomo delle ripartenze. Non a caso ci pensa anche l’Atalanta, che su Palladino ora coltiva più dubbi che certezze.

3) Qualcuno si salvi

La vittoria del Lecce, il ko (secondo di fila) della Cremonese. Ballano 4 punti adesso tra i grigiorossi e i salentini, che nelle ultime tre partite hanno sempre fatto punti. Certo, la vittoria portata a casa nell’ultima giornata in casa del Pisa ha un peso specifico enorme, vale davvero un’enormità. E adesso c’è la Juventus, a Via del Mare. Varrebbe praticamente un match point se non fosse che la terzultima chiamata della Cremo sia in casa, allo Zini, contro lo stesso Pisa già retrocesso.

Insomma: qualcuno si salvi. E ci regali anche un finale ad altissimo tasso emotivo, con la forza di cambiare risultati già scritti. La Cremonese si prepara al tutto per tutto, dopo il Pisa avrà da andare a Udine e chiuderà con il Como in casa. Non semplice. E il Lecce? Juve, sì. Poi col Sassuolo e Genoa. Più semplice?

4) I rimpianti del Napoli

Sono diventati intanto 12, i punti di distanza tra l’Inter e il Napoli, con i tifosi azzurri che un po’ provano a caricarsi in vista della prossima stagione. Del resto, questa è stata totalmente interlocutoria, inevitabilmente segnata dalle difficoltà e soprattutto dagli infortuni. Che caos, certi giorni. E che partite, altre volte. Da lì gli azzurri proveranno a ricominciare, consapevoli di poter cambiare presto la propria storia. Però…

Eh, però chissà con quale guida. Perché non è la panchina di Conte a traballare, ma Conte stesso. Ci saranno le condizioni per continuare in azzurro? Lo capiremo. Intanto, il più deluso da quest’annata è proprio lui.

5) I campioni d’Italia sono i più forti

E si ritorna al punto di partenza. L’Inter è campione d’Italia e vale la pena fare una sfilza di numeri per simboleggiare la portata. Cioè: in 35 partite, i nerazzurri hanno vinto 26 partite, pareggiate appena 4, perso 5 volte. Soprattutto: hanno fatto 82 reti, 30 in più del Napoli, 34 più del Milan, e la più vicina – il Como, 59 – dista comunque 23 realizzazioni. Capito? Come se non bastasse, 31 gol subiti, in linea con le migliori (Como 28, Roma e Milan a 29, Juve a 30). Differenza a 51.

Adesso Chivu, che ha vinto al primo colpo e va ugualmente rimarcato, può completare l’opera con il doblete. Cioè con la Coppa Italia. C’è voglia di prendersela, dopo quanto accaduto l’anno scorso. Non c’è più presunzione, dopo quanto accaduto l’anno scorso.