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E’ tutto pronto allo Sporting Monte-Carlo (Principato di Monaco) per l’inizio dell’European Poker Tour. La seconda tappa della stagione 2026, dopo quella disputata a Parigi circa due mesi fa, è in programma dal 30 aprile al 10 maggio.

Il palinsesto conta 62 tornei, tra eventi dotati di “picca” (53) e qualifier. Al centro dell’attenzione ci sono quelli del PokerStars Open (30/04-04/05), che farà da apripista alla kermesse, e i “big” dell’EPT, cioè il Main Event (04-10/05), i due Super High Roller, gli High Roller a cinque cifre e i numerosi tornei con le “taglie”, in particolare l’€3.250 Mystery Bounty (06-08/05).

Il Texas Hold’em rimane sempre la specialità di poker con più presenze, ma quest’anno non passa inosservata la quantità di tornei “alternativi”. Su tutti quelli di Omaha (PLO e Hi/Lo): ben 7 compreso un High Roller da €30.000 a dimostrazione di quanto sia in crescita questa variante. E ancora, eventi di Mixed Games tra i quali si conferma anche il T.O.R.S.E., variante dell’H.O.R.S.E. dove il Limit Hold’em viene sostituito dal Triple Draw.

Non mancano infine le classiche serate ludiche e di intrattenimento con show e competizioni varie. Il programma completo è disponibile sul sito dell’organizzatore.

Antonio Buonanno solleva la picca EPT Main Event a Montecarlo nel 2014 (credits RIHL)

Montecarlo registrerà quest’anno la 19a presenza nella storia del più importante circuito di poker in Europa, una in più di Praga e una in meno rispetto all’onnipresente – periodo pandemico e PS Championship a parte – Barcellona. Una tappa quindi iconica che ha celebrato grandi trionfi e regalato emozioni agli appassionati, italiani inclusi.

Ma iconiche sono anche alcune mani viste durante gli EPT di Montecarlo. Ne proponiamo una, entrata di diritto nel “gotha” delle grandi giocate.

L’AZIONE TRA LOESER E RIESS

Siamo nel 2019, stagione numero 15 dell’EPT, l’ultima prima dell’inizio della pandemia. A Montecarlo va in scena la seconda tappa di sei: segue Sochi e precede Madrid, Barcellona, di nuovo Sochi e infine Praga.

Ci sono 26 “picche” in palio, tre delle quali verranno vinte da giocatori italiani: Stefano Schiano nel French National Championship (il corrispettivo dell’attuale ME PS Open), Giuseppe Caridi nell’EPT Cup e Dario Sammartino nel 2.150 euro NLH Freezout.

L’attenzione è però inevitabilmente calamitata dal Main Event EPT. E’ durante quel torneo che gli spettatori assistono a una giocata ai confine della realtà.

Al tavolo finale sono rimasti cinque giocatori. In testa c’è il tedesco Manig Loeser, giocatore molto affermato già in quel momento con numerosi itm di valore alla WSOP, un secondo posto nel A$100k Aussie Millions Challenge e due vittorie in altrettante tappe WPT. Loeser guida il gruppetto con 9.680.000 chip.

Dietro a lui c’è l’italiano Nicola Grieco, primo al termine del Day 4, che adesso si trova a quota 7.220.000. Seguono l’ungherese Viktor Katzenberger (5.990.000), il cinese Wei Huang (3.150.000) e il pro statunitense Ryan Riess (1.380.000). Su quest’ultimo basta dire solo una cosa: è diventato campione del mondo nel 2013 vincendo il ME WSOP a Las Vegas.

Manig Loeser (credits RIHL)

L’azione riguarda proprio l’ultimo e il primo del count. I bui sono 100k/200k bb ante 200k e Manig Loeser completa da Small Blind. Ryan Riess (BB) controlla le proprie hole cards e poi fa check.

Il flop si presenta J♦9♦8♣: check-check. La stessa azione si ripete al turn, un J♣ che bina il board e rende ancora più drawy la situazione (scala e colore doppio), ma nessuno decide di fare azione.

I due arrivano quindi al river senza aver investito chip. Ci pensa allora Loeser che, dopo aver visto il 9♥ completare il board, mette ai resti Ryess overbettando 980.000 chip su un piatto che ne ha 600.000. L’americano ragiona un po’, ma nemmeno troppo, e alla fine chiama. Lo showdown lascia tutti a bocca aperta: Loeser è costretto a mostrare il bluff con 6♠2♥ in mano, Riess gira un modestissimo 10♠2♣, ten-high, che però gli consegna il piatto! E’ uno dei più grandi hero call nella storia del poker!

Non proviamo nemmeno ad analizzare una giocata che ha non solo un thinking process molto complesso, ma implica anche una lettura profonda dell’avversario. Per chi fosse interessato c’è quella di Doug Polk su Upswing Poker.

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