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Quattro svincoli, tutti importanti, presto pure determinanti. Negli ultimi risultati dell’ultima giornata (cronologicamente parlando) di campionato, si iniziano a vedere i verdetti, a capire quello che accadrà in fondo alla strada, lì dove il sole è pronto a illuminare i risultati pur con qualche spettro che – per adesso – col calcio giocato non c’entra davvero nulla. A ogni modo, si capirà. Più semplice e divertente concentrarsi su questa coda stagionale, dalla quale è opportuno aspettarsi un po’ di tutto. Speriamo, su quel tutto, emozioni.

Non ne abbiamo viste nel big match di San Siro, quello tra Milan e Juventus. Ne abbiamo vissute un po’ di più nel ritorno del Napoli (4-0 con la Cremonese), nel pari di Torino dell’Inter, nel lunedì scoppiettante di Cagliari (con l’Atalanta) e di Roma (il 3-3 tra Lazio e Udinese). Si può fare, insomma. Si può andare oltre il risultatismo estremo.

1) In Champions League ci va la noia

Chissà come hanno osservato quelle partite i giocatori di Milan e Juventus, che hanno preso da parte la paura e l’hanno fatta propria. Al Meazza è andata in scena una delle partite più brutte della stagione, il terzo 0-0 dell’intera giornata dopo Verona-Lecce (prevedibile) e Fiorentina-Sassuolo (un po’ meno). Ma se lì quasi si può giustificare il timore di perdere punti, a San Siro si attendevano due squadre pronte a darsele di santa ragione per guadagnare definitivamente un posto in Champions League.

Macché. Tutto sbagliato. La Juve ha tirato 5 volte, il Milan giusto una volta, anche se ha avuto un paio di break interessanti e non certo sfruttati a dovere. Si permetta una chiosa populista: prima della partita, la curva ha protestato per i prezzi dei settori popolari. Ecco, non è stato un grande spot.

2) Quanto Cuesta questo campionato

A proposito di pragmatismo e risultatismo: fa discutere questo campionato del Parma, che anche con il Pisa, ormai sempre più condannato alla retrocessione, porta a casa una vittoria importante per 1-0. Ha 42 punti, ne ha vinte diverse di corto muso, e infatti il giovanissimo allenatore, Carlos Cuesta, è finito nel dibattito dei giochisti. Il nodo è sempre lo stesso: cosa si può dire al tecnico meno esperto del campionato, che al primo anno di Serie A porta a casa una salvezza tranquilla?

Si può dire bravo, certo. Si può dire che non abbia grosse alternative, chiaro. Ma si può pure parlare di una proposta di gioco di cui si tiene poco conto: non è una squadra estremamente spettacolare, il Parma, perché Cuesta s’è fatto più furbo. Sa benissimo cosa muove il mondo. E sono gli 1-0.

3) Scricchiolii di Palladino

Il ko più sorprendente, anche per com’è arrivato, nell’ultima giornata è stato quello dell’Atalanta. La Dea è caduta a Cagliari e per i sardi è stato un successo determinante dopo un bel po’ di preoccupazioni che si erano sommate nell’ultimo periodo. Perciò bene, benissimo la seconda vittoria nelle ultime tre giornate, che porta a 8 punti il distacco dalla Cremonese, terzultima. Ma male la Dea, che in campionato non vince da tre partite e che ha mancato la finale di Coppa Italia.

Inizia a preoccupare anche la situazione di Palladino, che andrà revisionata a fine stagione: il tecnico napoletano è stato bravissimo nel ridare ritmo a una squadra parsa perduta, ma l’Europa è lontana, e dopo anni a Bergamo si respira aria di ripartenza.

4) L’Inter non ama la carrozza

Lo scherzo del Toro, intanto, si è preso la scena pure in quest’ultima giornata: i granata, che ormai non hanno più nulla da chiedere al campionato dopo la salvezza tranquilla e ormai aritmetica organizzata da D’Aversa, hanno pareggiato in rimonta per 2-2 contro i futuri campioni d’Italia, ossia l’Inter. Non c’è un pericolo rimonta da parte del Napoli, per quanto i social si divertano a ipotizzare qualsiasi scenario: i nerazzurri conservano un vantaggio di 10 punti, basterà vincere la prossima.

Fa sorridere però quanto i nerazzurri non amino la carrozza: molte cose avrebbero potute prenderle prima e con larghissimo anticipo, invece restano sul filo. Magari, anche per tenersi motivati. La prossima è a San Siro, domenica con il Parma: ci sarà da sorridere.

5) Chiarezza Roma: ripartirà

A Roma intanto s’è fatta chiarezza, e i rimpianti aumentano per com’è stato gestito il finale di stagione. Tra Gasperini e Ranieri ha vinto il primo, mentre il secondo è stato salutati in anticipo dalla proprietà americana. La squadra di Gasp resta in corsa per la Champions League: con il pari della Juve a Milano, la distanza con i bianconeri è la stessa del Como, praticamente tre punti. E il calendario non è impossibile, ma non lo è nemmeno per i bianconeri.

Insomma: serve un passo falso juventino, oltre a quello del Como. E se il secondo non è impossibile da pronosticare, il primo sembra più complicato. Fiorentina, Parma, il derby con la Lazio e Verona all’ultima. Il calendario è questo: la Roma lo affronterà con più chiarezza interna.