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La scuola ungherese del poker vanta alcuni ottimi giocatori, nonostante un field locale non troppo ampio, condizionato dalle leggi nazionali che limitano il gioco (ne abbiamo parlato tempo fa con il ‘veterano’ Peter Karamas).

Negli ultimi anni alcuni grinder magiari dell’online si sono fatti valere anche dal vivo nei tornei high/super high roller. Parliamo di Laszlo Bujtas, Andras Nemeth, Gergo Nagy che occupano in questo ordine le prime tre posizioni della All Time Money List ungherese.

Poi, sempre nella top 10, ci sono giocatori che militano da più tempo nel circuito internazionale del poker live e vantano risultati di grande valore. Norbert Szecsi ha conquistato due braccialetti WSOP (uno a Rozvadov, quindi WSOPE) ed è arrivato secondo all’EPT ME di Praga nel 2019. Andras Koroknai ha vinto il prestigioso World Poker Tour L.A. Poker Classic nel 2010 per $1.788.040 e nel 2012 si è piazzato 6° nel ME WSOP. Marton Czuczor è stato due volte runner-up di un Main Event EPT: a Praga nel 2016 e a Barcellona nel 2019. Valdemar Kwaysser si è regalato un braccialetto WSOP, il Latin American Poker Tour ME a Panama e un IPT ME a Sanremo.

A proposito di Italian Poker Tour: molti appassionati di poker con qualche anno in più ricorderanno Tamas Lendvai, vincitore nel 2010 dell’IPT Main Event di Sanremo. Successivamente Lendvai ha aggiunto alla sua lunga carriera un braccialetto WSOP, nel 2022. La tripletta di vittorie ungheresi all’IPT è stata raggiunta con Balazs Somodi, primo a Saint-Vincent nel 2016.

In questa lista di risultati manca però un primo posto targato European Poker Tour Main Event, nonostante le numerose occasioni. Prima degli “argenti” di Czuczor e Szecsi, l’Ungheria ha infatti sfiorato la vittoria altre due volte: è la strana storia di Denes Tamas Kalo, fiamma magiara del poker che ha brillato nel corso di tre annate e poi si è spenta, per non riaccendersi più. Almeno finora.

Denes Tamas Kalo (credits PokerNews)

Di Denes Kalo si sa molto poco ancora oggi. Classe 1977, residente a Budapest, laureato nel 1999 in Economia, quando si avvicina al grande poker live è già sposato con una modella ungherese, Melinda. Lui invece lavora come responsabile commerciale in una società di brokeraggio. Avrebbe anche le chance per diventare un giocatore professionista di pallamano, come suo padre, ma c’è un altro gioco che lo attira di più: il poker. Possiede già le skills, allenate da tre anni di tornei in piccoli eventi live e soprattutto online.

Nel 2006 va a Baden (Austria) e mette a segno il suo primo itm. Arriva secondo su 107 giocatori nel € 3.150 European Poker Masters, alle spalle del connazionale Richard Toth (attuale n.11 ungherese e per un breve periodo PS Ambassador). Quella prima “bandierina” consegna a Kalo €50.440.

Un anno più tardi Denes Kalo sfiora il primo colpo grosso. La location è sempre Baden, ma questa volta si parla di European Poker Tour Main Event che, in quel periodo, aveva un’iscrizione media di 8.000 euro. L’ungherese supera la concorrenza di 280 avversari prima di raggiungere l’heads-up. Ad attenderlo c’è Julian Thew: dopo una sfida combattuta, l’inglese vince il titolo e €670.800. Kalo si consola incassando altri 375.000.

Nel 2008, l’ungherese è di nuovo al final table di un Main Event EPT, il più ambito. A Grand Final di Montecarlo c’è un field internazionale (842 iscritti) con giocatori di altissimo livello per quel periodo: Sorel Mizzi, Antonio Esfandiari, Kassem Deeb, Johnny Lodden, Joe Hachem e l”azzurro’ Luca Pagano, in quel momento già al suo ottavo itm e terzo final table EPT.

Kalo raggiunge l’ultimo atto del torneo con il terzultimo stack. Ecco la situazione di partenza al tavolo finale:

Seat 1: Denes Kalo (UNG) 1.119.000
Seat 2: Michael Martin (USA) 1.320.000
Seat 3: Luca Pagano (ITA) 688.000
Seat 4: Valeriy Ilikyan (RUS) 1.396.000
Seat 5: Antonio Esfandiari (USA) 501.000
Seat 6: Maxime Villemure (CAN) 1.206.000
Seat 7: Glen Chorny (CAN) 3.613.000
Seat 8: Isaac ‘westmenloAA’ Baron (USA) 2.853.000

Pagano elimina Esfandiari alla 13ma mano (AJ off > A8 off), ma poi si arrende al 6° posto – in mezzo c’è l’uscita al 7° di Ilikyan – dopo essere stato chipleader e aver perso la mano chiave da Villemure: AK del canadese che trova Asso al flop contro i Jacks dell’Italiano. Il giustiziere di Luca Pagano è invece Kalo che chiama la tribet shove con Q♥Q♠ e domina l’A♥J♦ dell’azzurro su questo board: 7♦K♦7♥10♥J♥.

Poco dopo anche Martin saluta il gruppo, mentre Kalo prosegue la sua marcia grazie ad un approccio molto solido. A 4 left il gioco rallenta e la differenza tra gli stack si assottiglia. Passano circa due ore prima che Glen Chorny elimini Isaac Baron con AA > AQ. Segue un’altra lunga fase di attesa, rotta nuovamente da Chorny che manda alle casse il connazionale Villemure. A questo punto l’hu è servito, ma la distanza in chips tra Chorny (11.360.000) e Kalo (1.265.000) fa sì che duri pochissimo. Alla seconda mano, Denes Kalo apre con K♥Q♥ e poi chiama l’all-in di Chorny che mostra A♥5♥: il board A♠Q♠6♠6♦10♦ consegna al canadese trofeo e €2.020.000, mentre l’ungherese riceve €1.179.000, il suo miglior risultato.

Anche la seconda chance per vincere un EPT ME è sfuggita a Denes Kalo. Non ce ne saranno altre. Nel 2009 il player magiaro metterà a segno gli ultimi due piazzamenti a premio: 92° nel ME PCA ($17.500) e 5° nell’Unibet Open di Budapest (€25.920). La carriera pokeristica di Denes Kalo finisce così: $2.509.779 vinti con solo 5 in the money, tuttora ottavo posto nella All Time Money List ungherese.

Di lui si sono un po’ perse le tracce, ad eccezione di un video pubblicato (in ungherese) su YouTube nel 2012. Oggi Denes Kalo si occupa di investimenti e sviluppo nel settore immobiliare attraverso la sua società KD Group Founder. Lo trovate su LinkedIn.

Denes Tamas Kalo

Immagine di testa: Denes Tamas Kalo (credits PokerNews)

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