rafael nadal tennis roma

Le pagelle del Roland Garros: Nadal senza aggettivi, Trevisan leonessa

Share on facebook
Share on twitter
Share on email
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on email

Si è chiusa ieri una bellissima edizione del Roland Garros, il secondo Grande Slam della stagione, che ha visto le vittorie di Rafa Nadal e Iga Swiatek.

Se in campo maschile il pronostico alla vigilia era piuttosto aperto con tutta una serie di candidati alla vittoria finale messi in riga dallo spagnolo, in quello femminile la dominatrice annunciata non ha praticamente conosciuto ostacoli.

Ecco il pagellone del torneo.

Rafael Nadal 10

Se conoscete un aggettivo che possa calzare a pennello alla luce di una vittoria così sentita e preziosa, fatecelo conoscere nei commenti sui nostri social.

Rafael Nadal ha conquistato la vittoria messa in discussione lungo il suo percorso in almeno due occasioni, ma a vincere sulla terra rossa parigina è ancora una volta lui.

La Testa di serie numero 5 è stata inserita nella parte di tabellone dove facevano capolino i più forti, da Djokovic a Zverev, passando per il baby fenomeno Alcaraz (5).

Non c’è stato nessuno, alla resa dei conti, in grado di eliminare il maiorchino, ancora una volta, la 14ª, in cima alla Torre Eiffel. Il cammino era costellato di insidie, quelle che si sono poste dinnanzi al re di Parigi fin dalla seconda settimana, durante la quale Nadal ha eliminato qualcosa come 4 top ten, Auger Aliassime (6), Novak Djokovic, Alex Zverev e Casper Ruud, tutti sconfitti.

Al termine del suo trionfo, nelle interviste post partita, Rafa ha detto che continuerà a lottare fino a quando il fisico glielo consentirà, ed è questa la notizia più bella per gli appassionati.

Infinito.

Casper Ruud 7,5

Della scuderia di Rafael Nadal fa parte anche il norvegese, 23 anni, alla sua prima finale agli Open di Francia. Ruud ha infatti carpito i segreti del mestiere proprio dal 22 volte vincitore degli Slam e i frutti, già intravisti negli ultimi due anni, cominciano a diventare notevoli.

Il torneo del giocatore nordico è cominciato con una partita piena di insidie, al cospetto di Jo-Wilfried Tsonga (9 alla carriera), all’ultima apparizione nel torneo di casa e protagonista di una pomposa cerimonia di chiusura carriera alla quale hanno preso parte i protagonisti più importanti del suo cammino.

Non ci giriamo intorno più di tanto, la parte bassa del tabellone offriva a Ruud la possibilità di arrivare in fondo e la sua bravura è stata quella di approfittare della eliminazione di artisti del calibro di Medvedev e Tsitsipas, ma questo non toglie praticamente nulla allo splendido percorso di “Little Casper“.

Promessa.

Marin Cilic 7,5

Dato per morto e sepolto ormai da anni, Cilic continua a centrare risultati che alla vigilia dei tornei non sono quasi mai pronosticabili.

A Parigi ha fatto un capolavoro fino alla semifinale nella quale Ruud lo ha sorpreso con una varietà di colpi incredibile e nella quale ha parzialmente perso l’efficacia del servizio, vero e proprio punto di forza del suo gioco.

La ciliegina sulla torta del colosso croato è rappresentata dalla eliminazione ai quarti di Daniil Medvedev (5), quest’ultimo probabilmente fin troppo distratto dalle polemiche per l’esclusione di Wimbledon e da una stagione che non è partita alla grande per lui.

Adesso rivedremo Cilic sull’erba, dove è tutta un’altra storia e non è detto che non si regali una nuova impresa.

Sorpresa

Alexander Zverev 7

Tra i giocatori che sembravano poter mettere in difficoltà nella parte alta del tabellone Nadal, Alexander Zverev è quello che avrebbe potuto farlo con maggiore efficacia.

E sembrava proprio così, vista la folle conclusione del primo set giocato contro il maiorchino in semifinale, contro il quale il numero 3 del mondo era in procinto di giocare una partita che sembrava assumere i connotati di un match epico.

Quel drammatico infortunio ai legamenti della caviglia destra, ci priverà del talento teutonico per buona parte della stagione, ma ciò non vuol dire che il suo sogno si sia interrotto definitivamente. Lo aspettiamo, si spera, entro la chiusura del 2022, sul cemento.

Sfigatissimo

Novak Djokovic 5,5

Contro un Rafa Nadal di questo tipo, era davvero difficile combattere ad armi pari, ma da uno come Djokovic ci si aspetterebbe qualcosa di più.

I più attenti avevano sollevato un sopracciglio nonostante la vittoria del serbo agli Internazionali di Roma, alla luce di alcune sbavature fatte riscontrare al Foro Italico e un cammino complicato ma non impossibile.

Le prime partite al Roland Garros avevano fugato ogni tipo di dubbio, visto lo straripante dominio messo in mostra durante la prima settimana con le eliminazioni di Nishioka, Molca, Bedene e, soprattutto, Schwartzman (6).

Con Nadal il numero 1 al mondo è partito malissimo, per poi riprendersi al secondo set, ma forza mentale dello spagnolo è venuta fuori alla lunga e Djokovic si è dovuto arrendere.

Rimandato a Wimbledon

Iga Swiatek 9

Un dominio che non si vedeva da tempo, acquisito peraltro in tempi brevissimi, cosa che in campo femminile si vede raramente.

La giocatrice polacca, da tempo numero 1 al mondo, merita tutti gli elogi di questo mondo. Completa, strategicamente perfetta, composta, rapida negli spostamenti e capace di sfoderare vincenti all’incrocio delle righe come nessuna al mondo.

La cartina di tornasole del successo di Iga, è la stretta di mano al suo idolo Lewandowski, giunto a Parigi per godere della vittoria della connazionale.

Unico momento di difficoltà, quello incontrato nel primo set contro la cinese Qinwen Zheng, capace di portarle via la frazione al tie break, per poi racimolare la miseria di un paio di giochi nei set successivi.

Iga No Limits

Coco Gauff 8

Qualcuno cominciava a tirare fuori le classiche due paroline “eterna promessa” fin troppo presto, ma questa volta Coco ha smentito tutti, chiudendo le sue fatiche parigine con una doppia finale.

Quella persa contro Swiatek, non ha avuto storia, ma è stata comunque il primo vero traguardo importante della statunitense che da quando aveva 15 è stata gravata di un peso eccessivo, vittima dei paragoni di pubblico e stampa americani, sempre a caccia di una delle nuove Williams.

L’altra finale è stata invece raggiunta in doppio con la sua connazionale Jessica Pegula, anche in questo caso sconfitta dal duo Garcia/Mladenovic.

Promessa mantenuta

Martina Trevisan 7,5

La più lieta notizia per noi italiani. Martina Trevisan sta attraversando un periodo di forma meraviglioso, cominciato con la vittoria del torneo di Rabat, in Marocco e che è proseguito con la sua storica semifinale di Parigi, nella quale Gauff ha giocato, per onore del vero, un match fantastico durante il quale la nostra tennista, adesso numero 27 al mondo, ha potuto fare ben poco.

Leonessa

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on email
Email
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on email