matteo berrettini US Open

Indian Wells: in rialzo le quotazioni azzurre dopo il forfait di Djokovic

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Manca pochissimo alla partenza del Master 1.000 BNP Paribas Open Indian Wells, uno degli appuntamenti più importanti di questo scorcio di stagione che si chiuderà con le ATP Finals programmate al Pala Alpitour di Torino il prossimo 14 novembre.

La bella cittadina situata nel cuore del deserto Californiano, ospita questo torneo nell’ormai leggendario comparto tennistico dell’Indian Wells Tennis, costruito a inizio millennio e forte della presenza di ben 20 campi, che hanno la capacità di ospitare una competizione “mixed“, giocata, cioè, in contemporanea da uomini e donne, uno dei pochissimi tornei che può permettersi un’organizzazione di questo tipo, al di fuori dei tornei del Grande Slam.

Indian Wells è il penultimo Master 1.000 dell’anno, prima di Parigi Bercy.

In campo maschile non ci sarà Djokovic

È notizia di pochi giorni fa, la defezione del numero 1 del mondo, Novak Djokovic, che, attraverso un messaggio sui social ha dichiarato che per quest’anno non potrà partecipare al torneo situato in uno dei posti che preferisce, seppur in mezzo al deserto.

Peccato per lui, perché sarebbe stata una buona occasione per superare il suo rivale di sempre, Roger Federer con cui divide il primato di 5 vittorie conquistate in questo torneo, nessuno, nella storia, come loro, anche se Djokovic non ha raggiunto i quarti di finale in nessuna delle sue ultime tre partecipazioni al torneo: sconfitto al terzo turno da Philipp Kohlschreiber nel 2019, secondo turno nel 2018 battuto da Taro Daniel e quarto turno contro Nick Kyrgios nel 2017.

Mancheranno ovviamente anche Roger Federer, Rafa Nadal e Dominic Thiem, quest’ultimo vincitore dell’edizione 2019.

Ci saranno comunque in tabellone i tre giocatori che stanno battagliando per ottenere il titolo definitivo di “vice-Nole”, Daniil Medvedev, Alexander Zverev e Stefano Tsitsipas.

Per quanto riguarda il tennista russo, Indian Wells 2019 è stato l’ultimo Masters 1000 sul cemento outdoor in cui Daniil Medvedev non è riuscito a raggiungere almeno gli ottavi di finale (eliminato al terzo da Filip Krajinović in due set), mentre Tsitsipas è stato eliminato al suo debutto a Indian Wells nel 2019 (secondo turno) da Félix Auger-Aliassime che aveva fatto il suo ingresso nel main draw grazie ad un invito: si tratta dell’ultima sconfitta del greco contro una wild card sul cemento, mentre in generale l’ultimo match perso da Tsitsipas contro una wild card risale al Masters di Roma del 2020 contro Jannik Sinner.

Ci sarà, insomma, la crema del tennis mondiale, se facciamo eccezione per “i grandi vecchi“, dato piuttosto interessante, questo, poiché salta all’occhio che nelle ultime 19 edizioni di Indian Wells, la vittoria è sempre andata ad una Testa di Serie e nelle ultime 11 edizioni del torneo la finale ha visto opposte due teste serie: l’ultimo giocatore unseeded ad aver raggiunto la finale è stato l’americano Mardy Fish nel 2008 sconfitto dal solito Novak Djokovic.

Non è esattamente un torneo che sorride ai padroni di casa, visto che nelle ultime 10 edizioni del torneo, solo due volte un giocatore americano ha raggiunto la finale, entrambi però sconfitti all’ultimo atto: John Isner nel 2012 contro Roger Federer e Andy Roddick nel 2010 contro Ivan Ljubičić.

Il torneo si gioca sul cemento e la scorsa edizione, quella del 2020, fu annullata a causa del Covid.

Le speranze azzurre

Hanno già confermato la loro presenza a Indian Wells, i nostri due tennisti di punta, Matteo Berrettini e Jannik Isner, che peraltro hanno deciso di giocare da compagni il torneo di doppio e su questo si sono già scatenati osservatori e addetti ai lavori d’oltre Oceano, che considerano la coppia piuttosto bene assortita.

Non è mai stato un torneo favorevole al tennista romano, che non ha mai vinto una partita del tabellone principale a Indian Wells in carriera: sconfitto da Daniil Medveded nel 2018 e Sam Querrey nel 2019, in entrambi i casi in tre set.

Certo, non è una statistica sulla quale sia possibile imbastire chissà quale discorso, anche perché la vera esplosione di Berrettini è avvenuta dopo il 2019, quando ha cominciato a raggiungere i risultati che ha poi dimostrato di poter confermare contro i top players europei.

Berrettini occupa adesso la posizione numero 7 del Ranking ATP e sta giocando la sua stagione di gran lunga migliore, anche se serve un torneo di sostanza affinché Berrettini ipotechi il suo posto alle Finals di Torino.

Nel 2021 ha giocato 48 incontri vincendone ben 38, ma il dato impressionante che salta maggiormente all’occhio, sono i 94 set vinti contro i 36 dei suoi avversari, segno di una solidità pazzesca.

Interessante anche la statistica che riguarda il tennista romano sulle superfici simili a quelle in cui si giocherà a Indian Wells, segnatamente il cemento, dove Matteo ha giocato 23 match nelle ultime 52 settimane, vincendo in 16 occasioni.

Buono anche il periodo di forma del giovane altoatesino Jannik Sinner che proverà a giocare da protagonista in California per sperare di andare il più avanti possibile.

Sinner occupa in questo momento la 14ª posizione del ranking e ci sono buone probabilità che ben figuri anche a Indian Wells. Per lui 52 incontri giocati nel 2021, 34 vittorie e 18 sconfitte, per un computo totale di set vinti pari a 80, contro i 53 persi.

Lorenzo Sonego, Fabio Fognini, Lorenzo Musetti, Gianluca Mager e Marco Cecchinato sono invece gli altri tennisti che saranno presenti nel deserto californiano.

In campo femminile c’è Camila Giorgi

Per il momento l’unica giocatrice italiana che sarà oggetto dell’estrazione del tabellone principale a Indian Wells in campo femminile, risponde al nome di Camila Giorgi, mentre le altre azzurre proveranno a guadagnarsi l’accesso attraverso le qualificazioni.

Sono pesanti le defezioni anche tra le ragazze, visto che hanno comunicato la loro assenza, la numero 1 al mondo, Ashley Barty e la giapponese Naomi Osaka.

Con la Kenin che aveva già da tempo rinunciato, Sabalenka ha una grandissima occasione di portare a casa la vittoria del torneo, al netto, va sempre messo in evidenza, dell’esplosione improvvisa di qualche volto nuovo come è successo durante l’ultimo torneo del Grande Slam disputato a New York, dove arrivarono in finale Raducanu e Fernandez, peraltro entrambe presenti a Indian Wells.

A testimoniare la difficoltà di emergere tra le donne, vi è una statistica chiarificatrice, che mette in evidenza come solo Martina Navratilova nel 1990 e 1991 è riuscita ad ottenere due successi consecutivi.

Inoltre nessuna giocatrice è riuscita a vincere più di due titoli a Indian Wells: tra le giocatrici in attività, le uniche due ad aver alzato il trofeo due volte sono Serena Williams e Victoria Azarenka – le altre a quota due sono la già citata Martina Navratilova, Mary Joe Fernández, Steffi Graf, Lindsay Davenport, Kim Clijsters, Daniela Hantuchová e Maria Sharapova.

Rispetto ai colleghi uomini, negli ultimi anni sono state ben due le edizioni vinte da giocatrici non teste di serie, Naomi Osaka nel 2018 e Bianca Andreescu nel 2019, ma nelle precedenti 29 edizioni era successo solo due volte, con i successi di Serena Williams nel 1999 in finale su Steffi Graf e nel 2005 con Kim Clijsters che sconfisse Lindsay Davenport all’atto finale.

Il torneo di Indian Wells sarà seguito da Sky Sport dal 7 al 17 di ottobre.

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